Julian Assange, siamo sommersi dai materiali: Con Wikileaks cerchiamo di educare e di far comprendere

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Julian ASSANGE

05/09/2015 – Senza Wikileaks non avremmo saputo nulla dei Trattati commerciali tra Stati Uniti ed Europa. TTIP e TISA sarebbero stati loro affari segreti o ignorati dai media. Sapete che i funzionari pubblici americani non possono avere sui loro computer i file di Wikileaks?
E’ stato pubblicato ai primi di Settembre il volume “The WikiLeaks Files:The World According to US Empire” che raccoglie i vari documenti pubblicati da Wikileaks sulla politica estera americana. In quest’intervista di Luglio al settimanale tedesco Der Spiegel, Julian Assange parla dell’attività di informazione e analisi svolta dalla sua organizzazione e dei rischi di quest’attività, delle accuse che gli sono state mosse per fermarlo, del ruolo degli Stati Uniti nei media e nelle attività di spionaggio, della colonizzazione culturale creata da Google, Facebook e Apple e del quadro dei rapporti internazionali. Una profonda e chiara testimonianza per comprendere il mondo in cui viviamo]

ASSANGEIntervista di Michael Sontheimer a Julian Assange.

SPIEGEL: Mr. Assange, WikiLeaks è tornato – rilasciando documenti che provano la sorveglianza degli Stati Uniti sul governo francese, documenti diplomatici sauditi e le prove di una massiccia sorveglianza sul governo tedesco da parte dei servizi segreti americani. Quali sono le ragioni di questo ritorno?

Julian Assange: Sì, Wikileaks sta pubblicando un sacco di materiale in questi ultimi mesi. Stiamo pubblicando proprio quelle notizie , e anche quelle, molto significative, che non riguardano l’Occidente e i media occidentali – documenti sulla Siria, per esempio. Ma bisogna considerare che c’è stato, e c’è tuttora, un conflitto con il governo degli Stati Uniti il quale è iniziato seriamente nel 2010 dopo che abbiamo iniziato la pubblicazione di una serie di documenti statunitensi riservati.

SPIEGEL: Che cosa significa per lei e per Wikileaks?

Assange: Il risultato è stato una serie di cause legali, blocchi, attacchi nelle relazioni pubbliche e così via. Con un blocco bancario, Wikileaks ha visto tagliare di oltre il 90 per cento le sue finanze. Il blocco è avvenuto in una maniera completamente stragiudiziale. Abbiamo preso misure legali contro il blocco e abbiamo vinto le cause nei tribunali, così la gente ci può inviare nuovamente donazioni.

SPIEGEL: Quali difficoltà avete dovuto superare?

Assange: C’erano stati attacchi alla nostra infrastruttura informatica. E il nostro personale ha dovuto subire un taglio del 40% sugli stipendi, ma siamo stati in grado di mantenere le cose insieme senza dover licenziare nessuno, cosa di cui sono molto orgoglioso. Siamo diventati un po’ come Cuba, trovando soluzioni esterne per aggirare questo blocco. Vari gruppi come la Wau Holland Foundation tedesca hanno raccolto donazioni per noi durante il blocco.

SPIEGEL: Che cosa ha fatto con le donazioni che avete ottenuto?

Assange: Ci hanno permesso di pagare le nuove infrastrutture tecnologiche, che erano necessarie. Abbiamo materiale da pubblicare sulla NSA per quasi 20 anni ormai, quindi ero consapevole della sorveglianza di massa della NSA e del GCHQ. Abbiamo richiesto un sistema di inserimento articoli di nuova generazione al fine di proteggere le nostre fonti.

SPIEGEL: Ed è in linea ora?

Assange: Sì, qualche mese fa abbiamo lanciato un sistema di inserimento di nuova generazione e lo abbiamo integrato anche con le nostre pubblicazioni.

SPIEGEL: Così, ci dobbiamo aspettare nuove pubblicazioni?

Assange: Siamo sommersi di materiale, adesso. Economicamente, la sfida per Wikileaks è come aumentare gli stipendi in rapporto alla mole di materiale da analizzare e pubblicare.

