Il decreto sulla scuola, che a breve sarà varato da Palazzo Chigi, fa acqua da tutte le parti

Scelta Civica presenta proposta per Legge ElettoraleROMA, 30 gennaio 2015 – Scuola: il decreto in arrivo fa acqua, la consultazione pubblica era solo marketing. Le parole della Giannini nell’intervista pubblicata oggi sul Corriere della Sera ci lasciano perplessi perché confermano che quella della Buona Scuola è stata un’operazione di marketing politico”.

Lo affermano i parlamentari del m5s in commissione Cultura.

“Per prima cosa prendiamo atto del fatto che la risoluzione approvata al Senato, presentata dalla renziana di ferro Francesca Puglisi, per il governo è carta straccia e dunque del curriculum personalizzato per gli studenti non se ne farà nulla.

Inoltre, nell’intervista il titolare del Miur afferma che circa 50 mila dei nuovi insegnanti assunti si occuperanno di nuove competenze, ma la loro formazione rispetto a questi compiti probabilmente avverrà solo nel corso dell’anno. Alla Giannini evidentemente va di scherzare: occuparsi di materie rispetto alle quali i docenti saranno formati soltanto ad anno scolastico in corso sarebbe un modo di procedere schizofrenico.

A proposito dei 140 mila assunti: per un esercito di precari che diventerà di ruolo, ci saranno colleghi nelle stesse condizioni che saranno abbandonati a loro stessi. Su questa platea il Miur non ha ancora mai speso una parola, al contrario del movimento 5 Stelle, che sulla materia ha depositato una proposta di legge.

Rispetto agli scatti stipendiali, che ci vedono ben lontani dalla media europea, riteniamo che l’unica soluzione credibile sarebbe il mantenimento di quelli per anzianità, con l’aggiunta di quelli per merito come aggiuntivi.

Infine, per l’ennesima volta, Giannini non fa alcun accenno a un piano per la scuola che affronti in modo sistemico il problema delle classi pollaio. Eppure anche nella consultazione del governo il problema è stato sollevato da migliaia di cittadini. Le classi troppo numerose sono solo un parcheggio e penalizzano sia lo studente brillante che quello con difficoltà”. Fonte

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