Salvini a Napoli, è guerriglia. De Magistris accusato da destra e Sinistra: “Incidenti per colpa di chi non mi ha ascoltato”

gurr12/03/2017 – È una vera e propria guerriglia quella che ieri è andata in scena a Napoli contro il comizio del leader della Lega Nord, Matteo Salvini.
Auto distrutte, cassonetti dati alle fiamme, sassi, petardi, bombe carta e molotov lanciate contro gli agenti in tenuta antisommossa che impedivano ai manifestanti di raggiungere la Mostra d’Oltremare, dove il leader del Carroccio teneva il suo discorso.
Il quartiere di Fuorigrotta è stato messo sotto assedio per un’ora e mezzo, quando gli agenti sono riusciti, con gli idranti e una colonna di blindati, a disperdere la folla.

IL BILANCIO – Quattro fermati (ma il numero, ha fatto sapere la questura, potrebbe crescere), 11 agenti feriti, ai quali si aggiungono 4 ispettori e 2 funzionari della polizia, 10 carabinieri, è il bilancio di una giornata da incubo.
“La prossima volta – ha assicurato Matteo Salvini – il comizio lo facciamo in piazza del Plebiscito, poi vediamo. Qui ci sono uomini, fuori i caporali. Qui ci sono uomini, fuori i quaquaraquà. Quando andiamo al Governo nel nome del buon senso, quando abbiamo finito di sgomberare i campi rom cominciamo con i centri sociali”, che ha ammesso di aver “sbagliato” in passato su Napoli e sul Sud, ma ha promesso di “non sbagliare in futuro”, perché “Il futuro dell’Italia è il rispetto delle diversità nel Paese”.

L’ATTACCO DI SALVINI – “Quello che è successo a Napoli non l’avevo mai visto. E la cosa più grave è l’appoggio dato dal sindaco. Non ha preso le distanze e ha detto di stare al fianco dei cosiddetti insorgenti. Il risultato è la città distrutta e, da quello che mi dicono, di tanti agenti feriti. Tutto frutto di un sindaco irresponsabile. È pure magistrato”, ha dichiarato il segretario della Lega. “Che io possa fare battaglie scomode per qualcuno ci può stare, per me va bene. Ma continuo a fare ciò in cui credo ed è facile che venga accusato di islamofobia o altro da sinistra”.

LA RISPOSTA DI DE MAGISTRIS – “Gli incidenti di oggi a Napoli sono il risultato di chi ostinatamente non ha voluto ascoltare il messaggio di buon senso del sindaco e dell’amministrazione”, queste le dichiarazioni del primo cittadino Luigi de Magistris. “Noi – aggiunge – non abbiamo mai detto no Salvini a Napoli”.
TUTTI CONTRO IL SINDACO DI NAPOLI – Da destra e sinistra tutti invitano il sindaco a scusarsi per aver espresso più volte pubblicamente il suo sostegno ai manifestanti, nei giorni scorsi: “Che vergogna De Magistris che alimenta l’odio contro Salvini a Napoli” afferma il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri.
Stefano Maullu ne chiede la destituzione d’ufficio, per essersi posto “al di fuori del perimetro democratico” e Gianni Alemanno chiede il commissariamento del Comune di Napoli.
“Napoli oggi sta mostrando il suo volto peggiore – sostiene Mara Carfagna, che a Napoli è consigliere comunale -, quello di una piccola minoranza di facinorosi che sentendo di avere la benevolenza del Sindaco credono di poter piegare la città al loro volere. Ed è questa fotografia di Napoli, quella della democrazia sospesa e delle manifestazioni violente, che farà il giro del mondo e getterà discredito su un’intera città e su tutti i napoletani. Questa fotografia porta la firma di de Magistris che ancora una volta non ha esitato ad incoraggiare i violenti soffiando sul fuoco della protesta”.-FONTE

BOSSBOSSI contro Salvini: “Così porta la Lega allo scatafascio”

Parole dure, affidate al telefono all’agenzia Agi. E nello stesso giorno in cui Matteo Salvini ‘scende’ a Napoli, fra polemiche e scontri di piazza, il patriarca della Lega Umberto Bossi ha accettato un invito a pranzo in un ristorante di Pontida da parte di un gruppo di irriducibili nordisti.

“Sono un pò depresso”, dice Umberto Bossi. Perché Salvini “porta la Lega a Napoli, capitale di Pulcinella. L’ho fatta io, la Lega: mi dispiace vederla andare a scatafascio. Il Nord ha avuto centomila imprese fallite l’anno scorso, questo va a Napoli come se potesse regalare chissà cosa …”.

Menù fisso (20 euro) a base di garganelli alle noci, casocelli (pasta tipica bergamasca) col ragù e maialino alle verdure con polenta. Il pranzo – i cui inviti erano stati diffusi nei giorni scorsi su Facebook sotto il titolo ‘Pontida nel cuore’ – si è tenuto nella sala al piano superiore del ristorante, chiusa ai cronisti. La tavolata al ristorante ‘La Marina’, sui colli davanti al pratone in cui ogni anno si svolge il raduno leghista in provincia di Bergamo, era per una sessantina di persone. Ma nessun dirigente del movimento. A quanto riferito da alcuni dei partecipanti, da Bossi c’è stato un richiamo alla vocazione nordista della Lega, contro la scelta nazionalista di Salvini, che viene suggellata proprio dalla visita odierna del segretario a Napoli. Per Bossi andando avanti così sostanzialmente la Lega “andrà a sbattere”.

Infine, una battuta durante il suo intervento al pranzo di Pontida: “Io sarei andato a Bari, i pugliesi che sono venuti al Nord sono laboriosi e si sono integrati. La capitale del sud moderno è Bari”.

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