INPS, INDAGATI I VERTICI: LA PROCURA DI NOCERA INFERIORE SCOPERCHIA UN PENTOLONE DI (PRESUNTE) TRUFFE

big-inchiesta-inps-78606714/04/2016 – La truffa delle pensioni, indagati dirigenti Inps. Coinvolti almeno sei dirigenti e due ex, oltre a decine diu funzionari. Secondo l’accusa alcuni avrebbero erogato false pensioni, altri, invece, avrebbero gonfiato i numeri delle finte pensioni scoperte, per incassare poi i premi produttività. Sei importanti dirigenti dell’Inps e due ex dirigenti sono stati indagati per non aver cancellato dal sistema informatico decine di posizioni previdenziali fittizie, creando un danno da almeno 4 milioni di euro. Gli inquirenti campani che indagano – come riporta Libero – hanno trovato diverse anomalie, tra dirigenti e funzionari che per incassare i premi di produzione gonfiavano i risultati delle ispezioni, certificando di aver trovato molte più truffe di quelle realmente scovate. Ma, nell’ufficio accanto, c’era anche chi erogava prestazioni fittizie che poi qualcun altro avrebbe annullato. A guadagnarci erano tutti: i falsi pensionati (o falsi lavoratori) venivano denunciati, infatti, solo a “tavolino”, mentre i loro nomi non venivano cancellati dal sistema informatico e, quindi, gli assegni continuavano a essere incassati. Una truffa doppia, in altre parole. Con l’Inps che premiava i dirigenti sia quando erogavano pensioni non dovute, sia quando facevano finta di scovarle. Per la mancata cancellazione delle posizioni di lavoro fittizie riguardanti una ventina di società è accusato di truffa aggravata ai danni dello Stato Antonio Crudo, attuale direttore centrale delle pensioni. Insieme a lui i collaboratori Antonello Lia e Dario Dolce. Oltre a loro risultano iscritti nel registro degli indagati anche il direttore provinciale di Salerno, Gabriella Zaccaria, e la responsabile dell’ufficio ispettivo locale, Angela Santopietro. La prima parte dell’inchiesta ha portato all’arresto di 63 persone e al sequestro di beni per 100 milioni di euro, con il rinvio a giudizio di un centinaio di persone, tra imprenditori, commercialisti, consulenti del lavoro e dirigenti Inps. Nei confronti dei “finti lavoratori” si sta procedendo in via separata, con il gip che ha disposto vari sequestri per recuperare le somme riguardanti maternità, ferie, disoccupazione, contributi pensionistici e altro. Nel frattempo, rispetto al troncone iniziale dell’inchiesta, sono nati altri filoni. fonte CONTINUA A LEGGERE
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