Mafia: arrestati ex sindaco di Mascali e l’ex presidente del Consiglio

10/12/2013 – L’ex presidente del consiglio comunale di Mascali Biagio Susinni e l’ex sindaco Filippo Monforte sono stati arrestati dai carabinieri nell’ambito di un’operazione antimafia scattata all’alba. Dieci in tutto i provvedimenti notificati ad altrettante persone ritenute responsabili a vario titolo di corruzione aggravata dal metodo mafioso. In manette anche Alfio Romeo, ritenuto dagli inquirenti esponente del clan Laudani.

Il provvedimento restrittivo scaturisce da un’indagine avviata nel gennaio 2011 che si è conclusa nell’estate del 2012, condotta dai carabinieri della compagnia di Giarre.

Nell’aprile 2013, il consiglio comunale di Mascali e’ stato sciolto per infiltrazione mafiosa, oggi commissariato. Le indagini hanno permesso di accertare l’esistenza di una sinergia criminale tra amministratori locali, imprenditori etnei e referenti mafiosi del clan Laudani. Biagio Susinni molti anni fa era stato arrestato in un’altra operazione antimafia.

Nel 1991, tre amministratori comunali di Mascali erano stati accusati e arrestati per abuso d’ ufficio a fini di lucro. Tra questi il deputato regionale Biagio Susinni, sindaco di Mascali e capogruppo del PRI all’ assemblea regionale siciliana, l’assessore alla nettezza urbana Enzo Cucinotta (PRI) e quello alla viabilità’ e al traffico Filippo Monforte (DC).

Secondo l’ accusa il sindaco e i due assessori avrebbero fatto in modo di affidare ad una ditta che si occupava della rimozione delle automobili in sosta vietata, il servizio comunale di rimozione nonostante questa non fosse in possesso di un carro attezzi. Inoltre i tre avrebbero affidato a trattativa privata servizi di pulizia a ditte inensistenti create solo per incassare le parcelle.

I carabinieri nella stessa inchiesta indagarono se vi fosse una connessione con l’ uccisione di Giorgio Benfatto, un ex pugile proprietario di una palestra, assassinato un anno prima nel 1990 a Mascali. Benfatto infatti aveva ricevuto gratuitamente dal comune l’ uso dei locali della palestra e risultava proprietario di una ditta di nettezza urbana coinvolta nell’inchiesta. Fonte

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