M5S pronto a votare la legge Richetti: il Pd ora rischia un autogol?

27/03/2017 – Dopo la bocciatura della proposta M5S relativa alle pensioni dei parlamentari, i grillini ora sono pronti a votare la severa legge del democratico Richetti: cosa farà adesso il Pd?
Il Movimento 5 Stelle continua a insistere sul tema delle pensioni dei parlamentari con l’idea, dopo le polemiche scaturite dalla bocciatura della propria proposta a riguardo, di dichiararsi pronti a votare la proposta di legge del democratico Matteo Richetti sul tema, una scelta che potrebbe paradossalmente mettere in difficoltà proprio il Pd.

Ancora si deve spegnere l’eco delle polemiche riguardanti le pensioni e i vitalizi dei parlamentari che il Movimento 5 Stelle, dopo la bagarre della scorsa settimana, si prepara a una nuova mossa a riguardo.

Lo scorso 22 marzo l’Ufficio di presidenza della Camera aveva accolto la proposta della dem Marina Sereni sui vitalizi pregressi e bocciato quella del Movimento 5 Stelle sull’equiparazione delle pensioni dei parlamentari a quelle dei normali cittadini. La decisione aveva provocato la forte contestazione dei 5 Stelle, che però ora sembrerebbero pronti a cambiare strategia: votare la proposta di legge presentata dal dem Richetti, molto dura contro i vitalizi, proprio per mettere in difficoltà il Pd.



Le proposta del Movimento 5 Stelle e del Pd
Durante gli ultimi giorni molta confusione si è è stata fatta a riguardo dei vari testi per riformare i vitalizi e le pensioni dei parlamentari che sono stati presentati. Facciamo quindi una sorta di cronistoria delle varie proposte. Lo scorso 23 gennaio il deputato del Pd Matteo Richetti ha presentato una proposta di legge per riformare, in maniera molto netta e drastica, i vitalizi e le pensioni non solo dei parlamentari, ma anche dei consiglieri regionali.

Nei cinque punti della proposta Richetti si vuole abolire i vitalizi sia passati che futuri ed estendere per tutti i politici in questione gli stessi trattamenti previdenziali vigenti per gli altri lavoratori dipendenti, con il conseguente ricalcolo di tutte le pensioni.

Una proposta di legge quella presentata da Richetti molto severa e che porterebbe all’abolizione di diversi privilegi oltre che un notevole risparmio per le casse previdenziali statali. Testo questo in parte ripreso anche dal Movimento 5 Stelle.

Durante una conferenza stampa, il trio del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, Riccardo Fraccaro e Laura Bottici, in data 27 febbraio presentano la loro proposta in materia che è stata recapitata sul tavolo degli uffici di Presidenza della Camera e del Senato.

Per il Movimento 5 Stelle le pensioni dei parlamentari dovrebbero essere versate agli enti previdenziali pubblici invece che al Fondo pensioni di Camera e Senato. Un sistema questo che renderebbe le pensioni secondo i pentastellati più giuste e vicine a quelle dei normali lavoratori, visto che secondo loro non è sufficiente il passaggio al contributivo determinato dalla riforma del 2012.

Mercoledì 22 marzo la vice presidente della Camera per il Pd Marina Sereni, ha presentato all’ufficio di Presidenza la sua proposta per una sorta di contributo di solidarietà della durata di tre anni riguardante i vitalizi attualmente erogati agli attuali e vecchi deputati.

Si tratta di un contributo del 10% per chi percepisce da 70.000 a 80.000 mila euro, del 20% per quelli da 80.000 a 90.000 euro, del 30% per quelli da 90.000 a 100.000 euro e del 40% per quelli superiori ai 100.000 euro annui. Secondo la Sereni, questo consentirebbe di risparmiare 2,4 milioni.

L’ufficio di Presidenza della Camera si è poi riunito decidendo di accettare la proposta del Pd e di bocciare quella del Movimento 5 Stelle. Decisione che ha fatto scattare la protesta dei grillini che ora starebbero pensando ad una mossa a sorpresa.

I 5 Stelle pronti ad appoggiare la proposta Richetti
Come si è potuto vedere, le due proposte presentate alla Presidenza della Camera dalla Sereni e dal trio Di Maio-Fraccaro-Bottici erano incentrati su argomenti simili ma nella sostanza diverse.

L’approvazione dell’una quindi non impediva il passaggio anche dell’altra, ma sono state fatte valutazioni differenti nel merito. Una bocciatura che però non è andata giù al Movimento 5 Stelle, che rimane sempre sul piede di guerra.

La proposta di legge presentata da Richetti del Pd andrebbe a rivoluzionare sia le pensioni che i vitalizi dei politici. Al momento però secondo il Movimento 5 Stelle si tratterebbe solo di parole visto che di fatto il testo secondo i grillini sarebbe stato messo in un cassetto.

Allora ecco quale potrebbe essere la mossa dei 5 Stelle a riguardo: dichiararsi pronti a votare il testo, mettendo così pressione al Partito Democratico per permettere alla legge di approdare al vaglio del Parlamento.

Così facendo il Partito Democratico nelle intenzioni dei pentastellati potrebbe essere messo spalle al muro, visto che ci sarebbero tutti i numeri necessari per far passare la legge sia alla Camera che al Senato con l’appoggio dei 5 Stelle.

Cosa farebbe il Partito Democratico nel caso? Andrebbe ad affossare per difendere i privilegi un testo presentato da un proprio deputato oppure accetterebbe i voti in Parlamento dei 5 Stelle facendo approvare il provvedimento?

La mossa del Movimento quindi è chiara e astuta, garantire una maggioranza al testo per inchiodare un Pd che in caso di marcia indietro andrebbe a compiere un clamoroso autogol in un periodo dove non mancano i problemi in seno al partito.

Staremo a vedere quindi come andrà a finire la vicenda, con il tema che potrebbe diventare uno degli ennesimi terreni di scontro sui quali si andrà a giocare la delicata campagna elettorale in vista delle prossime elezioni politiche. – fonte

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