SPIEGEL: Nove anni fa, quando WikiLeaks è stata fondata, si poteva leggere sul suo sito web: “L’obiettivo è la giustizia Il metodo è la trasparenza.”. Questa è la vecchia idea dei Lumi nata nel 18° secolo. Ma se si guarda ai regimi politici brutali e alla spietatezza delle grandi società, non è troppo idealista questo slogan? È sufficiente la trasparenza?

Assange: A essere onesti, non mi piace la parola trasparenza: un vetro freddo senza vita è trasparente. Io preferisco i termini istruzione o comprensione, che sono più umani.

SPIEGEL: Il lavoro di Wikileaks sembra essere cambiato. All’inizio venivano pubblicati solamente documenti segreti. Più di recente, è stato anche fornita un’analisi di contesto per questi documenti.

Assange: Abbiamo sempre fatto questo. Personalmente ho scritto migliaia di pagine di analisi. Wikileaks è una gigantesca biblioteca di documenti più perseguitati e oggetto di censura del mondo. Diamo asilo a questi documenti, li analizziamo, li promuoviamo e di averne di più. WikiLeaks ha più di 10 milioni di documenti e di analisi associati ad esse, ora.

SPIEGEL: Al personale del governo e dell’esercito degli Stati Uniti è ancora impedito tecnicamente di utilizzare il vostro archivio?

Assange: Wikileaks è ancora un oggetto tabù per alcune componenti del governo. Sono stati creati firewall. Ogni dipendente del governo federale e ogni imprenditore ha ricevuto una e-mail dove si indica che se leggono qualcosa da Wikileaks anche attraverso il sito web del New York Times, devono rimuovere questo dal proprio computer immediatamente e autodenunciarlo. Devono ripulire e confessare. Questa è una nuova isteria come ai tempi di McCarthy.

SPIEGEL: Sapete qualcosa riguardo ai vostri lettori?

Assange: Non molto, noi non li spiamo. Ma quello che sappiamo è che la maggior parte dei nostri lettori provengono dall’ India, seguita a ruota dagli Stati Uniti. Abbiamo anche un buon numero di lettori che cercano persone. La sorella si sposa e qualcuno vuole controllare lo sposo. O qualcuno sta negoziando un affare e vuole sapere qualcosa circa il suo potenziale partner o un burocrate con cui deve negoziare.

SPIEGEL: E’ cambiato qualcosa nel modo di cooperare di Wikileaks con i giornalisti e i media nel corso degli anni?

Assange: Usiamo molto di più i contratti ora.

SPIEGEL: Perché?

Assange: E’ a causa di un paio di esperienze negative, principalmente a Londra. Ora abbiamo contratti con le organizzazioni di più di un centinaio di media di tutto il mondo. Abbiamo un quadro prospettico unico sui media globali. Abbiamo messo insieme i vari consorzi di giornalisti e organi di stampa su diversi livelli per cercare di massimizzare l’impatto delle nostre fonti. Ora abbiamo sei anni di esperienza con i media occidentali europei, i media americani, i media indiani, i media arabi per analizzare cosa fanno con lo stesso materiale. I loro risultati sono incredibilmente diversi.

SPIEGEL: Edward Snowden ha detto che molti giornalisti hanno preso storie interessanti dai suoi documenti, ma l’unica organizzazione che veramente si è preso cura di lui e lo ha aiutato a fuggire da Hong Kong è stata WikiLeaks.

Assange: La maggior parte delle organizzazioni dei media “bruciano” le fonti. Edward Snowden è stato abbandonato a Hong Kong, in particolare dal Guardian, che aveva gestito in modo esclusivo i suoi racconti. Ma abbiamo pensato che era molto importante che una fonte di prima importanza come Edward Snowden non fosse messo in prigione. Perché avrebbe creato un tremendo effetto che avrebbe annichilito altre fonti che volevano farsi avanti.

SPIEGEL: Sarebbe sicuramente stato un deterrente per altre fonti. Ma la maggior parte dei giornalisti insistono di essere indipendenti ed obiettivi. A loro, inoltre, piace sottolineare che non sono attivisti politici.

Assange: Tutto quello che mostrano è che sono attivisti per come stanno le cose.

SPIEGEL: Non avete incontrato anche i giornalisti che scavano in profondità questioni complesse e lavorano duramente per fornire un’analisi corretta?

