Terni, Tk-Ast: è giallo. Altri manager indagati La lista di chi dovrà dare delle spiegazioni si allunga e intanto le Rsu serrano le fila

TERNI05 mar 2015 di Marco Torricelli
L’unica magari no, ma una delle poche, ad essere rimasta fuori, sarebbe Lucia Morselli. A dimostrazione del fatto che gli eventi a cui ci si riferisce sarebbero avvenuti in un periodo antecedente al 2014.
Gli ‘avvisi’ Un buon numero di dirigenti, anche di altissimo livello, di Ast – ma sotto i riflettori ci sarebbero pure impiegati ben disposti ad essere accondiscendenti – sarebbero stati iscritti nel registro degli indagati da parte della procura della repubblica di Terni. E, visto che l’attuale ad di Ast ha sostituito, almeno ufficialmente, Marco Pucci nel luglio dell’anno scorso, mentre gli altri erano lì da parecchio, ecco spiegata una parte dell’arcano.
Le motivazioni Diverso e, ovviamente, più complicato riuscire a comprendere il resto. Il filone di indagine, per cominciare: sarebbe quello legato ad appalti e forniture di prodotti e servizi. E non è sfuggito il riferimento fatto dalla stessa Lucia Morselli, nei giorni scorsi nel corso dell’audizione parlamentare, quando si è detta fermamente impegnata nell’opera di pulizia e trasparenza. Cosa che, peraltro, l’ad aveva più volte ripetuto anche al Mise durante la trattativa che portò all’accordo del 3 dicembre 2014.
L’indagine Era partita in sordina, la serie di accertamenti condotti dal Nipaf – il nucleo investigativo di polizia ambientale del Corpo forestale dello Stato – su alcune figure, dirigenziali e non, interne all’Ast, ma poi era decollata. Ad aprile del 2014 gli agenti del corpo forestale dello Stato si erano presentati negli uffici di viale Brin, sequestrando cinque personal computer e una gran mole di atti interni. La lista – quarantasei punti – comprendeva documenti relativi praticamente ad ogni aspetto dell’attività dell’acciaieria: dal personale alle produzioni, dai macchinari fino alle certificazioni di sicurezza.
Indagati Undici mesi fa, ad essere iscritti nel registro degli indagati, su richiesta del sostituto procuratore Elisabetta Massini, furono due dirigenti, con responsabilità rispettivamente sul personale e sul comparto tecnico, e altrettanti responsabili di settore. Ma adesso quella lista si sarebbe più che raddoppiata. Anche se, sul punto, le bocche in procura rimangono cucite.
In fabbrica Nella giornata di mercoledì, intanto, le Rsu di Ast hanno messo in pratica quanto promesso – o minacciato, dipende dai punti di vista – e, fanno sapere «unitamente agli Rls (i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza; ndr)» hanno effettuato «un primo sopralluogo» nell’area dei forni dell’acciaieria, dove hanno riscontrato «alcune prime importanti anomalie, potenzialmente pericolose dal nostro punto di vista, per la salute e la sicurezza dei lavoratori e più complessivamente per l’intera impiantistica».
La denuncia Alla presenza, dicono i delegati di base, «del capo servizio, del responsabile del servizio di prevenzione e protezione e di un rappresentante dell’ufficio del personale, abbiamo avuto un confronto sul posto, dal quale è emerso che nonostante sia stata applicata la nuova organizzazione del lavoro, gli operatori non erano stati ancora informati rispetto al comportamento da tenere nelle normali fasi lavorative ed in quelle particolari. Tale informativa, si è avviata solo dopo il confronto. Pur avendo affermato la loro totale assunzione di responsabilità, riteniamo che ciò sia preoccupante, per gli aspetti legati a salute e sicurezza e per possibili rallentamenti dell’impianto che possono generare perdite produttive ed economiche per l’azienda. Durante l’incontro abbiamo inoltre preso atto che in una prima comunicazione interna, che l’azienda divulgherà, si certifica che in alcune fasi di lavoro che si presentano le tre unità stabilite non sono sufficienti a garantire le operazioni da effettuare».
Le procedure A fronte della nuova organizzazione del lavoro «decisa unilateralmente dall’azienda – fanno sapere Rsu e Rls – è stato avviato un percorso di verifica e controllo che continuerà giornalmente in ogni postazione dello stabilimento» e invitano «tutti i lavoratori a rispettare le pratiche operative in essere e a segnalarci immediatamente qualsiasi episodio che vada fuori dalle stesse e che possa generare eventi pericolosi».

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