Il sindaco Pd giustifica le violenze: “I migranti non sono abituati a bere”

11/10/2017 – Ventimiglia – Non è vero che i migranti sono persone ubriache e violente, è solo che non sono persone abituate a bere e, per questo motivo, basta anche un minimo consumo di “tali bevande”, per fargli perdere la ragione. Questo, in pratica, il messaggio del sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano (Pd), che oggi ha firmato un’ordinanza con la quale vieta il consumo di alcolici in città (nonché la vendita e la somministrazione degli stessi, in determinate ore), a causa dei ripetuti episodi di violenza legati all’abuso di superalcolici.

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Il 6 ottobre scorso la relazione della Questura di Imperia ha evidenziato che “negli ultimi mesi si sono verificati sul territorio ventimigliese numerosi episodi di violenza da parte di soggetti in evidente stato di alterazione dovuto al consumo di bevande alcoliche”. Il sindaco, però, difende l’integrità morale del migrante e nel testo dell’ordinanza aggiunge: “Dato atto che per la città di Ventimiglia il fenomeno è aggravato dalla nota ‘emergenza migranti’, che da mesi determina la presenza sul territorio cittadino di centinaia di persone tradizionalmente non aduse, per ragioni culturali e religiose, al consumo di alcolici e quindi colpite da ubriachezza anche in caso di consumo di minime quantità di tali bevande”.

A questo punto, sorge spontanea una domanda: ma come fa una persona che non beve alcolici, per motivi religiosi, a ubriacarsi o a bere anche in modiche quantità?

Il primo cittadino ha vietato il consumo di alcolici, in tutti i giorni della settimana, su tutto il territorio comunale: “Nelle aree pubbliche, nelle vie, piazze e nelle aree private soggette al pubblico passaggio è scritto nel documento – ad eccezione di quelle autorizzate, quali i pubblici esercizi di somministrazione (bar, ristoranti, ecc.), i locali di spettacolo ed intrattenimento, le manifestazioni pubbliche e simili”.



Ma non è tutto. Dalle 2 alle 6, è vietata anche la somministrazione in tutte “le aree scoperte pertinenziali i pubblici esercizi, ad eccezione dei locali da ballo”. Mentre dalle 19.30 alle 6, è vietato a qualsiasi esercizio commerciale o pubblico esercizio vendere bevande per asporto. Gli operatori commerciali sono, quindi, tenuti ad esporre copia dell’ordinanza in modo facilmente visibile. I contenuti dell’ordinanza hanno scatenato il caso in città e c’è già chi, a Ventimiglia, pensa che “prima o poi saremo noi a doverci integrare”. – FONTE

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