Assange: Nel Regno Unito in varie fasi, il giornalismo è stata la professione di gentleman dilettanti. E alcuni di loro addirittura si vantano di essere dilettanti. La loro qualità non è paragonabile con la qualità dei servizi di intelligence, e la maggior parte di loro presentano un notevole grado di corruzione e incompetenza. Ma hanno ancora un certo ideale di professionalità. Al fine di proteggere le fonti ora, è necessaria estrema diligenza e professionalità.

SPIEGEL: Nel mese di Settembre sarà pubblicato un libro chiamato “Wikileaks-Files. Il mondo secondo l’impero degli Stati Uniti”, per il quale hai scritto la prefazione. Tentate di sviluppare la contestualizzazione, l’analisi e la contro-narrativa che i documenti forniti da WikiLeaks hanno bisogno?

Assange: Generalmente non c’è abbastanza comprensione sistemica. Questo ha a che fare con l’economia dei media, i cicli di notizie a breve termine, ma in realtà io non biasimo i media per questo fallimento. C’è una terribile mancanza nel mondo accademico in relazione al comprendere gli attuali sviluppi geopolitici e tecnici e l’intersezione tra queste due aree. Wikileaks ha un conflitto molto evidente con gli Stati Uniti, che è ancora in corso e in cui molti giovani sono stati coinvolti. Improvvisamente hanno visto Internet come un luogo in cui la politica e la geopolitica accade.

Non è solo un luogo dove si fanno pettegolezzi su quello che è successo a scuola.

Ma dove sono stati i giovani professori che abbiano fatto un passo in avanti cercando di dare un senso a tutto questo? Dove si trova il nuovo Michel Foucault che cerca di spiegare come il potere moderno si esercita? Assurdamente, è Noam Chomski che sta facendo alcuni tra i migliori commenti ed ora è un ottantaseienne.

SPIEGEL: Forse i giovani professori presumono che non potrebbe essere molto utile per le loro carriere affrontare questo tema perché è molto controverso.

Assange: Esattamente. E’ intrinsecamente controverso. Allo stesso tempo, i rapporti delle principali agenzie di intelligence sono uno dei grandi fattori strutturanti del mondo moderno. Sono il nucleo di rapporti di natura non economica tra gli stati. Mi preoccupo di più del mondo accademico e in particolare di quella parte del mondo accademico che si occupa di relazioni internazionali.

Wikileaks ha pubblicato oltre 2 milioni di dispacci diplomatici. E’ la più grande repository per le fonti primarie sulle relazioni internazionali, tutte ricercabili. E’ il cannone per le relazioni internazionali. È il più grande cane da guardia nella stanza. Ci sono state alcune ricerche pubblicate in spagnolo e in lingue asiatiche. Ma dove sono i giornali americani e inglesi? C’è una spiegazione concreta: agiscono come scuole di alimentazione per il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti. L’associazione statunitense che controlla le cinque grandi riviste relazioni internazionali, l’ISA, ha una propria politica ufficiale di non accettare articoli e saggi che siano derivati da materiali di WikiLeaks.

SPIEGEL: Parliamo di politici. Perchè i politici – che hanno dovuto imparare, grazie a Wikileaks e Edward Snowden, che i loro telefoni sono sotto controllo e le loro email sono lette da spie di lingua inglese – hanno reagito in modo così timido, lento e insicuro a queste rivelazioni?

Assange: Perché giocano al ribasso? Angela Merkel ha dovuto cercare di essere più incisiva perché lei non voleva essere vista come un leader debole, ma mi sa che è giunta alla conclusione che gli americani non cambieranno . Tutte queste informazioni di intelligence degli Stati Uniti sono molto importanti per l’agenzia di intelligence degli Esteri tedesca, il Bundesnachrichtendienst. La prego di immaginare per un momento che il governo tedesco si lamenti di essere spiato e che gli americani gli dicano solo: Ok, vi daremo più roba, che abbiamo rubato dalla Francia. Quando i francesi si lamentano, ottengono più roba, che è stato rubato dalla Germania. La NSA spende un sacco di risorse ottenendo informazioni, ma gettare qualche briciola in Francia e Germania, quando cominciano a lamentarsi di essere vittime non costa nulla, le copie digitali non costano nulla.

