Shock, l’Isis rivendica la strage di San Bernardino in California. Obama: “Tragedia per tutto il Paese”

san bernard05/12/2015 – Gli Stati Uniti “non si lasceranno terrorizzare” dopo la strage di San Bernardino. Lo ha detto il presidente Usa Barack Obama nel tradizionale discorso del Sabato. La strage “é una tragedia per tutto il Paese”, ha detto Obama. Il presidente ha chiesto nuovamente maggiori controlli sulle armi nel suo intervento dedicato al massacro in California.

 

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E ha detto: esiste un rischio radicalizzazione, ma non ci lasceremo intimidire. “È totalmente possibile che i due attentatori fossero stati radicalizzati per commettere questo atto di terrore”, ha detto Obama, e “se così fosse, ciò sottolineerebbe una minaccia sulla quale ci concentriamo da anni, cioè il pericolo che le persone soccombano a violente ideologie estremiste”. Nuova rivendicazione Isis Intanto l’Isis cerca di attribuirsi la parternità dell’attentato. “Due soldati del Califfato hanno compiuto un attacco a San Bernardino, uccidendo 14 miscredenti”.

FAROUK

Syed Farook e Tashfeen Malik

Così si legge sull’organo di propaganda ufficiale dell’Isis in lingua inglese, al Bayan. Ieri, Amaq, un altro network del gruppo aveva indicato come “due sostenitori” la coppia di killer che ha compiuto la strage in California. E’ stato esaminato e “non pone alcuna minaccia” il pacco diretto all’autore della strage di San Bernardino che aveva fatto scattare l’allarme alla sede locale della compagnia di spedizioni Ups. Lo ha twittato il capo della polizia di San Bernardino, Jarrod Burguan. Il pacco era diretto a Syed Farook, l’autore, insieme alla moglie Tashfeen Malik, della strage che ha causato la morte di 14 persone e il ferimento di 21.
Era già nelle mani del fattorino quando questi si è reso conto che l’indirizzo di consegna era lo stesso della coppia di killer. A quel punto l’uomo è tornato indietro e sono arrivati gli artificieri. Fbi: “Stiamo indagando sul caso come un atto di terrorismo” Intanto l’Fbi fa sapere che sta indagando sulla strage di San Bernardino, costata la vita a 14 persone, come un atto di terrorismo. E spunta la pista dell’Isis, con l’organizzazione del califfo al-Baghdadi che sul web ha manifestato il suo appoggio al massacro.

La donna aveva espresso sostegno all’Isis Gli investigatori rivelano che Tashfeen Malik, la donna del commando, aveva espresso sostegno al califfato in un messaggio su Facebook proprio nel giorno della strage. Secondo quanto riferiscono fonti investigative, Malik ha scritto il messaggio pro-Isis sul social media usando un account con uno pseudonimo dove esprimeva fedeltà ad al-Baghdadi. Il messaggio è stato poi cancellato. I dettagli su cosa ci fosse scritto non sono stati resi noti e gli investigatori non hanno spiegato come siano arrivati a questa conclusione. Ma – precisano – la coppia potrebbe essere stata “ispirata” dallo Stato islamico, ma non “diretta”, confermando in qualche modo che marito e moglie si erano radicalizzati. “Non era cellula organizzata” Il capo dell’Fbi, James Comey, ha poi precisato che i due non appartenevano a nessun gruppo terroristico organizzato o ad alcuna cellula.

I due comunque non hanno lasciato alcuna rivendicazione. Hanno invece eliminato l’hard disk dal computer di casa e i loro cellulari nuovi sono stati trovati distrutti. Telecamere nella casa della coppia Intanto scoppia la polemica per la decisione di far entrare le telecamere dentro la casa della coppia-killer, a Redland, con le indagini ancora in corso e il rischio che i giornalisti inquinino le prove su quella che dovrebbe essere considerata ancora una scena del crimine. Accanto all’arsenale trovato nell’abitazione (incluso 12 tubi bomba) la polizia ha recuperato copie di istruzioni su come fabbricare un ordigno in casa, prese probabilmente dalla rivista online di al Qaida, ‘Inspire’.

Dopo i dettagli emersi sull’uomo, Syed Rizwan Farook e il suo passato, dal quale emergono alcuni viaggi in Arabia Saudita e contatti con sospetti terroristi nel radar dell’Fbi, gli investigatori stanno ora concentrando le indagini sulla moglie. Malik, 27 anni, nata in Pakistan, è giunta in Usa nel 2014 con un visto da fidanzata, sposandosi in un secondo momento con Farook in California. I due hanno avuto una bimba che ora ha sei mesi e che hanno affidato alla nonna poco prima di uscire di casa e compiere il massacro. Oltre all’arsenale, nell’abitazione della coppia sono stati ritrovati documenti distrutti, passaporti, carte di identità, il corano, foto e i giocattoli della bambina. Tutto ripreso dalle telecamere dei media. – FONTE

San Bernardino, Obama: “Non ci faremo terrorizzare”

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