Obama sui cambiamenti climatici al G20: “Nessuno è più al sicuro tutti siamo a rischio, priorità assoluta mondiale”

Obama_Irene_540x386-300x214Il cambiamento climatico è la maggiore sfida dei nostri tempi: nessuno è immune e ognuno ha la responsabilità di agire e fare la sua parte. Barack Obama lancia l’offensiva sul clima davanti agli studenti australiani, che esorta a farsi sentire. “Meritate un mondo più pulito” dice. E incalza: l’accordo fra Stati Uniti e Cina è la prova che un “accordo mondiale sul tema è possibile”. Gli fa eco sull’importanza di un’azione collettiva il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon: il clima è “il tema più” importante dei nostri tempi, ed è naturale che i leader del G20 dovrebbero prestargli più attenzione”.

Un’affermazione indirettamente rivolta all’Australia presidente del G20, che non ha voluto inserire il clima negli argomenti in agenda per il vertice, preferendo concentrarsi su temi economici. Il leader australiano, Tony Abbott, ha fece discutere nel 2009 definendo la scienza del clima una “cavolata assoluta” e da quando è in carica ha smantellato il meccanismo per il controllo delle emissioni nocive nel paese, lasciandolo come l’unico fra le economie avanzate senza un sistema per ridurre le emissioni di gas serra. Anche Obama lo incalza indirettamente, prendendo spunto dalla Grande Barriera Corallina. “Non ho avuto tempo per visitarla, voglio tornare e voglio che le mie figlie possano tornare a vederla, anche insieme alle loro figlie. Voglio che sia qui fra 50 anni” mette in evidenza il presidente americano, riferendosi ai vari rapporti che hanno lanciato l’allarme sulla barriera corallina australiana definendola a rischio proprio a causa del cambiamento climatico.

Ma – avverte Obama rivolgendosi agli studenti – i governi non possono combattere da soli il cambiamento climatico. “I cittadini, specialmente i giovani come voi, devono far sentire la loro voce perchè meritate di vivere le vostre vite in un mondo piu’ pulito”. Obama porta avanti la sua battaglia contro il clima dal 2009. Una lotta che nelle ultime settimane ha preso slancio, con l’accordo fra Stati Uniti e Cina e con l’impegno – annunciato nelle ultime ore – di un contributo di tre miliardi di dollari al Fondo Internazionale per aiutare i paesi piu’ poveri ad affrontare gli effetti del cambiamento climatico. FONTE

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