SPIEGEL: Se ha funzionato in questo modo, dovrebbe essere assolutamente imbarazzante per i governi tedesco e francese.

Assange: E’ triste. Sembra che i politici tedeschi pensino che questo dibattito li faccia considerare deboli e crei un conflitto con gli americani. Così noi gestiamo il problema della sorveglianza sempre verso il basso. Se lei venisse a sapere, come politico tedesco, che le agenzie di intelligence americane hanno raccolto dati intensivamente su 125 politici di alto livello e funzionari nel corso di decenni, si dovrebbe ricordare alcune delle conversazioni che ha avuto in tutti questi anni e dovrebbe quindi comprendere che gli Stati Uniti hanno tutto quelle conversazioni, e che potrebbero abbattere il gabinetto Merkel in qualsiasi momento volesse, semplicemente rivelando parti di quelle conversazioni con i giornalisti.

SPIEGEL: Lei vede una potenziale situazione di ricatto?

Assange: Non sono le trascrizioni di telefonate che hanno attirato attenzione sullo spionaggio in sé. Il modo in cui i servizi di intelligence riciclano le intercettazioni è quello di estrarre i fatti espressi durante le conversazioni; ad esempio per dire ai loro contatti nei media: “Pensiamo che si dovrebbe guardare la connessione tra questo politico e quella persona, quello che hanno fatto in quel particolare giorno”.

SPIEGEL: Avete un esempio documentato in cui è stato utilizzato questo tipo di tattica?

Assange: Non abbiamo ancora pubblicato nulla circa il suo utilizzo su un politico tedesco, ma ci sono esempi di musulmani di primo piano in diversi paesi del quale era trapelato che stavano navigando su siti porno. Ricatto o distruzione dell’immagine istituzionale per le intercettazioni fa parte del repertorio utilizzato.

SPIEGEL: Chi usa questi metodi?

Assange: Il GCHQ britannico ha un proprio reparto per tali metodi chiamati JTRIG. Essi comprendono il ricatto, la realizzazione di video, la realizzazione di messaggi SMS di massa, anche la creazione di false imprese con gli stessi nomi, di vere e proprie aziende che il Regno Unito vuole marginalizzare in qualche regione del mondo, e incoraggiare le persone a ordinare del business falso e la loro vendita di prodotti inferiori, di modo che l’azienda ottenga una cattiva reputazione. Che suona come una folle teoria della cospirazione, ma è concretamente documentato nel materiale GCHQ fornito da Edward Snowden.

SPIEGEL: Snowden è intrappolato a Mosca, Chelsea Manning, precedentemente noto come Bradley Manning, è stato condannato a 35 anni di carcere per la presentazione dei documenti classificati a Wikileaks. Forse questo non potrebbe scoraggiare altri potenziali informatori?

Assange: Tutto questo stato progettato per essere un forte deterrente. Tuttavia, un certo numero di persone si sono fatti avanti a seguito di ciò e questi atti di repressione hanno un effetto controverso. Ovviamente, quando qualcuno viene condannato a 35 anni di carcere qualche effetto deterrente c’è. Ma questo indebolisce anche la percezione del governo degli Stati Uniti come un’autorità legittima. Soltanto essere percepiti come un’autorità legale è la chiave di legittimità. Edward Snowden mi ha detto che avevano abusato di Manning in un modo tale che ha contribuito alla sua decisione di diventare un informatore, perché hanno dimostrato che il sistema è incapace di riformarsi.

SPIEGEL: Lei è diventato più cauto?

Assange: Il governo americano sta portando avanti cinque diversi tipi di accuse contro di me. Non so quante accuse del tutto, ma almeno per cinque tipi di reato: spionaggio, cospirazione per commettere spionaggio, frode e abuso informatico, furto di segreti e cospirazione generale. Anche se fosse provato un solo reato di ogni tipo, cosa che non potrebbe avvenire, ciò significherebbe almeno una pena a 45 anni, e l’Espionage Act prevede carcere a vita e anche disposizioni relative alla pena capitale.

