Scoppia caso Consip e PD e governo affossano le intercettazioni

intercettazioni-telefoniche-strumento13/03/2017 – Se il problema per i politici, ed in particolare per quelli del PD, sono le intercettazioni delle Procure che svelano mazzette, corruzione, appalti truccati come sta emergendo nell’inchiesta Consip che vede indagati il braccio destro di Renzi, il padre, gli amici, funzionari pubblici e comandanti dell’arma, cosa pensano di fare Governo e PD? Tagliare del 50% le risorse destinate proprio alle Procure per intercettare e scovare i responsabili di reati.

È questo quello che sta succedendo al ddl penale in discussione al Senato e sul quale verrà posta la fiducia, dove un emendamento presentato al testo dal Governo, sostenuto da Alfano e Verdini, prevede un taglio netto di 80 milioni per i prossimi tre anni sulle intercettazioni.

Cioè l’unico mezzo idoneo che ha la Magistratura per perseguire la corruzione e che dovrebbe essere potenziato e incrementato, viene invece affossato.
Luigi Marroni, amministratore delegato della CONSIP ( la centrale unica per gli acquisti della pubblica amministrazione) nominato dal governo Renzi e renziano di ferro, è stato chiamato a testimoniare sul perché avesse fatto bonificare gli uffici dalle cimici poste dagli inquirenti, nell’ambito dell’inchiesta della procura di Napoli sull’appalto più grande d’Europa da 2.7miliardi che oggi vede come principale coinvolto l’imprenditore Alfredo Romeo, da mercoledì in carcere.
Egli fornisce agli inquirenti, messo alle strette, un’unica versione :furono il ministro Luca Lotti, allora sottosegretario alla presidenza del consiglio, il comandante generale dei carabinieri Del Sette, il comandante della legione toscana Santalamacchia ad avvertirlo delle indagini in corso e spingerlo verso la soluzione della bonifica ambientale.
La situazione di un ministro, accusato da un manager dello stato messo li dallo stesso governo del ministro, è politicamente inquietante. Compromettere indagini facendo la soffiata, che secondo l’accusa, ha portato a far saltare l’intera gigante inchiesta, è un fatto gravissimo.
Lotti continua a negare tutto, dicendosi estraneo ai fatti ma la logica ci suggerisce una cosa evidente: uno dei due attori in gioco sta mentendo, impossibile mentano entrambi
E che fa il governo Gentiloni? Conferma sia l’amministratore che accusa Lotti, sia il ministro accusato, in un clima d’omertà davvero inquietante.
Ma l’ipotesi che sta prendendo campo e che potrebbero utilizzare come estrema ratio per non far saltare la testa del ministro sarà sostituire Marroni, tentando di salvare la faccia e tentare di evitare i chiarimenti dovuti nei confronti dei cittadini.
Discutere la mozione di sfiducia al ministro lotti è ormai irrinunciabile. Se non riesce a spiegare la verità al popolo italiano, vada a casa!!

Una fatto gravissimo, che si aggiunge all’altro scempio sempre inserito nel ddl penale e che prevede la materiale impossibilità di fare intercettazioni in via informatica con software spia per i reati di corruzione.

L’intento, dunque, è quello di non far partire neanche le indagini ed evitare che si ricorra alla fuga di notizie, come è successo, secondo gli inquirenti, nell’inchiesta Consip.

Questa, dunque, è una situazione allarmante, soprattutto, in questo periodo dove è in atto un vero e proprio sistema corruttivo diffuso a tutti i livelli basato su intrecci tra politici, imprenditori e funzionari pubblici ai danni dello Stato.

Ma questa gente, il senso dello Stato non l’ha mai avuto! – FONTE

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