Test Agcom per testare la velocità dall’ Adsl

misura-internet-speed-testI problemi dell’Italia con la rete internet veloce sono ormai storia vecchia. Numerosi i casi in cui i cittadini denunciano una scarsa copertura della rete Adsl e generali malfunzionamenti; nemmeno le grandi città, in teoria ben collegate, restano immuni ai problemi. A volte la connessione Adsl salta con eccessiva frequenza, oppure la sua velocità risulta inferiore a quanto promesso dall’azienda (e regolarmente riportato dal contratto). In casi come questo, esistono strumenti che aiutano a comprendere la reale velocità di una connessione Adsl.

Il sito Facile.it ha riportato la notizia della creazione da parte dell’Agcom, “Autorità per la Garanzia nelle Comunicazioni”, di un software che consente di testare la velocità effettiva della propria Adsl. Lo stesso portale che fornisce le più conosciute comparazioni del web, compreso il  confronto gratuito tra diverse offerte Adsl dei più famosi operatori telefonici, per trovare la più conveniente. Nel caso in cui, attraverso il software dell’Agcom, si dovessero riscontrare delle differenze fra la velocità reale e quella presente nel contratto stipulato con la compagnia telefonica, è possibile chiedere un rimborso attraverso un apposito certificato.

Lo strumento, denominato “MisuraInternet Speed Test“, consente in appena quattro minuti di avere un’analisi completa delle prestazioni della connessione, con in più anche dei dettagli circa il tipo di sistema impiegato. A differenza degli altri sistemi che si trovano sul web, quello messo a punto dall’Agcom si basa sull’operatore con il quale si è stipulato il contratto. Se i valori risultano inferiori a quelli presenti nell’abbonamento, la connessione verrà sottoposta ad un ulteriore test.

In caso la minore efficienza dell’Adsl venisse confermata, all’utente verrà rilasciato un certificato attraverso il quale chiedere un rimborso oppure il ripristino della velocità che era stata promessa al momento della firma sul contratto. Una volta ricevuto il reclamo da parte dell’utente, la compagnia telefonica avrà un mese di tempo per ripristinare la qualità del servizio ai livelli che erano stati promessi. Se ciò non dovesse avvenire, l’utente avrà la possibilità di recedere dal contratto senza alcuna penale per ciò che riguarda l’accesso ad Internet dalla cosiddetta “postazione fissa”.

L’utente potrà recedere con un mese di preavviso, comunicando la sua intenzione all’azienda telefonica tramite una lettera raccomandata o in alternativa una mail con il sistema di “posta elettronica certificata”. Fra gli utenti che hanno ottenuto una certificazione negativa circa la qualità della loro connessione, molti hanno visto cambiare in meglio la propria situazione. Gli operatori, infatti, nella maggioranza dei casi sono stati in grado di migliorare il servizio offerto al cliente.

In altre circostanze, invece, per non perdere i propri clienti, alcuni operatori hanno applicato delle riduzioni dei prezzi una volta constatata la non corrispondenza fra quanto promesso ed i valori accertati dal software. Rimane ancora una certa disparità fra certificazioni negative e reclami: le prime sono state circa 6500 nei dati che riguardano il 2013, mentre i reclami solamente 300. Questo nonostante le statistiche raccolte da SosTariffe evidenzino che gli italiani che si lamentano del funzionamento della propria connessione siano un’ampia maggioranza. Molti, forse, sono intimoriti dalla burocrazia che spesso si cela dietro i reclami; il servizio offerto da Agcom, però, dovrebbe semplificare non poco le procedure.

 

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