Quindi sarebbe assurdo per me preoccuparmi delle conseguenze della nostra prossima pubblicazione. Funzionari arabi sono venuti da me dopo che abbiamo iniziato a pubblicare i cablo sauditi e mi hanno detto che la diffusione e la pubblicazione di informazioni del governo comporta una pena di 20 anni di carcere. Solo 20 anni! Quindi, se si tratta di una scelta tra essere estradato in Arabia Saudita o negli Stati Uniti, dovrei andare quindi in Arabia Saudita, una terra famosa per la sua moderazione giudiziaria.

SPIEGEL: Quando ha iniziato Wikileaks nel 2006, si sarebbe mai aspettato di finire in questo tipo di situazione in cui si trova ora?

Assange: Non in questa situazione precisa. Ma mi aspettavo notevoli difficoltà, di questo tipo. Naturalmente me lo aspettavo.

SPIEGEL: D’altra parte, Wikileaks è diventato un marchio globale in meno di nove anni, un nome famigliare, anche. Questo compensa i notevoli problemi causati?

Assange: No. Ma altre cose li compensano. Il conflitto ci ha reso molto più incisivi, producendo i WikiLeaks che vedete oggi. Questo grande biblioteca costruita dal coraggio e sudore di molti ha avuto un confronto di cinque anni con una superpotenza senza perdere un solo “documento”. Allo stesso tempo, questi “documenti” hanno istruito molti, e in alcuni casi, in senso letterale, hanno permesso la liberazione di innocenti.

SPIEGEL: Che non è una brutta conclusione. Soprattutto dato che si è scelto di andare contro i nemici più potenti disponibili sulla Terra. O c’è qualcosa di più potente del governo degli Stati Uniti e del suo esercito e dei suoi servizi segreti?

Assange: La fisica. La matematica. Le basi della realtà fisica sono dure e avrebbero bisogno di regolazione ma non è chiaro come regolarla.

SPIEGEL: Lei ha citato le indagini degli Stati Uniti. Un procuratore di stato svedese la sta anche indagando per il presunto stupro di minore e molestia sessuale di due donne svedesi. E gli inglesi vorrebbero rinchiuderla in prigione, perché dicono che ha violato le loro condizioni di cauzione per chiedere asilo all’ Ambasciata dell’Ecuador. Ci sono altre indagini contro di lei e Wikileaks?

Assange: Gli Stati Uniti sono ancora in causa contro di me e WikiLeaks più in generale in base a una richiesta presentata al tribunale da parte del governo degli Stati Uniti di quest’anno. A “War Room Wikileaks” è stato istituita dal Pentagono con un personale con un personale di 120 ufficiali della US Intelligence e dell’FBI. La centrale è stata spostata dal Pentagono al Dipartimento di Giustizia, con l’FBI che continua a fornire risorse, “stivali sul terreno”. Nelle loro comunicazioni con i diplomatici australiani, i funzionari Usa hanno detto che si trattava di una indagine di “scala e natura senza precedenti” – oltre ad aver coinvolto una dozzina di diverse agenzie americane che vanno dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti a la NSA (National Security Agency).

SPIEGEL: Quale considera come la situazione più minacciosa di tutte?

Assange: Abbiamo una dozzina di procedimenti giudiziari a nostro carico. Da un punto di vista giornalistico, il più grande caso di spionaggio internazionale contro un editore nella storia, si tratta di un caso molto sexy, così che i media abbiano motivi per attaccarmi ogni giorno. Ma c’è una cosa che è ancora più sexy di un caso di spionaggio ed è un caso di sesso, non importa quanto fasullo. C’è un’altra indagine, che ha a che fare con il ruolo di Wikileaks nel manicomio di Edward Snowden. E c’è la legge antiterrorismo in Gran Bretagna, che è la ragione per cui Sarah Harrison, il nostro editor investigativo, deve risiedere a Berlino. L’Australia, il mio paese d’origine, ha anche annunciato una indagine penale contro di noi questa settimana per aver rivelato un ordine di censura utilizzato per coprire un grave caso di corruzione internazionale che coinvolge capi di stato.

SPIEGEL: Nel mese di marzo, il procuratore svedese ha annunciato che sarebbe finalmente giunto a Londra per interrogarla presso l’ambasciata, ma questo alla fine non è accaduto.

