Ecco spiegato la lentezza nei processi, precedenza ai morti: Roma, condannato da morto, la famiglia presenta appello

01/04/2017 – Mentre è ancora pendente il processo d’appello per la sua morte, verrà giudicato, per la seconda volta, da deceduto. Bernardino Budroni era stato ucciso il 30 luglio 2011, dopo un inseguimento sul Gra di Roma. Fuggiva dalla polizia chiamata dall’ex fidanzata che lo accusava di stalking. Un anno dopo, nel luglio 2012, era stato condannato in contumacia: due anni, e un mese di reclusione e 600 euro di multa, per aver sottratto la borsa della ex compagna e per detenzione abusiva di una vecchia carabina. Quella sentenza è stata impugnata e ora si attende il processo davanti alla Corte d’appello. A occuparsi della vicenda, l’avvocato Fabio Anselmo, che assiste la sorella di Budroni.

L’udienza di secondo grado è prevista il 20 aprile. Il legale punta a fare dichiarare la condanna «inesistente». Nell’atto d’appello si legge che «la sentenza impugnata è stata emessa nei confronti di persona già deceduta» e la cosa «ha conseguenze non di poco conto». Alla base della richiesta del penalista, «il legittimo diritto di Claudia Budroni, in qualità di sorella di Bernardino, di eliminare il grave pregiudizio morale e sociale rappresentato dalla condanna nei confronti del proprio fratello, nonostante lo stesso fosse in precedenza deceduto. Tutto ciò nel rispetto
della memoria del defunto e dell’intera famiglia, e anche in virtù del fatto che l’impugnata pronuncia certamente rappresenta una censura per l’amministrazione giudiziaria in quanto tale». – FONTE

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