Corruzione in Consip, dirigente pronto a confermare le accuse contro l’imprenditore Romeo

14/04/2017 – Non ci opporremo alla richiesta di incidente probatorio della Procura di Roma». L’avvocato Alessandro Diddi, legale del dirigente di Consip Marco Gasparri – indagato di concorso in corruzione con l’imprenditore Alfredo Romeo – conferma la collaborazione con gli inquirenti spiegando che «la cristallizzazione in prova delle dichiarazioni di Gasparri fin da adesso corrisponde anche alla nostra strategia processuale».
I verbali Il dirigente della centrale acquisti della Pa «si è presentato spontaneamente – ha aggiunto Diddi – dai magistrati per spiegare come sono andati i fatti. Non è nostra intenzione ritrattare né fare una opposizione all’incidente probatorio». Sono state le dichiarazioni del dirigente, infatti, a consentire al procuratore aggiunto Paolo Ielo e al sostituto Mario Palazzi di chiedere e ottenere l’arresto di Romeo. L’accusa è di aver pagato una tangente a Gasparri, definito per questo il “prototipatore”, ossia un soggetto all’interno di Consip in grado di sbrigare le faccende amministrative di Romeo. L’accusa Secondo ammissione dello stesso Gasparri, Romeo avrebbe pagato una tangente complessiva di 100mila euro, tra il 2012 e il 2016. Per i magistrati il denaro avrebbe avuto lo scopo di «vendere la sua funzione» per il «compimento di atti contrari ai doveri d’ufficio anche sotto il profilo della violazione dei doversi di imparzialità della Pa consistenti, tra l’altro, nel comunicare informazioni riservate nonché nel suggerire il contenuto delle offerte e dei successivi chiarimenti che le società riconducibili a Romeo avrebbero inoltrato alla Consip per l’assegnazione di appalti pubblici nel settore del Facility management». Giudizio immediato Si avvicina, dunque, la richiesta di giudizio immediato per Romeo. I pubblici ministeri, infatti, intendono «cristallizzare» in prova le dichiarazioni di Gasparri, così da avere un elemento concreto contro l’imprenditore partenopeo, sul quale pendono altri procedimenti giudiziari che riguardano le sue presunte dazioni di denaro a Tiziano Renzi e l’imprenditore Carlo Russo (accusa di traffico di influenze illecite) e la manipolazione di alcuni lotti del maxi appalto Fm4 di Consip, del valore di 2,7 miliardi di euro. fonte Diventa sostenitore di L’Onesto clicca mi piace sulla pagina facebook

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