Assange: L’ “istruttoria”, svedese sorto durante il momento più caldo del conflitto con gli Stati Uniti, è stato sospesa per quasi cinque anni. Non ci sono spese. In altri 40 casi, i procuratori svedesi hanno interrogato persone in Gran Bretagna nel corso di questo quinquennio. Non hanno fatto questo nel mio caso e mi hanno messo in una situazione di cauzione estenuante.

SPIEGEL: Lei ha dovuto pagare £ 200.000 (€ 290.000) e riferire alla polizia ogni giorno.

Assange: Sì, per quasi seicento giorni. E ho dovuto indossare un’unità di monitoraggio intorno alla mia caviglia. Presunti criminali di guerra nel conflitto della ex Jugoslavia che vivono su cauzione qui in Gran Bretagna non subiscono tali condizioni.

SPIEGEL: Quanti avvocati ha impiegato?

Assange: Wikileaks ha ricevuto un parere legale da circa 150 avvocati in tutti questi casi.

SPIEGEL: Sta vivendo un maggiore sostegno o solidarietà come conseguenza della continua persecuzione contro di lei?

Assange: La persecuzione è stato usata per creare ostilità e avversione. In parte ha avuto l’effetto contrario, ma in parte nei paesi occidentali ha permesso gli attacchi retorici su di noi fossero più facili. Ma il clima è cambiato positivamente. Non ha mai colpito la maggior parte della stampa spagnola, francese o aree d’interesse di lingua italiana e, ovviamente, non il mondo di lingua russa. Anche negli Stati Uniti abbiamo il sostegno della maggior parte delle persone sotto i 35 anni ora.

SPIEGEL: Qual è la sua impressione della reputazione di Wikileaks in Germania?

Assange: Il cambiamento nell’opinione pubblica tedesca è interessante. Uno studio condotto nel 2010 ha rilevato che l’88 per cento dei tedeschi apprezzavano il governo degli Stati Uniti; dopo la divulgazione sulla NSA, il tasso è sceso al 43 per cento. Questo è un cambiamento sano nella visione tedesca degli Stati Uniti, che è sempre stata magicamente stellata ai loro occhi. Il Giappone ha sofferto lo stesso problema. Allo stesso tempo, il sostegno del pubblico tedesco a Wikileaks è significativo e anche abbastanza mainstream.

SPIEGEL: Questo ha a che fare con il fatto che Sarah Harrison, il vostro editor investigativo, sta lavorando a Berlino e talvolta fa apparizioni pubbliche lì?

Assange: Sarah ha avuto un impatto, ma è più vero il contrario. Sarah deve rimanere a Berlino, perché è un ambiente amichevole. E un certo numero di altre persone collegate con WikiLeaks ci stanno per lo stesso motivo.

SPIEGEL: Lei stesso ha visitato Berlino nel 2009. Lei ha visitato il congresso degli hacker annuale del Chaos Computer Club.

Assange: Il CCC è un fenomeno unico. Ci sono alcuni grandi conferenze americane, ma sono quasi del tutto depoliticizzate.

SPIEGEL: Già nel 1980, il dottor Wau, il fondatore del Chaos Computer Club, venne su con lo slogan: “Proteggere i dati privati, utilizzare i dati pubblici”. Il che è stato abbastanza lungimirante. Allora Wau e i membri del CCC sono stati consulenti del gruppo parlamentare dei Verdi nel parlamento tedesco, il Bundestag. Oggi, il Partito dei Verdi, il parlamentare cristiano-sociale Ströbele e altri parlamentari con i Verdi e Die Linke stanno lavorando sodo in una commissione d’inchiesta per rivelare la verità circa la natura e la portata della sorveglianza degli Stati Uniti, in Germania. Cosa ne pensa di questo comitato?

Assange: Come analista, tendo ad essere scettico riguardo questi comitati, perché sono normalmente impostati per seppellire notizie piuttosto che per sfociare in un dibattito aperto. Tuttavia, il comitato del Bundestag d’inchiesta è a conoscenza di alcuni fatti interessanti e ci sono membri come Hans-Christian Ströbele e altri membri dei Verdi e dei partiti di sinistra che sicuramente vogliono scoprire la verità circa US sorveglianza in Germania.

