“Ma mi faccia il piacere”: di Marco Travaglio

30/10/2017 – Dizionario padano. “Ma scusate, secondo voi io vado a Taranto con Lega Nord? Siamo concreti e per le prossime elezioni toglieremo il ‘Nord’ dal nome della Lega. Mica mi attacco all’avverbio” (Matteo Salvini, segretario Lega Nord, Piazzapulita, La7, 26.10). Ecco, bravo: attaccati al tram, che fra l’altro è sostantivo.

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Tremori. “Il caso Appendino fa tremare i 5Stelle. A Torino si dimette il braccio destro della sindaca” (la Repubblica, titolo di apertura della prima pagina sulle dimissioni di Paolo Giordana per aver tentato di far togliere una multa da 90 euro a un amico, 29.10). Invece il caso del sindaco Piero Fassino che s’è tenuto accanto per cinque anni come braccio destro Giancarlo Quagliotti, pregiudicato per una tangente Fiat e condannato vent’anni prima di essere nominato, non ha mai fatto tremare nessuno perchè Repubblica s’è scordata di raccontarlo.

Facci ridere. “Dell’Utri deve morire dentro una prigione”. “’Pena capitale’ a Dell’Utri. Lui deve morire in carcere” (F.F., Libero, 24.10). Un po’ come Monsieur de La Palice che, un quarto d’ora prima di morire, era ancora vivo.

Facce ridere. “Un’altra attrice: ‘George Busch padre mi ha toccato il sedere’” (Libero, 27.10). Credeva di accarezzare la faccia del figlio.

Piccoli Verdini crescono. “A Palazzo Madama si dice che Verdini stia trattando con il Pd ‘due o tre posti’ garantiti per i suoi, tra cui il figlio Tommaso” (Corriere della sera, 27.10). “Anche la politica deve avere un’anima” (Denis Verdini, leader di Ala, la Repubblica, 28.10). L’anima de li… vabbè, lasciamo perdere.

Al muro. “Pittella e il murale ‘nordcoreano’ in Basilicata. La polemica: dalla Regione 180 mila euro per un maxi-affresco del governatore Marcello Pittella (Pd) con il magnate Sawiris” (la Repubblica, 19.10). Polemica oziosa: era da tempo che molti elettori chiedevano di attaccarlo al muro, e qualcuno ha equivocato.



Er Moviola. “La rivoluzione anti smog di Sala: ‘Vorrei che Milano rallentasse’. Il sindaco: bene mezzi elettrici, bici e car sharing, ma ripensiamo i tempi della nostra vita” (Corriere della sera, 24.10). Si vede che punta alla prescrizione.

Slurp. “Matteo Renzi è sempre il candidato premier del Pd, può essere il nostro barone di Münchausen, che uscì dalla palude tirandosi su per i capelli. Matteo ha questa forza e può tirare su il Paese” (Piero Fassino, ex deputato Pci-Pds-Ds, ex segretario Ds, ex ministro della Giustizia, ex sindaco di Torino, Un giorno da pecora, Radio1, 26.10). Poveretto, come s’offre.

Effetto Serra. “La domanda è dunque ben posta: qual era l’alternativa concreta al colpo di mano di Renzi sul Rosatellum? Allo stato delle cose: nessuna. La scelta, qui e ora, è tra il nulla e il malfatto” (Michele Serra, Venerdì di Repubblica, 27.10). No, caro Michele, l’alternativa al colpo di mano di Renzi sul Rosatellum era evitare il colpo di mano di Renzi sul Rosatellum; non porre la fiducia incostituzionale e lasciar discutere e votare liberamente il Parlamento; o, meglio ancora, farci votare con una legge elettorale costituzionale, già esistente e detta Consultellum. Cioè rispettare la Costituzione.

Modica quantità. “Su Bolzaneto la Corte europea esagera” (Il Foglio, 27.10). Giusto, cari “garantisti” del Foglio: in fondo, che sarà mai un po’ di tortura?


Il buongustaio. “Sarebbe di cattivo gusto parlare delle risorse o di quanto le abbiamo aumentate, davanti ad un fatto drammatico come questo (il turista spagnolo ucciso dal capitello precipitato dalla volta della basilica di Santa Croce a Firenze, ndr)… L’Italia ha bisogno di più risorse economiche, anche se le abbiamo già moltiplicate: siamo passati da 40 milioni di euro nel capitolo del bilancio per la manutenzione del patrimonio vincolato, a somme già stanziate per quasi 3 miliardi. A questo poi si sommano le risorse trovate fra i privati, che sono ormai quasi 200 milioni” (Dario Franceschini, ministro Pd dei Beni Culturali, La Stampa, 20.10). In effetti sarebbe di cattivo gusto parlare di quanto Franceschini ha aumentato le risorse: infatti Franceschini ha il buon gusto di parlare di quanto Franceschini ha moltiplicato le risorse. Così, fra l’altro, il morto è più felice.

Il titolo della settimana. “Adesso serve la laurea anche per essere gay. A Torino una cattedra in storia dell’omosessualità. Ma la parità sarà raggiunta quando ci si potrà scherzare su senza polemiche” ( Libero, 25.10). Capito, culattoni fottuti? – Articolo intero su Il Fatto Quotidiano in edicola oggi.

 

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