LA SFIDA PER IL CAMPIDOGLIO: «Così ai gazebo ho votato 22 volte per Bertolaso»

bertolaso13/03/2016 – Basta la residenza nella Capitale, un documento che l’attesti e il via libera è pure sulla fiducia: te lo chiedono, rispondi di sì e va bene così. Poi ci sono anche i casi in cui chiedi cortesemente di votare, ti accolgono e non ti chiedono proprio nulla, porgendoti la scheda. Partenza «free» delle Gazebarie del centrodestra a Roma per sondare gli umori dei cittadini sulla scelta di Guido Bertolaso a candidato sindaco. Ieri, al debutto, abbiamo votato 22 volte recandoci in 25 dei 70 seggi in tutti i Municipi della città. Di quelli segnalati, in piazza del Popolo, piazzale Flaminio e piazza della Balduina fino a metà mattinata non ce n’era traccia. Diverse queste consultazioni negli obiettivi dalle primarie targate Salvini, in cui comunque siamo tranquillamente riusciti a votare più volte in seggi differenti.

Tendoni bianchi, bandiere e accanto al tavolino un salvadanaio di coccio dove lasciare l’offerta volontaria. Alle 10 meno un quarto siamo a Montagnola. Alcuni simpatizzanti cercano il seggio al mercato, altezza via Pico della Mirandola, come da elenco, ma non lo trovano. «È a San Paolo, ma i riferimenti non sono chiari e ci siamo confuse», dicono due signore che tornano dall’altra parte della Colombo. Al seggio di via Da Vinci, quattro persone prima di noi, ci chiedono il documento, voto sotto gli occhi di tutti, gentilezza. In piazza Testaccio: «È residente?». Rispondiamo semplicemente di sì e votiamo, sempre sotto gli occhi indiscreti, mentre si spacchettano le magliette con lo slogan «Roma sei tu. Bertolaso sindaco»; chiedono di firmare la scheda. C’è gente alla postazione di largo Goldoni: documento e ci fanno accomodare seduti, il voto qui è riservato. Alle 12.30 arriva Berlusconi poco dopo Bertolaso, sorrisi e strette di mano ai romani, i flash immortalano la coppia. Ci sono anche Brunetta, Polverini e Gasparri. Tre persone noi compresi in largo Argentina, i ragazzi al gazebo ci chiedono il documento, c’è il coordinatore degli enti locali di FI Marcello Fiori. Copione simile in via della Magliana, via Boccea, Conca d’Oro (visitato da Berlusconi e Bertolaso) e Colli Portuensi.

Roma, gazebo di Forza Italia: “C’è chi ha votato più volte”. Ma Bertolaso ci ride in faccia
Se la ride, Guido Bertolaso, il candidato alle prossime amministrative di Roma che ancora divide il centrodestra. Il suo staff racconta di due giovani rei confessi di essere stati pagati per fare il giro di tutti i gazebo e votare contro Bertolaso. Si sa, di ‘sti tempi senza un broglietto non sei nessuno. Così Bertolaso non perde il buonumore, e alle domande della giornalista del Fatto sfugge regalando l’ennesima gaffe: “Questa ragazzina maliziosa che mi segue da giorni e giorni…”. Intanto ai gazebo le carte d’identità non vengono registrate, si esibiscono solo per confermare la residenza romana, dunque nulla vieta di ripetere l’operazione. Insomma, alle gazebarie del centrodestra si può votare quante volte si vuole. Del resto, ripetono i dirigenti di Forza Italia presenti in centro a Roma, “si tratta di consultazioni, non di primarie: volevamo vedere quanta partecipazione nasceva”. E allora meglio non buttare via niente, voti doppi e tripli compresi. E se proprio qualcuno avesse voglia di verificare i numeri – meno di 10mila e lascio, aveva detto Bertolaso – può parlare con i garanti Brunetta e Gasparri. Il primo: “Numeri veri, non imbroglioneschi come quelli del Pd”. Il secondo: “Altro che 10mila, molti di più”. Soddisfatti? Eppure dei 140 gazebo annunciati solo 70 risultano attivi sul territorio. A piazza del Popolo e a piazza Flaminia non si trovano le postazioni previste. E in periferia si segnala una scarsa partecipazione.

A piazza Euclide ci riconoscono ma votiamo ugualmente, senza documento, ci chiedono solo se siamo residenti, diciamo di sì e ci danno la scheda spiegandoci come fare ad esprimere le preferenze, poi ci chiedono di lasciare eventualmente un riferimento. «Come sta andando il voto? Oltre 200 persone fino alle 15, a Casaletto 800 votanti e più», risponde Maria Beatrice Baldini Romani, candidata in Municipio II. Anche qui, blitz di Renato Brunetta. Votiamo pure in piazza Verbano e piazza Melozzo da Forlì. In piazza Mazzini alle 15.30 siamo solo noi, ci chiedono il documento, scusandosi «è solo per la residenza», e ci leggono testualmente la scheda. Buona l’affluenza a piazza Bologna, viale Europa, viale Marconi, via Cassia e via Ojetti. Voto, sempre sulla stessa linea, anche in via Tiburtina, via degli Olivi, Ponte Milvio e circonvallazione Ostiense. A piazza Cola di Rienzo dopo l’orario di chiusura previsto alle 18. E Bertolaso snocciola le stime di affluenza a fine giornata: «29-31.000 persone. Una partecipazione oltre ogni aspettativa già per il primo giorno, tanto che alcuni seggi hanno dovuto chiudere anticipatamente avendo terminato le schede». Forse troppe. Facendo un calcolo, 30 mila votanti distribuiti in poco meno di 10 ore su 70 gazebo fanno una media di un voto ogni minuto e venti… di Valentina Conti

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