Riciclaggio, sequestrate a Fini polizze per un milione di euro

29/05/2017 – Ancora guai giudiziari per Gianfranco Fini, indagato per concorso in riciclaggio nell’inchiesta sugli affari del “re delle slot machine” Francesco Corallo e che riguarda anche la vendita della casa di Montecarlo. Questa mattina, infatti, la guardia di Finanza ha eseguito nei confronti dell’ex presidente della Camera un decreto di sequestro preventivo di due polizze vita intestate alle figlie per un valore di un milione di euro su richiesta della dda di Roma.

L’inchiesta, condotta dai pm Barbara Sargenti e Michele Prestipino, indaga su giro di affari illeciti per cui Fini è considerato il tramite tra la famiglia Tulliani e Corallo. I primi – tra cui Giancarlo Tulliani, cognato dell’ex presidente della Camera – avrebbero ricevuto denaro sporco dall’imprenditore per reinvestirli e ottenere profitti. Nel mirino dei pm ci sono anche 2,4, milioni di euro che i Tulliani avrebbero usato per acquisizioni immobiliari a Roma e provincia, ma anche all’estero. Tra gli affari ci sono anche gli oltre 1,2 milioni di euro guadagnati con la vendita dell’appartamento di Montecarlo, acquistato da Alleanza Nazionale e poi trasferito ai fratelli Tulliani. Trasferimento che – dicono i pm oggi – fu peraltro decisa proprio Gianfranco Fini “nella piena consapevolezza” delle condizioni concordate da Corallo e i Tulliani.

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L’inchiesta aveva portato alle manette a dicembre per cinque persone, tra cui lo stesso Corallo e l’ex parlamentare Amedeo Laboccetta, accusati di associazione a delinquere aggravata, a carattere transnazionale, dedita ai reati di peculato, riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. A febbraio, poi, il gip aveva ordinato il sequestro di beni immobili, mobili e conti correnti ai Tulliani, per un valore di oltre 7 milioni di euro.



Il 10 aprile scorso Fini è stato sentito dalla procura di Roma e si è detto estraneo ai fatti. Il fascicolo che lo riguarda è una tranche dell’inchiesta sulla presunta associazione a delinquere transnazionale che, secondo chi indaga, riciclava tra Europa e Antille i proventi del mancato pagamento delle imposte sul gioco on-line e sulle video-lottery. – FONTE

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