SPIEGEL: Lei sarebbe disposto a sostenerli?

Assange: Sì. Se hanno bisogno di un testimone sarei felice se volessero venire qui e porre a me le loro domande.

SPIEGEL: Di quali problemi vorrebbe poter parlare con i membri del comitato di inchiesta?

Assange: Abbiamo documenti circa la sorveglianza US dei più autorevoli politici tedeschi, tra cui il cancelliere e il ministro degli Esteri. Non possiamo rivelare le nostre fonti, ma siamo in grado di indicare i motivi per cui riteniamo i documenti siano autentici e dare assistenza per l’interpretazione.

SPIEGEL: Lei ha pubblicato solo l’elenco con le ultime quattro cifre dei numeri. Vuole fornire i parlamentari tedeschi con i numeri interi?

Assange: Sì. Quella tabella che abbiamo pubblicato legalmente con i numeri di telefono di centoventicinque politici e funzionari è qualcosa di grande. Il procuratore federale tedesco lasciò cadere la sua indagine perché sosteneva di non aver trovato la prova di una sorveglianza effettiva da produrre in tribunale. Abbiamo anche pubblicato i memo scritti sulla base di intercettazioni di Angela Merkel e una serie di altri, proprio per fornire questa prova.

SPIEGEL: Chi ha messo i politici tedeschi sulla lista?

Assange: James Clapper, il direttore dell’intelligence nazionale, ha formalmente approvato la politica di controllare il governo tedesco. C’erano tre aree che sono state individuate per il materiale che abbiamo pubblicato finora: affari politici tedeschi, le politiche europee e dell’economia. Cosa che è esplicitamente elencata nella tabella. Nessuno dei centoventicinque numeri che abbiamo rilasciato è elencato come preso di mira per “terrorismo” o affari militari. Gli Stati Uniti sono nel business della gestione di un impero molto esteso. La capacità di prevenire la Merkel dal costruire un fondo di salvataggio BRICS per la zona euro, intercettando il suo progetto nella fase iniziale è un esempio.

SPIEGEL: Erich Mielke, il capo della famigerata Stasi, la polizia segreta della Germania Est, amava dire: “Dobbiamo sapere tutto.” Le spie degli Stati Uniti, da parte loro, sembravano concentrarsi su aree specifiche.

Assange: Le intercettazioni che abbiamo pubblicato vengano da “Global Signals Intelligence Highlights (Executive Edition)”. Questa è la versione per l’Esecutivo; non è la roba noiosa di livello inferiore. E’ Academy Awards. Quando qualcosa si dice che è in qualche modo “interessante”, comincia passando attraverso la catena alimentare dell’”intelligence”. Se è molto “interessante”, si entra tra le Global SIGINT Highlights. Quando è così “interessante” che aiuta Hillary Clinton, Barack Obama, il capo del DNI, il capo del Dipartimento del commercio a prendere una decisione, poi si arriva alla versione per l’esecutivo.

SPIEGEL: Quindi pensa di poter imparare qualcosa circa le priorità politiche del governo degli Stati Uniti?

Assange: Sì, è possibile osservare le politiche reali – ad esempio che il governo degli Stati Uniti è stato molto interessato all’idea che la Germania potesse proporre per la Cina un ruolo maggiore nel Fondo monetario internazionale. Una decisione esecutiva può essere presa così: eliminare quell’idea della Merkel prima che inizi a farsi strada, perché gli Stati Uniti vedono gli aiuti all’Europa come una minaccia alla loro posizione dominante.

SPIEGEL: Beh, abbiamo parlato di politici. E sui servizi segreti. Ma non abbiamo parlato delle grandi imprese private. Ha incontrato Eric Schmidt, CEO di Google. Pensi che sia un uomo pericoloso?

Assange: Se la domanda è “Google raccoglie più informazioni rispetto alla National Security Agency?” la risposta è “no”, perché NSA raccoglie anche informazioni da parte di Google. Lo stesso vale per Facebook e le altre società a Silicon Valley. Raccolgono ancora un sacco di informazioni e stanno usando un nuovo modello economico che gli accademici chiamano “capitalismo sorvegliante”. Informazioni generali sugli individui valgono poco, ma quando si raggruppano un miliardo di individui, diventano strategiche come un oleodotto o un giacimento del gas.

