Scorie a Scanzano, Giovanardi conferma: Bubbico sapeva

bubbico_200_200MATERA 12//11/2013 – A distanza di dieci anni si torna a parlare del deposito di scorie nucleari che sarebbe dovuto sorgere a Scanzano Jonico. Una battaglia che nel 2003 portò in strada oltre 100mila persone per protestare contro la decisione dell’allora governo Berlusconi.

E se ne torna a parlare al tribunale di Matera dove ieri si è svolta l’udienza per la querela di diffamazione intentata dal viceministro Filippo Bubbico, all’epoca dei fatti presidente della Regione Basilicata, nei confronti dei giornalisti Nino Grilli e Nicola Piccenna, che avevano puntato il dito contro l’ex Governatore reo, a loro avviso, di essere a conoscenza della scelta operata dal governo prima ancora che venisse emanato il decreto con cui si istituiva il sito unico a Terzo Cavone. Una tesi che sarebbe stata confermata dai verbali parlamentari e dagli allora ministri Giovanardi e Matteoli, ieri ascoltati dai giudici del Tribunale di Matera. Si riaccendono così i riflettori su una vicenda che ha rappresentato una delle pagine più controverse della storia recente della Basilicata. Da una parte le logiche politiche, all’insaputa dei cittadini, dall’altro il moto di orgoglio di una popolazione che non voleva diventare la discarica italiana in una terra che già paga alto il prezzo dell’inquinamento del suolo. Così a Matera si è celebrata una pagina in cui sono stati ricostruiti non solo i giorni in cui si arrivò a quella decisione, ma anche la dinamica dei fatti, di chi sapeva e di chi ha taciuto.

ScorieBasTutto è nato a seguito di un articolo del giornalista Nicola Piccenna, intitolato ”Alto tradimento per il Generale Filippo Bubbico”, all’interno del quale venivano riportate le affermazioni dell’allora ministro Carlo Giovanardi che riferiva nel Consiglio dei Ministri come il governatore Bubbico sarebbe stato a conoscenza dell’intenzione di ubicare a Scanzano il deposito e che avrebbe dichiarato che ”non avrebbe fatto le barricate” per impedire tale dislocazione. Frasi per le quali l’attuale sottosegretario aveva già denunciato l’allora ministro e che ora vedono imputati il giornalista e il direttore della testata che pubblicò l’articolo, Nino Grilli. Nell’udienza di ieri è stato ribadito che la querela di Bubbico contro Giovanardi è stata archiviata dal Tribunale dei Ministri poiché quest’ultimo produsse il verbale del Consiglio dei Ministri che confermava esattamente per vere le sue affermazioni. Durante l’interrogatorio Giovanardi e Matteoli, chiamati come testi del processo, hanno confermato la loro partecipazione al Consiglio dei Ministri del 13 novembre 2003 e le affermazioni in esso contenute. Ma c’è di più. Dall’udienza di ieri, in base a quello che riferiscono Piccenna e Grilli, sarebbe emerso che sarebbe stato Emilio Nicola Buccico l’avvocato cui faceva riferimento Matteoli nelle sue affermazioni quando a verbale faceva scrivere che il “presidente della Provincia (di Matera, Carelli, ndr) interessata aveva chiesto l’aiuto, il consiglio e il supporto giuridico di un noto avvocato (permettetemi di non fare il nome, anche per il ruolo che ricopre attualmente) che è anche un mio caro amico. Ho organizzato l’incontro tra questo noto avvocato e il presidente della Provincia che voleva essere supportato dal punto di vista giuridico per quello che accadeva e per quello che poteva accadere. L’incontro c’è stato, l’avvocato si è messo a disposizione. Veramente, più di così non potevamo fare e tutto questo lo abbiamo fatto nel silenzio più assoluto e siamo arrivati all’individuazione del sito”. Fonte

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