Toscana: Enrico Rossi vara la censura su stampa, radio, Tv e Web in nome dell’antifascismo

02/09/2017 – Forse non ve ne siete accorti o non avete capito, ma gli italiani sono in larga parte un popolo di fascisti e di razzisti da reprimere e punire. Ne è convinto, come tanti altri, il governatore della Toscana Enrico Rossi. Il quale ha dato un annuncio passato assolutamente in sordina, ma sconvolgente: d’ora in poi l’agenzia giornalistica regionale “Toscana notizie” monitorerà stampa, radio, tv, siti web alla caccia di espressioni fasciste e razziste e le invierà all’avvocatura regionale che le denuncerà alle procure competenti. Ecco le parole di Rossi:

“Abbiamo avuto un’estate caratterizzata da tanti episodi che rappresentano apologia di fascismo e che sono espressione di odio razziale, anche religioso. Il fenomeno non può essere sottovalutato. La nostra Costituzione garantisce libertà a tutti i cittadini, ma è chiarissimamente una Costituzione antifascista e antirazzista. Esistono leggi da far rispettare: la legge Scelba che vieta l’apologia di fascismo e la legge Mancino che vieta l’odio razziale e religioso. La nostra agenzia d’informazione tutti i giorni passerà in rassegna stampa, tv, radio, siti web per vedere se ci sono violazioni a queste leggi. Se ci saranno sospetti, li invierà alla nostra avvocatura, la quale, per tutelare la Costituzione e il buon nome della Toscana sporgerà denuncia alle procure dove si sono verificati i fatti. Faccio appello anche a voi (ndr. giornalisti e cittadini) a rivolgervi a questa agenzia se avete notizie di queste violazioni di legge. Il nostro impegno si intensificherà. Non si può scherzare su questi temi, si è oltrepassata la misura. Distribuiremo la Costituzione a tutti i ragazzi della Toscana. Rispetto a questi rigurgiti bisogna avere una risposta forte delle istituzioni, ma anche di piazza. Mi rivolgo ai sindaci, ai prefetti, ai questori: non sempre è obbligatorio dare le piazze”.

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Ecco qua. La censura è servita. Il portale di notizie della regione toscana si assurge a giudice e a delatore. Non bastava la stampa asservita che riporta solo alcune notizie e altre le mitiga, occorre un organo informativo istituzionale che denunci mezza Italia. Questa è roba da Stasi, come nell’ex Germania dell’est, qui si vuole creare un popolo di spie che denunci il vicino, l’amico su Facebook, la stampa cattiva. Come ai tempi della discriminazione degli ebrei. Ci mancano gli incentivi per chi denuncia e siamo a un sistema dittatoriale. E’ una cosa gravissima, mai successa finora nell’Italia repubblicana.

Perché sta succedendo tutto questo? Perché il fascismo è diventato la grande arma di distrazione di massa che serve a coprire uno stato al collasso, che non sa più tutelare se stesso e gli italiani. E’ il giusto nemico di turno a cui attaccarsi in tempi di crisi. La sensazione è che lo stiano creando loro questo fascismo, a forza di agitarne lo spauracchio, di evidenziare ogni scorrettezza di chi la pensa diversamente. Bisogna ricompattare un’Italia sbandata, senza più certezze di futuro ed ecco, pronto, il mostro fascista. Ma più si vieta qualcosa, più questa cosa diventa popolare e virale, lo insegna la storia. Quindi continuino pure così: alle prossime elezioni la destra vincerà alla grande.

E poi perché monitorare solo espressioni fasciste e razziste o di odio religioso verso l’Islam? Monitoriamo anche quelle contro la chiesa cattolica, contro le forze dell’ordine, che abbondano. Monitoriamo chi difende i delinquenti, chi critica la magistratura, visto che la Costituzione ne sancisce il principio di indipendenza. Il nostro stato garantista così va in fumo definitivamente. Monitoriamo tutti. A cominciare da chi infrange il primo articolo della Costituzione, ovvero i nostri governanti eletti che troppo spesso se lo sono dimenticato: “l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro, la sovranità appartiene al popolo”. E poi applichiamo l’articolo 11: “L’Italia ripudia la guerra”. Chiudiamo le fabbriche di armi, che esportano nei paesi dove si combatte. E denunciamo chi non tutela il diritto di proprietà dalle occupazioni, anche questo è un diritto previsto dalla Costituzione.

E’ un clamoroso autogol questa iniziativa della regione toscana. Primo, perché non ci si interroga sulle ragioni di chi protesta, ma si vuole solo reprimere. Secondo, perché si vuole dividere ancora una volta l’Italia in due: i buoni contro i cattivi. E questa situazione già l’abbiamo abbondantemente vissuta.
Chi sarà colpito dunque dalla “mannaia” di Toscana notizie? Tanto per cominciare, rimanendo in zona, il compagno del sindaco di Altopascio Sara D’Ambrosio col suo saluto romano. Se non verrà denunciato, è lecito pensare che valgano due pesi e due misure. E poi, andiamo sulla deontologia professionale. Come possono dei giornalisti, come quelli dell’agenzia di informazione regionale, prestarsi a questo? Come possono abdicare così al proprio mestiere trasformandosi in delatori? Toscana notizie, si legge nel sito, “è uno strumento di servizio pubblico impegnato a garantire il diritto dei cittadini di essere informati e il diritto/dovere delle istituzioni pubbliche di informare”. Cosa c’entra questa dichiarata attività informativa col fare le spie e sottoporre all’avvocatura le sospette frasi scorrette? Questo ruolo è assolutamente in contrasto con il lavoro di chi fa parte dell’Ordine dei giornalisti. Anzi, è un abuso di potere da denunciare all’Ordine.



Ci dispiace, presidente, ma stavolta lei e la sua giunta l’avete fatta grossa. Siete andati contro l’articolo 21 della stessa Costituzione, quello che garantisce libertà di pensiero, di parola, di scrittura e di stampa. La Costituzione non può essere presa a pezzetti: o tutta o nulla. Che facciamo? Arriveremo a chiudere le pubblicazioni sgradite? A bruciare i libri non consoni? La verità è una sola: censura mai. Non scherziamo, per ripetere il termine del governatore, su questo. Se dalle parole si passa a gesti che fanno male a qualcuno, allora esistono le apposite leggi. Quindi questa nuova e assolutamente inedita attività di Toscana notizie è del tutto inutile. Anzi, molto pericolosa. – FONTE

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