Bagarre M5s alla Camera sui vitalizi. La protesta fa sospendere la diretta TV. (Prima volta nella storia)

23/03/2017 – Un pomeriggio di bagarre alla Camera sui vitalizi dei parlamentari con tanto di sospensione (prima volta nella storia) della diretta Rai che ogni mercoledì trasmette il Question time con i ministri. Protagonisti del caos i deputati del Movimento Cinque Stelle che prima in Aula e poi in piazza Montecitorio hanno bollato come “una vergogna” la decisione assunta dall’ufficio di presidenza della Camera sulle pensioni. Un crescendo di accuse e polemiche che sfocia anche in un botta e risposta tra la presidente della Camera ed il Movimento. In una nota la Boldrini, senza giri di parole, parla di “comportamento inaccettabile” da parte di alcuni esponenti grillini.

Pronta la replica direttamente dal blog di Grillo in cui si invita la presidente a “chiedere scusa in ginocchio per questo sopruso”. A scatenare la protesta è la decisione (approvata all’unanimità dei presenti) dell’ufficio di presidenza della proposta della Dem Marina Sereni di un contributo di solidarietà nel prossimo triennio sugli “assegni vitalizi e sui trattamenti previdenziali, diretti e di reversibilità, corrisposti ai deputati cessati dal mandato”.

Respinta al mittente invece la proposta targata M5s che aveva l’obiettivo di “parificare la pensione dei parlamentari a quella dei cittadini”. Che l’aria fosse tesa d’altronde lo si era intuito già dal primo pomeriggio in Aula dove, come ogni mercoledì, diversi ministri sono chiamati a rispondere alle interrogazioni dei deputati. Ma i lavori sono interrotti prima del tempo e così anche la diretta televisiva a causa di alcuni cartelli con su scritto “si tengono il privilegio” esposti sotto il banco della presidenza da alcuni grillini.

La disparità – segnalata da Di Maio – tra un normale lavoratore e il parlamentare: con 5 anni di contributi il parlamentare matura il diritto alla pensione a 65 anni mentre gli altri lavoratori a 70; a un lavoratore normale si applica un tetto massimo di base imponibile per cui il reddito oltre i 100mila euro non contribuisce ad accumulare la pensione, regola che non vale per i parlamentari; infine il coefficiente di trasformazione viene rivisto al ribasso ogni tre anni per riflettere l’aumento della vita media attesa ma il Parlamento ha ignorato la revisione 2013 e se continuerà ad ignorare le revisioni, ogni anno gli assegni pensionistici degli onorevoli guadagneranno circa l’1% rispetto alle altre pensioni. Intanto però con la proposta Pd passata ieri si applicherà un contributo di solidarietà per tre anni a partire a carico degli ex deputati titolari di vitalizio. Il contributo sarà del 10% per i vitalizi da 70mila a 80mila euro, del 20% per quelli da 80mila a 90mila euro, del 30% per quelli da 90mila a 100mila euro e del 40% per quelli superiori ai 100mila euro annui. La misura dovrebbe portare a regime ad un risparmio di 2,5 milioni all’anno per le casse della Camera. Per evitare che anche questa misura possa essere esposta a ricorsi (che comunque in molti già si aspettano), si è deciso di prevedere la temporaneità (3 anni) e la finalizzazione (i risparmi andranno in un fondo apposito), in modo da rispettare i paletti imposti dalla Consulta nel 2016.

La protesta si sposta poi al primo piano del Palazzo dove si riunisce l’ufficio di presidenza di Montecitorio. Ma, più che la riunione, ad attirare ancora una volta l’attenzione è il caos che scatena il Movimento Cinque Stelle. Tutti i deputati infatti si accalcano nel corridoio e più di qualcuno tenta (al grido di “vergogna, vergogna”) di fare irruzione nella sala. Da lì la bagarre si sposta di nuovo in Aula – tanto che l’esame del decreto terremoto slitta – e poi in piazza, dove Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista improvvisano un comizio davanti ad un gruppo di manifestanti: “Dopo questo gesto disperato, dopo questo atto politico per mantenere i vitalizi dei parlamentari, sono finiti del tutto. So che andremo al Governo”, è la convinzione del vice presidente di Montecitorio. Ansa.it

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