Indagano Fini, spunta il conto dei miracoli: toh, ecco cos’hanno scoperto sui soldi di Gianfry

Il presidente della Camera Gianfranco Fini durante la Cerimonia inaugurale della mostra “Michelangelo e la Cappella Sistina nei disegni autografi della Casa Buonarroti”, oggi 31 ottobre 2012 nella biblioteca della Camera.
ANSA/ GUIDO MONTANI

31/05/2017- Dopo queste rivelazioni, più che le redini del ministero degli Esteri, a Gianfranco Fini avrebbero dovuto dare la poltrona di ministro dell’Economia e delle Finanze, perché se avesse gestito i conti dello Stato come ha fatto finora con i suoi, probabilmente il Paese avrebbe scoperto prima questo talento dell’illusionismo contabile. La Procura di Roma ha notato alcune anomalie nei conti correnti dell’ex presidente della Camera, come riporta il Fatto quotidiano. Una stranezza di fondo emersa dopo il sequestro delle due polizze assicurative da un milione l’una, visto che Fini è accusato di aver concorso, con la sua compagnia Elisabetta Tulliani e il cognato Giancarlo, al riciclaggio e autoriciclaggio in relazione alla compravendita della casa di Montecarlo, proprio quella svenduta da An.



Analizzando i conti di Fini, agli inquirenti è venuta in mente una solo e semplice domanda: ma se non spende mai niente, come fa a vivere? La magia è tutta qui, ci sono conti con pochissimi prelievi e costanti entrate, non risultano proprietà a lui intestate, per esempio una casa. Va bene, Fini è ospite della compagna, oppure è in affitto, quindi dovrebbe prelevare più o meno una volta al mese, magari con un bancomat. Nulla, per di più lo storico segretario Francesco Proietti Cosimi, in una dichiarazione ai magistrati, l’ha detto chiaro e tondo che Fini un bancomat non lo ha mai avuto.

Fino a oggi Fini è riuscito a mettere da parte tanto e bene. Un’abitudine che comincia 34 anni fa, quando ha aperto un conto al Banco di Napoli una volta entrato in Parlamento con l’Msi. Chiusa l’esperienza da presidente della Camera e quella parlamentare in generale, da quel conto è partito un bonifico da un milione verso un altro suo conto aperto presso il Monte paschi di Siena. Non ci sono particolari quantità di movimenti da quel conto al Banco di Napoli, se non in entrata: è lì che Fini si è fatto sempre versare lo stipendio da parlamentare, denaro poi congelato con le ormai note polizze vita. Per il suo vitalizio dalla Camera, invece, Fini ha scelto un conto alla Popolare di Milano ed è da lì che vengono accreditati gli addebiti mensili per l’ex moglie, Daniela Di Sotto.

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Come possa fare a vivere, insomma, un po’ lo chiarisce l’ex segretario Proeitti Cosimi, al quale una volta i Pm hanno chiesto spiegazioni su un assegno a lui intestato fatto da Fini. Il meccanismo era semplicissimo: Fini non andava mai in banca, né aveva un bancomat, solo una carta di credito, così chiedeva al segretario di cambiare l’assegno a lui intestato e tornare con il denaro contante. – FONTE

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