Regione Lazio: inchiesta sui due milioni spesi dagli ex consiglieri Pd

ROMA – Una fattura in cui il 3 di 3.000 euro si trasforma magicamente in un 8. Ricevute di un hotel quattro stelle di Rieti datate gennaio 2011 che avevano come giustificativo “Presentazione del libro di Reichlin”, evento avvenuto tre mesi prima (22 ottobre 2010). Scontrini da 1.200 euro per le bevande consumate in due giorni al convegno “La politica agricola del Pd”. E ancora, cesti natalizi, contributi a giornali, tv locali e associazioni. regione_lazio_fotogrammaQuasi a scoppio ritardato, oltre un anno dopo la caduta della giunta Polverini e gli arresti dei capigruppo Pdl e Idv, Franco Fiorito e Vincenzo Maruccio, la procura di Rieti accende un faro sulla gestione dei contributi al gruppo del Pd alla Regione Lazio nella legislatura 2010-2012. Più di 2 milioni di euro ricevuti nel 2011 sui quali stanno indagando gli uomini del nucleo tributario della finanza di Rieti che sono tornati la scorsa estate a bussare alle porte del Consiglio regionale. L’ultima visita è della scorsa settimana: le Fiamme gialle hanno chiesto l’inventario dei beni del Pd per capire se cellulari e iPad acquistati con i soldi pubblici fossero stati tutti restituiti dai consiglieri decaduti. Nessuno di loro è stato ricandidato in Regione ma gli echi della passata legislatura non si sono ancora spenti. Ed è solo una coincidenza se nel giorno in cui anche la Corte dei conti torna indietro a quegli anni con giudizi severissimi (“La Regione Lazio è stata per 10 anni un ente insolvente, chiudendo il 2012 con un buco di 4 miliardi”) emerge la notizia dell’indagine di Rieti. INCHIESTA Le spese pazze dei consiglieri regionali Mentre i magistrati contabili sollevano la questione di legittimità costituzionale di tutte le leggi che, a partire dal 1997, hanno reintrodotto il finanziamento pubblico ai partiti abolito col referendum del 1993, l’inchiesta reatina promette sviluppi “a stretto giro”. Per il momento, l’unico indagato è l’allora tesoriere del gruppo Pd, Mario Perilli, ma le verifiche sono su tutte le spese dei 14 ex consiglieri Pd. Falso e peculato i reati ipotizzati. Insieme a lui, nell’informativa che la Guardia di finanza a giorni consegnerà al procuratore capo Giuseppe Saieva, ci sono i nomi di altri tre ex consiglieri regionali – Enzo Foschi, attuale capo segreteria del sindaco di Roma Ignazio Marino, Esterino Montino, sindaco di Fiumicino e Giuseppe Parroncini – e di altre dieci persone tra commercianti, ristoratori e imprenditori. Gli ex consiglieri citati si difendono: “Abbiamo agito sempre in trasparenza”. A parte Perilli, nessuno dei nomi che compaiono nell’informativa è, almeno per ora, iscritto nel registro degli indagati. L’inchiesta ha preso le mosse all’inizio dell’anno, dopo la denuncia di Gianfranco Paris, avvocato reatino, candidato alle regionali del 2010 con la Lista Bonino-Pannella che, sul suo blog, aveva pubblicato una lista molto circostanziata sulle spese del gruppo Pd in Regione, e in particolare su quelle di Perilli, sindaco di Fara Sabina (Roma) prima dell’incarico in Regione. L’elenco riguardava spese sostenute nelle zone dove Perilli aveva ricevuto il maggior consenso elettorale: da Rieti a Passo Corese. Ci sono per esempio 6.000 euro liquidati all’associazione “Fara Music” nel gennaio del 2011 per l’organizzazione del convegno “Sviluppo del territorio e musei locali” o i 4.300 euro a uno studio fotografico di Passo Corese per l’organizzazione di un altro incontro del gruppo. Non mancano poi i finanziamenti a giornali ed emittenti televisive: al Nuovo Paese Sera (dove per un periodo ha lavorato la figlia di Perrilli) il gruppo Pd ha versato 24mila euro. Nella lunga lista sono finite anche le immancabili cene e pranzi elettorali: dall’enoteca “Tuscia” dove sono stati spesi 8.000 euro ai 9.800 nel ristorante “La Foresta” di Rocca di Papa. Fonte

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