Non bastavano gli 11 milioni di stipendio: la RAI paga a Fazio anche il maxi-studio

25/07/2017 – “È vero che presso gli studi Rai di Milano Via Mecenate sono iniziati lavori faraonici per creare un unico maxi studio per Fazio, a carico della Rai, quando quegli studi sono in affitto da un privato?”. È il succo dell’interrogazione presentata in commissione di vigilanza Rai da Michele Anzaldi. Nella sua interrogazione, l’esponente Pd ha chiesto di fare luce sul “costo totale della nuova trasmissione di Fazio: finora si è parlato di oltre 83 milioni di euro, ma questa super ristrutturazione fa lievitare ancora di più il conto, sul quale sta indagando la Corte dei Conti”.

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Proprio così. Fabio Fazio, tra le mille clausole previste dal ricco contratto firmato il 23 giugno con la Rai, ci sarebbe la realizzazione di un nuovo maxi studio che ospiterà il suo nuovo programma previsto per la prossima stagione. Peccato che, per farlo, viale Mazzini abbia deciso – o sia stata costretta – a sacrificare i tre studi di via Mecenate già esistenti.

Il risultato? Un unico grande studio ampio 1500 metri quadri, quasi il doppio dell’attuale studio di “Che tempo che fa”. Già, ma chi paga? Se lo è chiesto anche l’esponente Pd Anzaldi, che nella sua interrogazione si è posto una domanda sulla destinazioni che avrà la nuova struttura non appena scadrà il contratto tra viale Mazzini e il presentatore savonese.

“Quale tipo di strategia sta dietro la decisione di finanziare lavori faraonici in un studio di proprietà di un’altra azienda, con la conseguenza che quando il contratto con la Rai si chiuderà il risultato dell’innovazione resterà ai proprietari e non alla Rai stessa?”, la domanda di Anzaldi, che ha sottolineato come sarebbe stato meglio “valorizzare i centri di produzione esistenti”.



In attesa di capire se la Rai abbia intenzione di indagare o meno sulla vicenda, bisogna ricordare che la Corte dei Conti sta già esaminando la posizione di Fazio dopo il rinnovo del mese scorso. C’è da capire se sia sia consumato un danno erariale per il mancato rispetto della delibera del Cda Rai sulla riduzione del 10 per cento dei compensi sopra i 240 mila euro. – fonte

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