Ecco come non pagare l’odiosa imposta sulla televisione, con l’arrivo del canone in “salsa” elettrica

canone 18/10/2015 – Se hai la corrente elettrica in casa, allora hai anche la tv. E dunque devi pagare il canone Rai. La svolta sulla gabella più odiata dagli italiani varata dal governo Renzi nella legge di stabilità si basa sul principio di presunzione: si presume che chi ha l’elettricità abbia anche la tv. Il canone viene rimodulato da 113,50 a 100 euro annui, (95 euro nel 2017, ha promesso Matteo Renzi), e sarà diviso in rate con scadenza ancora da definire. La tassa si pagherà una sola volta anche se si hanno più case.

Che cosa fare? – Ma chi non ha una televisione in casa, oppure chi vuole sfidare la sorte e continuare a non pagare il canone Rai, che cosa può fare? Per prima cosa, spiega la bozza di legge, “il gestore del servizio di fornitura di energia elettrica non opera come responsabile di imposta ed è tenuto ad informare con cadenza bimestrale l’Agenzia delle Entrate al fine dell’attivazione delle procedure di recupero”. Dunque, chi non paga non si vedrà staccata la luce, ma verrà segnalato al Fisco. Come detto, la sanzione per i morosi è cinque volte la cifra evasa, ovvero 500 euro.

L’onere della prova – Ma per chi non vuole pagare, la novità più importante è quella relativa all’inversione dell’onere della prova, con la quale il governo mira a recuperare l’evasione della gabella, oggi stimata al 27 per cento. Il canone verrà messo nella prima bolletta che riceveremo, e solo dopo potremo chiedere l’esenzione dal pagamento. Dobbiamo però essere in grado di dimostrare di non possedere alcun apparecchio per la ricezione tv (eccezion fatta per gli over 75, esentati dal balzello). Dunque, saremo noi a doverlo dimostrare, e non sarà più lo Stato a bussare alla nostra porta per verificare se abbiamo l’apparecchio in casa.

Carta e penna – Per non pagare, dunque, si deve superare la “presunzione di possesso”. Tradotto, si deve prendere carta e penna e scrivere all’Agenzia delle Entrate, uscendo così allo scoperto. Servirà insomma un’autocertificazione in cui si dichiara di non possedere alcun apparecchio per la ricezione. In caso di falsa autocertificazione, spiega la bozza di legge, le conseguenze saranno “anche penali”. Dunque, chi ha in casa una tv ma vuole evadere la tassa, rischia un controllo in casa (più probabile rispetto a oggi, perché sarà conseguenza dell’autocertificazione), una multa da 500 euro e anche una denuncia penale. A Palazzo Chigi e a Viale Mazzini ritengono che la minaccia sia sufficiente per far pagare a tutti, o quasi, il canone.

Pc e tablet – Resta infine soltanto un ultimo dubbio. Non è ancora stato chiarito se chi ha soltanto un computer o un tablet in casa sia esentato dal pagamento del canone oppure no. Con i dispositivi elettronici, infatti, è possibile la visione della tv pubblica in streaming. Ad ora, a leggere le specifiche diffuse dalla Rai, sembra che il pagamento sia dovuto: un ultimo mezzo con cui “piegare” definitivamente gli irriducibili che non vogliono assolutamente pagare la gabella a Viale Mazzini? FONTE

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