“Medici senza Frontiere” indagata per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina

14/05/2017 -Per minimizzare lo scandalo Ong, i buonisti “minimizzatori” ci spiegavano che, forse, se c’è qualcosa di irregolare va ricercato nel comportamento di piccole e misconosciute organizzazioni umanitarie, dai finanziamenti e dalle origini sospette. E invece al centro dell’inchiesta della Procura di Trapani c’è Medici senza Frontiere. L’ipotesi di reato è favoreggiamento all’immigrazione clandestina. S’indaga non su semplici operatori o marinai, ma su esponenti della Ong che ricoprono ruoli chiave, italiani e stranieri, come riporta Panorama.

Sotto la lente degli investigatori non c’è l’operato di una singola nave in una singola circostanza, ma la stessa missione di Medici senza Frontiere nel Mediterraneo. Si parla di anomalie nelle operazioni di salvataggio, compiute senza richieste di soccorso e senza avvisare la Guardia costiera. E s’indaga sugli “indottrinamenti” degli immigrati, forse istruiti dal personale della Ong su cosa dire e cosa non dire alle autorità italiane e a Frontex dopo lo sbarco. Verrebbe sostanzialmente detto ai clandestini di non collaborare, di non rispondere alle domande della polizia.

Tra le operazioni sospette, il Corriere cita quella del 25 giugno 2016 quando la nave “Dignity One” di Medici senza Frontiere sarebbe entrata in acque libiche appostandosi a 7 miglia dalla costa per recuperare 390 immigrati poi traghettati in Italia. E dai resoconti della task force agli ordini della Procura in servizio a Trapani emergerebbero altri salvataggi anomali. Nel maggio dello stesso, in seguito allo sbarco di 317 stranieri sempre dalla medesima nave di Medici senza Frontiere, la polizia evidenziava che “i migranti non sono stati molto collaborativi nel fornire informazioni dettagliate circa il viaggio, attribuendo la colpa alla stanchezza e alle ore di viaggio estenuanti”.

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E ancora: “A differenza del passato, i migranti soccorsi e trasferiti da navi delle Ong, quando vengono fatti sbarcare nei porti italiani sono restii a cooperare: tale circostanza potrebbe essere il risultati di un «indottrinamento» impartito a bordo al fine di non collaborare con le forze dell’ordine italiane e il personale dell’agenzia Frontex”. Poi c’è il capitolo aperto sui presunti minori. Anche in questo caso le parole degli investigatori italiani sono eloquenti. Citando uno sbarco “con la discesa dei minori non accompagnati che secondo il personale di “Medici senza Frontiere” erano circa 100, ma in realtà il personale di bordo inseriva nel gruppo uomini palesemente adulti”. – FONTE

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