Torturato in casa da quattro ladri immigrati: “Ero certo di morire”

torturaPAVIA 15/11/2016 – Una violenta aggressione, con torture e botte inaudite. Una costola rotta, i segni delle violenze sul corpo martoriato dalle torture.
Enrico Salice, contadino di 54 anni di Voghera, è stato vittima di una violenta rapina il 7 novembre scorso. Quattro ladri incappucciati, che Enrico definisce “stranieri africani”, lo hanno massacrato per appena 200 euro di bottino.

L’orrore di quattro ladri
Enrico ha raccontato la sua incredibile vicenda al populista, in una intervista video. I rapinatori sono entrati nella sua casa forzando la porta, poi hanno devastato tutto quello che hanno trovato. In camera da letto hanno visto Enrico disteso a letto ed hanno sfogato tutta la loro violenza sul povero agricoltore. “Mi dicevano ‘Zitto, zitto. Dove sono i soldi?’ – racconta Enrico -Ora ti uccidiamo”.

La sua casa ora sembra una discarica a causa del disastro provocato dai ladri: cassetti ribaltati, porte divelte, armadi violati e tutto gettato in terra. “Mi sono saltati addosso e per evitare che potessi reagire mi hanno bloccato polsi. Poi hanno iniziato ad urlare: ‘Non gridare, ti uccidiamo, ti uccidiamo’. Ogni tanto poi con un accedino mi bruciavano il braccio”. Per torturarlo. Ustioni di secondo grado ancora ben visibili sul corpo di Enrico.

Le torture sul corpo di Enrico
“Avevano la pelle scura – continua l’uomo – Africani. Mi dicevano: ‘Dacci i soldi, dacci i soldi”, poi mi minacciavano con la pistola e il coltello. Ero convinto quella sera sarebbe stata l’ultima della mia vita”. Oltre alle scottature curate poi in ospedale, Enrico ha riportato anche la frattura di una costola. “Gli ho anche detto che avevo subito un intervento e che ho una valvola meccanica, ma loro niente – aggiunge – Mi chiedevano in continuazione il Pin”. Poi l’orrore: “Mi hanno messo le mani al collo e mi hanno sollevato buttandomi contro il muro. Mi hanno fatto inginocchiare mi hanno messo un piede sulla testa schiacciandomela. ‘Dacci il pin”, continuavano. Mi ricordavo solo due numeri, glieli ho dati insieme a due di fantasia. Loro mi hanno legato i polsi con il cavo el televisore. Mi hanno detto: ‘Andiamo in banca. Se i numeri non sono quelli giusti torniamo e ti ammazziamo”. Alla fine è riuscito a liberarsi e a nascondersi nel suo fienile. Per poi denunciare il tutto ai carabinieri. – fonte

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