Migranti, le ONG fanno il gioco degli scafisti: ecco il video che incastra le organizzazioni non governative

23/04/2017 – Migranti, così i radar in mare incastrano le Ong. Il sistema di tracciamento delle navi mostra come le imbarcazioni delle Ong facciano la spola tra la Libia e l’Italia. A mostrare il traffico delle imbarcazioni lo youtuber Luca Donade:

“Ong colluse con gli scafisti”
Di certo c’è che da quando le navi umanitarie si sono moltiplicate nel Mediterraneo e si sono spinte sempre più vicine alla costa libica, hanno sì aumentato il numero degli interventi (passati da 5% al 50% dei salvataggi totali), ma hanno anche incrementato i numeri dei morti. Perché? Semplice: gli scafisti mettono i disperati su barconi sempre più vecchi con sempre meno carburante, “tanto ci sono le Ong che le recuperano”.

Sono piombate sull’associazione diverse accuse, come la probabile collusione con gli scafisti.

Tutte le nostre operazioni – dice Regina – si sono sempre svolte sotto il coordinamento della Guardia costiera italiana e nel rispetto delle convenzioni e del diritto internazionale del mare, pertanto nel pieno della legalità“. Peccato, però, che più volte le navi delle Ong sono state viste in acque libiche e la Guardia Costiera nega di averlo mai autorizzato.

Altri problemi sono emersi circa i finanziamenti, che non sono solo di natura privata come i direttori affermano. Intanto, la Procura di Catania sta indagando.

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“Siamo un’organizzazione umanitaria. Questa campagna di discredito non ci aiuta”. A parlare è Regina Catrambone, direttrice della Ong tra le più attive nel recupero di migranti nel Mediterraneo e finita nel mirino per le “ombre” nella gestione dei salvataggi.

L’associazione della quale è direttrice prende il nome di Maos, Migrant Offshore Aid Station, con sede a Malta, con due imbarcazioni, diversi gommoni Rhib e alcuni droni.

A quanto pare una vera flotta organizzata per recuperare clandestini. A fondarla sono stati lei e suo marito Christopher (i soggetti della foto).

L’uomo, non uno qualunque, è un milionario americano arricchitosi grazie ad una agenzia di assicurazioni specializzata nelle zone ad alto rischio.

Moas ha salvato 33.455 stranieri dalle onde del mare lasciandoli in carico all’Italia. Che ora li ospita, accoglie e sovvenziona. Sulle attività di salvataggio, però, ci sono molte ombre.

Così i radar in mare incastrano le Ong (VIDEO:)

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