Bankitalia, Visco ancora in pole ma cresce la candidatura interna

22/1072017 – Nessuno è intoccabile, e la difesa a oltranza di Ignazio Visco non sta nei miei desideri segreti». E ancora: «Non voglio fare il rottamatore ma non posso difendere i presunti salotti buoni e l’attuale assetto di potere. Non tradirò mai me stesso per essere apprezzato dal sistema e tornare a Palazzo Chigi». Il meno che si possa dire è che Matteo Renzi, dopo la vicenda della mozione del Pd votata alla Camera che chiede di fatto discontinuità alla guida di Bankitalia, non molla la presa.

Perché è vero che il leader del Pd assicura che rispetterà in ogni caso la scelta che il premier Paolo Gentiloni si appresta a prendere di concerto con il Capo dello Stato Sergio Mattarella: «Qualsiasi nome il premier farà, non ci saranno problemi. Anche se dovesse confermare Visco, nessun problema. Prenderò atto della decisione del governo e qualsiasi decisione sarà non intaccherà minimamente i nostri rapporti.

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Gentiloni non ha bisogno di consigli. Paolo ha la mia stima, il mio rispetto e la mia amicizia. E le sue parole sull’indipendenza e l’autonomia della Banca d’Italia sono giuste». Ma è anche vero che il suo continuo rilancio contro Visco non contribuisce a rendere meno spinosa la scelta del premier. Che ieri ha trascorso la giornata a Palazzo Chigi mantenendo – e invitando i suoi a mantenere – il massimo riserbo sulla questione Bankitalia. La deadline resta quella del Consiglio dei ministri del 27 ottobre, e al momento non sono previste accelerazioni.


Le opzioni sul tavolo, al di là e al di sopra delle fibrillazioni politiche, restano sostanzialmente due: la conferma di Visco, il cui mandato scade a fine mese, per altri sei anni (opzione preferita, e non da oggi, da Mattarella in nome della stabilità del sistema); la scelta di un successore interno a Bankitalia come l’attuale direttore generale Salvatore Rossi. Scendono, invece, le quotazioni per l’ingresso di una figura esterna alla guida dell’istituto di via Nazionale.

La nomina di Rossi da un lato avrebbe agli occhi di Palazzo Chigi e Quirinale il pregio della continuità e dall’altro toglierebbe la figura del governatore dal centro delle polemiche politiche, che in caso di conferma di Visco si sposterebbero sulla commissione bicamerale di inchiesta sulle banche appena insediatasi. «Mi auguro che il governo proceda rapidamente a un adempimento importante, anche per dare un segnale di stabilità ai mercati» ha fatto sapere ieri il presidente dell’organismo bicamerale Pier Ferdinando Casini. E il membro della commissione Matteo Orfini, presidente del Pd, è già partito all’attacco, chiedendo di desecretare i documenti di Bankitalia di cui Visco ha fornito un elenco, e lo stesso Renzi evoca l’apertura di nuovi fronti («perché non affrontiamo nel merito la discussione se il sistema della vigilanza sia stato efficace. Qualcuno proponeva che Banca Etruria fosse comprata da Vicenza. Ce lo ricordiamo o siamo su Marte?»).



D’altra parte sono molti nel Pd, anche tra i non renziani, ad evidenziare la difficoltà di una conferma di Visco dopo che gran parte del Parlamento e delle forze politiche ha criticato la mancanza di vigilanza nelle crisi bancarie degli ultimi anni. Ad ogni modo la scelta di Gentiloni, come lui stesso ha ricordato, sarà indipendente da queste considerazioni delle forze politiche e sarà presa in totale accordo con Mattarella. In attesa di un incontro tra i due che ci sarà sicuramente la prossima settimana, già oggi premier e Capo dello Stato cominceranno a chiudere il cerchio tramite contatti telefonici. IlSole24Ore

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