Ma mi faccia il piacere (Marco Travaglio)

ferraraIl Fatto Quotidiano, 15 Dicembre 2014. – Proprietà transitiva. “Non considero lo scioglimento del Comune di Roma un’opzione perchè ogni giorno di più emergerà che il sindaco Ignazio Marino è stato un problema per la malavita organizzata” (Matteo Orfini, presidente del Pd e commissario del partito a Roma, 9-12). Infatti fino all’altroieri era un problema anche per il Pd.

Canti Orfinici. “Orfini: ‘Il partito romano dev’essere raso al suolo’” (Repubblica , 11-12). Esclusi i presenti.

Bel suol d’amore. “In Libia mancano figure legittime” (Roberta Pinotti, Pd, ministro della Difesa, Corriere della sera, 13-12). Tipo in Italia.

La Dogaressa. “Da due giorni il telefono non fa che squillare: non accadeva neanche quando presentavo Domenica In o vincevo otto Telegatti. L’idea di Berlusconi di candidarmi a sindaco di Venezia è un onore. Cosa ci sarebbe di male? Non devo nessuna spiegazione, non devo difendermi da niente. Sono perbene, sono onesta” (Mara Provoleri in arte Mara Venier, Repubblica , 10-12). Anzi, è perfetta: avendo patteggiato una pena di 1 anno e 4 mesi di reclusione per concussione fin dal 1998, s’è portata avanti col lavoro: diversamente dal predecessore, arriverebbe in Comune già mangiata.

Chi spara, chi spera. “Mafia Capitale? Dove sono i morti? Se c’è la mafia, voglio i morti sul selciato, sennò che mafia è? Questa inchiesta è una bufala” (Giuliano Ferrara, Il Foglio, 9-12). Se i giornalisti sono tutti come lui, i mafiosi risparmiano volentieri le pallottole.

Cessis. “Ho nominato mio figlio direttore generale del Censis, e allora? Il Censis è un’azienda privata, chissenefrega! Questa è una strategia voluta, per mantenere il binomio De Rita e Censis. Analizzare altri curriculum? Ma lei mi sfotte?” (Giuseppe De Rita, La Zanzara, Radio24, 9-12). Ma è De Rita o De Mita?

Compro una consonante.“Tra poco a Porta a Porta i retroscena dell’interrogatorio della mamma di Floris rivelati dall’avvocato della donna” (Bruno Vespa a proposito dell’arresto della madre di Loris Stival, Twitter, 10-12). Niente Floris, ma opere di bene.

Alè, magno/1. “È falso che io abbia portato valigie piene di soldi in Argentina. Ci sono stato recentemente una volta sola per visitare la Patagonia. Ci sono andato con la mia famiglia e con una comitiva di amici. Non ci furono contatti strani, del resto eravamo in mezzo ai ghiacciai” (Gianni Alemanno, FdI, Libero , 9-12). Niente valigie, solo borse termiche.

Alè, magno/2. “Non si può cancellare il finanziamento pubblico a partiti e poi stupirsi che gli imprenditori privati danno un contributo” (Gianni Alemanno, Repubblica , 9-12). Soprattutto se il contributo degli imprenditori privati gli è arrivato nel 2011-2012, quando c’era anche il finanziamento pubblico.

Gentilonerie. “Abbiamo bisogno di persone nuove, relativamente giovani, competenti e oneste” (Paolo Gentiloni, Pd, futuro ministro degli Esteri, lancia la candidatura alla Regione Lazio di Eugenio Patanè, ora indagato per aver preso soldi dalla banda di Mafia Capitale, 2013). Relativamente oneste.

Papa Alessandro IX. “Alcune mie dichiarazioni sono state parzialmente riprese anche da Papa Francesco” (Alessandro Di Battista, deputato M5S, Ballarò, 9-12). Tale e Quale Show.

travaglio1Facciamo come loro. “Ci indigniamo per le presunte torture della Cia e intanto il terrore islamico fa 5 mila morti in un mese” (Giuseppe De Bellis, il Giornale, 12-12). Giusto: non ne abbiamo torturati abbastanza.

C’è Massimo e Massimo. “Renzi su D’Alema: ‘Massimo vuole mandarci a casa’” (Corriere della sera, 12-12). “Il problema è che non ci stiamo più noi… una cosa incredibile…Grillo è riuscito a distruggere il Pd” (Salvatore Buzzi a Massimo Carminati, intercettato nell’aprile 2013). Il primo Massimo vuole mandarli a casa, ma il secondo Massimo vuole che restino. Sono soddisfazioni.

Strepitoso successo. “Alenia conquista la supercommessa. Il ‘check up’ agli F-35 si farà in Italia” (Corriere, 12-12). Praticamente, quando esplodono in volo, i cocci li raccogliamo noi.

L’eroe non vedente. “Il generale Mario Mori è stato un eroe nella guerra a Cosa Nostra. Si è tentato di farlo passare come un personaggio che ha fatto chissà quali nefandezze, mentre è stato un ariete di sfondamento delle linee mafiose” (Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato, FI, il Giornale, 10-12). Non fa perquisire il covo di Riina nel ’93, non fa arrestare Santapaola nel ’93, non fa arrestare Provenzano nel ’95, vigila sugli appalti di Expo e non si accorge di tangenti e infiltrazioni della ’ndrangheta, è consulente di Alemanno per la sicurezza a Roma e non si accorge che comanda Mafia Capitale. Però è un eroe, solo un po’ giù di vista: al confronto, Er Cecato è occhio di lince.

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