SPIEGEL: I servizi segreti sono percepiti come potenziali criminali, ma le grandi corporation IT sono percepiti, almeno in modo ambiguo. La Apple produce bei computer. Google è un motore di ricerca utile.

Assange: Fino al 1980, i computer erano grandi macchine progettate per gli scienziati militari, ma poi sono stati sviluppati i personal computer e le aziende hanno dovuto iniziare a dargli un nuovo volto come macchine utili per i singoli esseri umani. Organizzazioni come Google, il cui modello di business è la “volontaria” sorveglianza di massa, sembrano dare tutto gratis. E-mail gratuita, ricerca libera, ecc Pertanto sembra che non siano un’impresa multinazionale, perché le società non danno le cose gratis. Sembra falsamente come se facessero parte della società civile.

SPIEGEL: E modellano il pensiero di miliardi di utenti?

Assange: Stanno anche esportando una specifica mentalità della cultura. È possibile utilizzare il vecchio termine di “imperialismo culturale” o chiamarla la “Disneylandization” di Internet. Forse “colonizzazione digitale” è la terminologia migliore.

SPIEGEL: A cosa tende questa “colonizzazione”?

Assange: Queste società tendono a stabilire nuove regole sociali su quali attività sono consentite e quali informazioni possono essere trasmesse. Fino a quanto si può mostrare di un capezzolo. Ponendo in basso le questioni veramente fondamentali, che sono normalmente una funzione del dibattito pubblico e dei parlamenti che fanno le leggi. Una volta che un caso diventa abbastanza controverso, è bannato da queste organizzazioni. Oppure, anche se non è così controverso, ma colpisce gli interessi che le toccano, lo rendono vietato o parzialmente vietato o semplicemente non promosso.

SPIEGEL: Quindi, nel lungo periodo, la diversità culturale è in pericolo?

Assange: L’effetto a lungo termine è una tendenza verso la conformità, perché il conflitto è eliminato. La mentalità americana viene promossa e diffusa nel resto del mondo, perché gli americani ritengono che questa mentalità sia incontrovertibile tra di loro. Questo è letteralmente un tipo di colonialismo digitale; culture non statunitensi vengono colonizzate da una mentalità di ciò che è tollerabile per l’individuo e per gli investitori di alcune aziende della Silicon Valley. Lo standard culturale di quello che è un tabù e cosa non lo è diventa uno standard degli Stati Uniti, dove l’eccezionalità statunitense è incontrovertibile.

SPIEGEL: Le politica culturale non sono il core business di Wikileaks. Su quali problemi vi concentrete in futuro?

Assange: Nel corso degli ultimi due anni, siamo già diventati specialisti per i tre accordi commerciali molto importanti, quello sul commercio e gli investimenti del partenariato transatlantico (TTIP), sull’accordo di commercio dei servizi (TISA) e sulla Trans-Pacific Partnership (TP). Wikileaks è diventato il posto dove andare a sfogliare i documenti di questi accordi che sono ora in fase di negoziazione. Questi accordi sono un pacchetto di norme che gli Stati Uniti stanno usando per riposizionarsi nel mondo nei confronti della Cina per la costruzione di un nuovo grande contenitore commerciale. Stiamo vedendo qualcosa che si tradurrebbe in una maggiore e più stretta integrazione economica e giuridica con gli Stati Uniti, che disegna lo spostamento del centro di gravità dell’Europa occidentale dall’ Eurasia verso gli Stati Uniti, quando la più grande possibilità per la pace a lungo termine in Eurasia è la sua integrazione economica.

SPIEGEL: Se guarda a se stesso, ha pagato un prezzo alto per quello che ha fatto. E lo sta ancora pagando; sta seduto qui in questa ambasciata da più di tre anni e ha perso la sua libertà di movimento. Questa esperienza ha cambiato il suo atteggiamento, i suoi punti di vista politici o la sua volontà di lottare come attivista politico?
Assange: Si dice che si diventa meno radicale quando si invecchia. Ho appena superato i 44 anni ora, ma sento che non sono diventato meno radicale. FONTE

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