Una legge ad-personam firmata Corallo: la norma che favoriva il re delle slot fu scritta da lui stesso

corallo30/12/2016 – La legge sul terremoto comprata con le tangenti. Con emendamenti di favore scritti direttamente dal beneficiario, il re del gioco d’azzardo Francesco Corallo, che grazie a quelle norme viene autorizzato a piazzare in tutta Italia le sue macchinette mangiasoldi. La storia è rivelata dall’inchiesta di Roma che il 13 dicembre ha portato all’arresto di Corallo e di Amedeo Laboccetta, fino al 2013 parlamentare di An-Forza Italia. Tutti accusati di aver sottratto allo Stato oltre 250 milioni di euro, riciclati all’estero e nascosti nei paradisi fiscali.

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28 aprile 2009: l’Abruzzo sta ancora piangendo le vittime del terremoto quando il governo Berlusconi approva il decreto legge numero 39, che finanzia i soccorsi e i progetti di ricostruzione. Per coprire i costi, stimati in mezzo miliardo per il solo 2009, il ministero dell’Economia, guidato da Giulio Tremonti, autorizza una nuova ondata di macchinette per il gioco d’azzardo. L’emergenza consente di non fare aste o gare pubbliche: le nuove licenze spettano ai dieci grandi gruppi privati che già dal 2004 monopolizzano le licenze statali. E che grazie alle nuove norme si vedono prorogare fino al 2011 le concessioni in scadenza. Corallo sa tutto in anticipo e già il 26 aprile, con un’email non solo preannuncia il decreto ai suoi collaboratori, ma li avverte addirittura che «entro 60 giorni passeranno anche altre norme di cui abbiamo bisogno». Il 28 aprile, quando il governo vara il “decreto Abruzzo”, Corallo è pronto a inondare l’Italia con diecimila nuovi apparecchi da gioco. Il decreto è approvato dal Parlamento il 24 giugno con la legge numero 77, dove spuntano altri emendamenti favorevoli a Corallo: il suo gruppo Atlantis-Bplus potrà pagare le nuove licenze in ritardo e in due rate, usandole subito come garanzie per ottenere prestiti bancari con cui pagarle. Un suo tesoriere offshore scrive a Corallo: «Hai avuto una licenza di stampare denaro! Congratulazioni».

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Il cerchio delle norme di favore si chiude il 1 luglio 2009, quando il governo, «su proposta di Berlusconi e Tremonti», approva il decreto legge numero 78 che fa slittare la gara per le nuove concessioni per il gioco d’azzardo e le allunga per altri nove anni. Pochi giorni dopo, il 7 luglio, una offshore di Corallo versa segretamente 281 mila dollari a Giancarlo Tulliani, fratello di Elisabetta, la compagna del leader di An Gianfranco Fini, all’epoca presidente della Camera. Lo stesso “cognato” del politico, tra luglio e novembre 2008 aveva già intascato su un conto di Monaco un altro milione e mezzo di euro, usciti sempre dalle offshore di Corallo.

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Tulliani aveva usato un quinto di quei soldi per comprare da An la casa di Montecarlo, poi rivenduta con un guadagno di un milione di euro a una offshore su cui aveva poteri di gestione anche la sorella Elisabetta. Il 24 novembre 2009, mentre scadono le rate delle nuove licenze per le slot, il braccio destro di Corallo, Rudolf Baetsen (ora arrestato), riassume così, sul suo pc la ragione di un versamento segreto di 3 milioni e 599 mila dollari: «Decreto 78/2009 – 2.4M euro». A beneficiare su un conto estero di quel bonifico, che al cambio dell’epoca corrispondeva a 2,4 milioni di euro, è Sergio Tulliani, padre di Giancarlo ed Elisabetta. Intervistato dal Fatto, Fini ha giurato di non aver mai saputo degli oltre quattro milioni versati dalle offshore di Corallo ai Tulliani, autodefinendosi «un coglione».

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La Procura di Roma ha acquisito anche le indagini di Milano: il pm milanese Roberto Pellicano ha interrogato il consulente di Corallo, Guido Marino, che ha confessato «di aver scritto personalmente, su commissione di Bplus-Atlantis, le norme poi inserite nelle leggi del 2009». Il decreto Abruzzo e quello targato 78/2009, insomma, sono stati letteralmente dettati dal re delle slot. Ma ancora oggi non si sa quale politico lo abbia infilato tra le norme sul terremoto. Interrogato a Milano, l’allora direttore dei Monopoli, Raffaele Ferrara, ha dichiarato: «Il capo dell’ufficio legislativo, Italo Volpe, se non ricordo male, mi disse che il pacchetto gli era stato trasmesso dall’onorevole Milanese». Marco Milanese, all’epoca il braccio destro di Tremonti, smentisce e replica: «Ero ostile a Corallo». – FONTE

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