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Inchiesta Consip, Italo Bocchino ad Alfredo Romeo: “Devi finanziare Belpietro”
Marzo 5, 2017 Ambiente e salute

Festa tricolore a Mirabello05/03/2017 – Sono 986 pagine colme di rilevazioni quelle dell’ informativa sulla quale si basa l’ inchiesta Consip: non solo per gli indagati eccellenti che vanno da Tiziano Renzi (padre dell’ ex premier) a Alfredo Romeo, l’ impreditore campano arrestato per corruzione, passando per il tramite, Carlo Russo, imprenditore del settore farmaceutico molto vicino alla famiglia Renzi. A metà della corposa informativa salta fuori il nome del quotidiano di Maurizio Belpietro, La Verità, e gli indagati riferiscono di un marginale coinvolgimento dei 5 Stelle per manovrare «dietro le quinte» il Comune di Roma e pure di come il Gruppo Pessina (editore de L’ Unità) si sia giocato il posto al tavolo del Giglio Magico.

A pagina 513 del documento si legge della caduta in disgrazia dell’ editore di sinistra, agli occhi dell’ allora premier, e dell’ ascesa, nel cuore di Romeo, del nuovo progetto editoriale di Belpietro, andato in edicola il 20 settembre scorso.
«I due», scrivono Carabinieri e Guardia di Finanza, attribuendo il dialogo a Carlo Russo e Alfredo Romeo, «fanno poi riferimento all’ ex Presidente Renzi che sarebbe arrabbiato per come il Gruppo Pessina sta gestendo il quotidiano L’ Unità» ed al riguardo i due discutono «della possibilità che il Romeo partecipi all’ acquisto del quotidiano del Pd L’ Unità e Romeo dice al Russo che lui non è nuovo a simili iniziative, tant’ è che sta partecipando ad un’ iniziativa editoriale per fare un favore a quello che definisce essere il suo amico Belpietro».

CINQUANTAMILA EURO – Su come muoversi per i finanziamenti, è chiarificatrice un’ altra parte del documento.
A pagina 524 si legge di un’ intercettazione ambientale registrata «il 21 settembre, alle 11.38, nella stanza 1 della “Romeo Gestioni Roma”: «Italo Bocchino e Carlo Russo si incrociano nell’ ufficio di Romeo», scrivono gli investigatori, «ed è anomalo rilevare che, quando si salutano, il Bocchino ed il Romeo lo fanno in modo decisamente formale appellandosi, vicendevolmente, “avvocato”; di sicuro questo comportamento non è casuale ed è frutto di una precisa strategia di entrambi tesa ad evitare di far capire al Russo i rapporti che intercorrono tra loro».

I tre interlocutori proseguono a parlare di referendum e «Bocchino», si legge, «ritiene che Russo abbia ragione nell’ aver prospettato al Romeo l’ acquisto del quotidiano L’ Unità, in quanto andrebbe a strutturare un tipo di rapporto che potrebbe prescindere dall’ attuale premiership (…). Poi Bocchino introduce la questione del giornale di Belpietro, dicendo che il primo numero del quotidiano La Verità è andato bene e che oggi dovrà vedere Gaetano, verosimilmente fa riferimento al senatore Gaetano Quagliariello e consiglia a Romeo di versare 50.000 euro per il tramite di Quagliariello e di farlo tramite “erogazione liberale” alla sua fondazione, operazione questa vantaggiosa anche dal punto di vista fiscale: “50.000 mila euro a Magna Carta e ti levi da tutti gli imbrogli”, di modo da evitare un’ esposizione eccessiva del Romeo nell’ operazione editoriale di Belpietro, che resta sempre un giornalista: “pericoloso”. Romeo chiede quindi se Belpietro accetterebbe questo iter e Bocchino conferma, dicendo che ha già parlato con Belpietro, il quale ha un buon rapporto con Quagliariello e che» a Maurizio «non gli interessano le modalità di versamento del denaro». Ovviamente sono frasi riferite e negli atti non c’ è alcuna prova della dazione.

Tanto che, a pagina 573, Russo, Bocchino e Romeo, in una conversazione datata 6 novembre 2016 notano come i giornalisti «”sanno tutto”, facendo riferimento non solo al Russo ma principalmente al Tiziano Renzi», contro il quale si scaglia con un’ inchiesta proprio del giornale di Belpietro. E chi scrive gli atti nota come però «ciò che è stato riportato sul giornale non è veritiero, in quanto questo Comando, ai tempi in cui è stato pubblicato l’ articolo, non aveva mai intercettato né indagato il padre del Premier». Quindi i tre interlocutori «riprendono a conversare di piattaforme web e di giornali on line e Romeo dice che anche loro (inteso come Gruppo Romeo) devono investire e possono essere aiutati da Belpietro. Perchè ha le conoscenze giuste e una serie di informatori importanti, tra cui Gianluigi Nuzzi, che Belpietro gli ha anche presentato. Bocchino dice che giorni addietro Belpietro ha fatto un articolo pesantissimo sull’ appalto della scuola Consip, dove in sommi capi critica Renzi e Romeo, (…) e Bocchino dice che per questo lui gli ha detto tutto e che ora vedranno la formula, soggiungendo di averne parlato con Maurizio Belpietro».

Riguardo il finanziamento, interviene Quagliariello, pure lui presente, che «dice di aver preparato una società di scopo, quindi Magna Carta entra come socio unico nella società di scopo, che: “ha come unico scopo quella della partecipazione alla (inc), quindi non risulta nemmeno Magna Carta, ma questa società… ». Romeo chiede «se è Magna Carta a controllare questa società e Quagliariello lo rassicura: “completamente!”. Infine «Romeo non ricorda se ha fatto fare o meno il bonifico (…) e Bocchino gli ricorda: “t’ ho mandato un appunto perchè tu a Magna Carta, sta insieme con la Erg, con Mediaset, stai tra gli imprenditori che la finanziano, anche se, aggiunge Bocchino, “non si sa per che cosa l’ hai finanziato”».

IN CAMPIDOGLIO – Dalle carte dell’ inchiesta Cosip, nata a Napoli e in gran parte trasferita a Roma, salta fuori anche il nome di un assessore grillino, Andrea Mazzillo, ex Pd, ma scelto dalla sindaca Virginia Raggi – non senza polemiche – come nuovo assessore al Bilancio. A gennaio si sentono i soliti parlare di «avvicinare l’ amministrazione M5s di Roma». Il contesto non è chiaro, ma Romeo e Bocchino parlano dell’ ex amministratore delegato di Consip, Domenico Casalino, che «se in passato li ha potuti favorire in seno al Consip per l’ aggiudicazione di commesse milionarie, oggi si propone da un lato come un soggetto ancora capace di poter riferire notizie utili della centrale unica di committenza e dall’ altro come referente “dietro le quinte” del Comune di Roma, in grado di poter aiutare, ancora una volta il Romeo nell’ aggiudicazione di gare», tant’ è che l’ imprenditore napoletano lo definisce «amico sia del Vice Sindaco di Roma Frongia che del nuovo assessore al Bilancio Mazzillo». A tal proposito «anche dal foglio recuperato dalla spazzatura del Romeo, si evince il nome del Mazzillo». – di Roberta Catania

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