Sulle motivazioni dello sciopero del trasporto pubblico di ieri la longa manus del PD

17/06/2017 – M5s, Renzi dimentica sciopero è contro norma Pd – “Vorremmo ricordare a Renzi che lo sciopero dei trasporti e’ a livello nazionale ed è contro una norma voluta dal suo partito e Governo! Per questo l’ex premier e segretario Pd, invece di attaccare senza senso la Giunta Raggi, farebbe meglio a pensare a come far revocare una manifestazione contro una norma del Pd che ha cancellato una legge che tutelava i lavoratori del settore del trasporto pubblico”. Lo dichiarano i parlamentari del Movimento 5 Stelle delle Commissioni Trasporti di Camera e Senato. “I cittadini non ne possono più delle sue chiacchiere e panzane, dopo aver fallito al governo ora spaccia falsità via web- continuano i parlamentari pentastellati delle Commissione Trasporti – Nella fiera delle falsità Renzi contro la Giunta Raggi, il segretario Pd aggiunge la solita bugia ultraliberista secondo cui è necessario ridurre i diritti dei lavoratori per aprire il mercato. In realtà un vero mercato competitivo non può esistere a scapito della tutela dei diritti” concludono i parlamentari M5S di Camera e Senato delle Commissioni Trasporti.



Per informare anche i cittadini che stanno al di fuori del mondo dei trasporti ma che, nel bene e nel male, usufruiscono del mezzo pubblico che col privato diventerà per pochi eletti e non più un servizio sociale!

” Modifiche/emendamenti al D.L. n. 50 del 24 aprile 2017 presentati dalla deputata calabrese Stefania Covello (Pd) e licenziati sabato 27 maggio dalla Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ed ora parte integrante della manovra correttiva dei conti pubblici, è l’ennesima dimostrazione del tradimento consumato nei confronti del mondo del lavoro e conferma, semmai avessimo dubbi, come la deputazione e tutto il PD, siano lontani da quei principi di giustizia sociale, solidarietà e diritti, che dovrebbero essere alla base di una’idea progressista di sinistra.

Ma qual è allora Il vero obiettivo che ha “consigliato” all’On. Stefania Covello di inserire in un documento di finanza pubblica, dove era certo che si sarebbe posta la questione di fiducia, l’abrogazione del RD 148/31 per recuperare quello che la sentenza della Corte Costituzionale n. 251/2016 aveva di fatto impedito dichiarando parzialmente incostituzionale la riforma della pubblica amministrazione targata Madia?

Certamente non solo quello di fermare Flixbus come qualche quotidiano a tiratura nazionale ha scritto e sul quale, per linea di principio, potremmo anche essere d’accordo.

Il vero scopo, purtroppo, è quello far diventare applicabile anche alla categoria degli Autoferrotranvieri il Jobs act, poiché il RD 148/31, ne ostacolava l’applicazione e di indebolire i lavoratori nei confronti del padronato abbassando il costo del servizio attraverso la precarizzazione del rapporto di lavoro.

Certamente tale modifica normativa era anche per la famiglia dell’On. Covello un’opportunità da non perdere e ne siamo certi conoscendo, appunto, la storia di questa illustre famiglia.

Infatti, tutti gli addetti ai lavori, compreso il PD cosentino, calabrese e nazionale, sono consapevolidel fatto che la sua famiglia è direttamente interessata a una evoluzione legislativa del settore del Trasporto pubblico locale, compreso quella del lavoro,che possa,in qualche modo, favorire le liberalizzazioni e le privatizzazioni non solo dei servizi ma anche del mercato del lavoro nel settore autoferrotranvieri.

Un cavallo di Troia alla stregua della quasi totalità degli eletti in parlamento il cui unico scopo resta quello di garantire gli interessi delle varie lobby a scapito delle classi popolari e del mondo del lavoro.

Va aggiunto che con questa mossa si è di nuovo guadagnatala fiducia del partito per una possibile ricandidatura, dell’azienda Simet/BusItalia e, più in generale, di tutte le associazioni datoriali che guardano con interesse alla privatizzazione di un diritto universale come, appunto, la mobilità e quindi i servizi di Trasporto pubblico locale che ne sono l’asse portante e storicamente, in Calabria…e non solo, fanno riferimento alla famiglia Covello.

Fu l’assessore regionale Franco Covello papà dell’On. Stefania che, grazie a una sua iniziativa legislativa, salvò i concessionari privati dal fallimento a scapito delle aziende pubbliche con fiumi di danaro pubblico.

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Di una cosa però siamo certi, non si tratta solo di farina del suo sacco e che questi suggerimenti arrivano dai vertici del PD, da CGIL, CISL e UIL del settore visto che l’emendamento rinvia al prossimo CCNL la possibilità di un nuovo quadro normativo regolatore del rapporto di lavoro su temi come licenziamenti e disciplina, ma anche da BusItalia che, recentemente, ha acquisito la maggioranze delle quote societarie della Simet S.p.a. diventando socio in affari dell’azienda dove marito e cognato della parlamentare, rivestono incarichi di alto livello, azienda fortemente interessata ai servizi che la Regione Calabria, a guida PD, si appresta, nella logica di liberalizzazioni e privatizzazioni , a mettere sul mercato.

Vogliamo sperare che gli autoferrotranvieri prendano coscienza di questo ulteriore attentato alla stabilità economica, sociale e lavorativa di cui si è resa protagonista l’On. Stefania Covello di concerto con il Partito Democratico, i sindacati concertativi e le varie lobby economiche interessate alle privatizzazioni di un settore strategico dal punto di vista sociale ed economico per i territori e per l’intera nazione.”

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