Per Renzi, come per Berlusconi nel 2011, l’Italia non è in crisi,le famiglie si arricchiscono

Nella chiusura del semestre al parlamento Europeo, il nostro presidente del consiglio Matteo Renzi, si esibisce nell’ennesima e scandalosa messa in scena della nostra situazione e drammatica crisi economica che stiamo vivendo in Italia, arriva addirittura ad affermare che le famiglie italiane si stanno arricchendo, quando oltre 8 milioni di cittadini sono sotto la soglia di Povertà. Esattamente come affermava Berlusconi nel 2011. Forse non studia prima di fare interventi importanti come questi o non vuol far capire niente a nessuno, mai dati dimostrano esattamente il contrario, che secondo Bankitalia ha diffuso a fine anno. La ricchezza delle famiglie italiane è diminuito dell’1,4% nel 2013 e ulteriormente diminuita dell’1,2% nel primo semestre 2014. I dati sono nettamente diversi da come un premier di una nazione anzichè separare i fatti reali del proprio paese, fa solo campagne elettorale per occultare disagi e difficoltà di milioni di cittadini che fanno sacrifici e non hanno nessun conforto da parte di chi li dovrebbe rappresentare, sprofondando sempre di più nel barartro di una crisi senza fondo.
Come dimostrato dai fatti e dalla stessa Bankitalia che il 16 dicembre 2014 quantificava a fine 2013 la ricchezza netta delle famiglie italiane in 8.728 miliardi di euro, corrispondenti in media a 144.000 euro pro capite e a 356.000 euro per famiglia, con attività reali che rappresentavano il 60 per cento del totale delle attività, quelle finanziarie il restante 40 per cento. Nel 2013 il valore della ricchezza netta complessiva è diminuito rispetto all’anno precedente dell’1,4 per cento a prezzi correnti; la flessione del valore delle attività reali (-3,5 per cento), dovuta al calo dei prezzi medi delle abitazioni (-5,1 per cento), è stata solo in parte compensata da un aumento delle attività finanziarie (2,1 per cento) e da una riduzione delle passività (-1,1 per cento). In termini reali la ricchezza netta si è ridotta dell’1,7 per cento rispetto al 2012. Dalla fine del 2007 la flessione a prezzi costanti è stata complessivamente pari all’8 per cento. video:



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