Terra dei fuochi, protesta per le strade di Napoli

angelo«#Fiumeinpiena stop biocidio», questo è lo slogan riprodotto sullo striscione che ha aperto il corteo organizzato a Napoli per dire no al disastro ambientale e sì alle immediate bonifiche. «Mi sento come un padre a cui hanno stuprato il figlio e non me ne sono accorto. Figlio perdonami se fino a oggi ti ho detto abbi fiducia nelle istituzioni. Io ti chiedo scusa». A parlare è don Maurizio Patriciello, parroco del Comune di Caivano, a Nord di Napoli, che da anni si batte per lo sversamento dei rifiuti illegali nella Terra dei fuochi. Il corteo, proprio come un fiume in piena, ha invaso le strade del capoluogo campano, la lunga marcia si è snodata da piazza Garibaldi ed è arrivata in Piazza del Plebiscito. Tra i manifestanti anche molti personaggi della cultura e dello spettacolo. Allontanato, dagli organizzatori della manifestazione, il gonfalone del Comune di Napoli. La mobilitazione ha smosso gli animi di centinaia di abitanti dell’intera Regione, ormai stanchi degli inganni e dei soprusi patiti in questi 20 anni di sversamenti di rifiuti illegali: 100 mila le tonnellate di rifiuti interrati in Regione, 6 milioni le tonnellate di ecoballe da smaltire. Questi sono solo alcuni numeri di un disastro ambientale senza precedenti. In strada sono scese quasi 100 mila persone, secondo gli organizzatori, provenienti da ogni angolo della Regione per dire no al ‘biocidio’, spegnere i roghi tossici e «ricordare i morti ed assicurare un futuro ai bambini». BONIFICARE LE TERRE. I manifestanti hanno chiesto l’immediata bonifica delle terre campane inquinate dagli sversamenti illegali di rifiuti tossici e nocivi ritenendo però che lo strumento della legislazione speciale non sia quello più adeguato. La priorità, hanno detto, «deve essere quella della mappatura». {googleAds}
{/googleAds} L’indice è stato puntato anche contro il fenomeno dell’incendio di rifiuti che fa conoscere alcuni comuni delle province di Napoli e Caserta come ‘La terra dei fuochi’. ANCHE DE MAGISTRIS. Un corteo variegato composto da mamme e bambini, da uomini delle istituzioni, dello spettacolo, da rappresentanti dei vari comitati della Terra dei fuochi e da uno sparuto gruppo di contestatori che ha urlato contro tutti, anche quando, quasi al termine della manifestazione, padre Maurizio Patriciello (il sacerdote antiroghi di Caivano) ha nominato il capo dello Stato e il cardinale Crescenzio Sepe, per ricordare il loro impegno per i cittadini napoletani. Accanto a lui hanno sfilato anche Nino D’Angelo, che ha sollecitato «un risveglio delle coscienze», e il sindaco di Napoli Luigi De Magistris. «Ho partecipato con gioia al corteo e l’ho fatto con alcuni amici, come un semplice cittadino e senza fascia tricolore». RIVOLUZIONE DAL BASSO. «Da Sud, ormai è in atto da tempo una rivoluzione che dal basso sta realizzando politiche di difesa del territorio completamente innovative», ha detto De Magistris, aggiungendo che «il Comune di Napoli è in prima linea nel dire un secco no a discariche ed inceneritori e si a impianti alternativi, raccolta differenziata, tutela del territorio, acqua pubblica ed obiettivo rifiuti zero’ I manifestanti hanno esposto anche alcuni striscioni con le foto di persone morte negli ultimi anni per patologie oncologiche: a loro dire si tratta di malattie legate all’inquinamento dei suoli. Una giornata, quella di oggi, che hanno detto i manifestanti segna una svolta. Fonte

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