Centro Olio Eni, ai pm la lettera dell’ex direttore suicida: “L’Eni sa dei veleni dal 2012”

02/11/2017 – C’è una lettera testamento tra documenti acquisiti dalla Procura di Potenza che indaga sull’inquinamento del Centro olio (Cova) dell’Eni di Viggiano (Potenza). È di Gianluca Griffa ex responsabile dello stabilimento lucano, scomparso e poi trovato impiccato nell’agosto del 2013. Ma cosa dice questa lettera di così importante?

loading…



L’ex responsabile del Centro Olio di Viggiano muore suicida e lascia un manoscritto in cui lascia intendere una serie di problemi che si sarebbero verificati durante la sua gestione, tra trascinamento di ammine, emissioni in atmosfera, fiammate anomale.

Le stesse presunte criticità che due anni dopo sarebbero venute alla luce al culmine dell’inchiesta della Procura di Potenza che ha portato a processo decine di persone e la stessa compagnia petrolifera con l’accusa di traffico illecito di rifiuti.



Gianluca Griffa, 38 anni, giovane e brillante ingegnere dell’Eni, nell’agosto del 2013 viene trovato impiccato in un bosco nei pressi di Montà d’Alba, un piccolo paese in provincia di Cuneo, da dove era scomparso un paio di settimane prima. Il 38enne, infatti, aveva fatto perdere le sue tracce il 26 luglio del 2013.
Dopo la notizia riportata oggi da “La Nuova del Sud”, il capogruppo M5s torna a chiedere “una commissione di inchiesta che indaghi a 360 gradi sulle vicende del Cova e sulla storia degli ultimi 20 anni di estrazioni petrolifere nella nostra Regione”

“La notizia riportata oggi da ‘La Nuova del Sud’ non può passare sotto silenzio soprattutto perché rappresenta l’ennesimo tassello che va a comporre un quadro drammatico e sconcertante. Un quadro che getta ombre sempre più lunghe sulla gestione politico – amministrativa della vicenda petrolio nella nostra Regione e soprattutto desta non pochi legittimi sospetti sull’operato di questi anni di Eni”.

Diventa sostenitore di L’Onesto clicca mi piace sulla pagina facebook

Comments are closed.


Get Widget