La Fao sfotte i poveri: contro la fame mangiate insetti, sono ecologici



È quanto afferma la Fao che ha lanciato un programma per incoraggiarne l’allevamento su vasta scala.
Facile, perché richiede investimenti minimi e bastano rifiuti e liquami.
E redditizio: due chili di mangime servono a produrre un chilo di insetti, contro gli otto chili di foraggio necessari per un chilo di carne di manzo.
“Gli insetti sono molto nutrienti, hanno un alto contenuto di proteine, sali minerali e grassi”, dice Eva Ursula Muller, direttrice del Dipartimento poliche economiche forestali dell’agenzia Onu, “Sono quindi essenziali per le popolazioni di molti paesi in via di sviluppo, in Asia, Africa e America Latina. E hanno già un ruolo importante nell’alimentazione umana, visto che già li mangiano due miliardi di persone, un terzo della popolazione mondiale”.

L’entomofagia, con 1900 specie commestibili, potrebbe sfamare 9 miliardi di persone entro il 2030. Diffusa nelle culture tradizionali di 90 paesi, è snobbata in Occidente e per il momento fa tendenza solo in qualche ristorante “in” degli Stati Uniti.

Ma è solo una questione di abitudine, preconizza l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura.



L’ultimo delirio del carrozzone Onu, che ogni anno divora in stipendi, banchetti e ricevimenti decine di milioni di euro

In sessant’anni di storia non è riuscita a fare niente, o quasi. Tanto che il numero di persone che al mondo soffrono per fame è andato di anno in anno aumentando (un miliardo di persone nel 2009). Però ha “mantenuto” un sacco di gente: impiegati, funzionari, dirigenti, rappresentanti. Tutti ad abbeverarsi alla fonte della Fao, l’organizzazione dell’Onu che si occupa di cibo e agricoltura. Nel 2009, il carrozzone (con sede a Roma in un faraonico palazzo) aveva messo a bilancio 784 milioni di euro, dei quali solo una novantina è stata effettivamente investita in progetti contro la fame nel mondo. E ora, dopo 60 anni di flop, ecco la ricetta delle ricette: avete fame? Mangiate insetti. proprio così: bruchi, coleotteri, persino vespe, sono un cibo iperproteico, ecologico, ricco di minerali e disponibile in grandi quantità. Si tratta, fa notare Eva Mueller, direttore di economia forestale presso l’agenzia per l’alimentazione e l’agricoltura dell’Onu, di animali disponibili in cosi’ grandi quantita’ che non c’e’ bisogno neanche di allevarli. “Due miliardi di persone, un terzo della popolazione mondiale, gia’ li mangiano perche’ sono deliziosi e nutrienti”, spiega la Mueller. Non bastasse, la Fao raccomanda anche un uso piu’ ampio di insetti come mangime per il bestiame. “Gli insetti possono integrare mangimi tradizionali come soia, mais, cereali e farine di pesce”, si legge ancora nel rapporto. Secondo la Fao, inoltre, la qualita’ nutritiva degli insetti e’ assolutamente competitiva rispetto a cibi piu’ tradizionali: mentre il manzo ha un contenuto di ferro pari a 6 milligrammi ogni etto di peso a secco, il contenuto di ferro delle locuste varia tra gli 8 e i 20 milligrammi ogni 100 grammi. Certo, la fao dovrebbe forse dare l’esempio: in occasione del prossimo mega-meeting, faccia trovare al buffet per i delegati qualche meraviglioso vassoio di formiche, vermi e scarafaggi.
Fonte: liberoquotidiano.it

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