Odissea tra tre ospedali, chef muore dopo giorni di agonia: indaga la Procura

08/11/2017 – Era ritornato a casa da poche settimane, dopo essere stato fuori per lavoro sei mesi. Un lungo periodo prima di poter riabbracciare la moglie Luigia e i due figli di 17 e 14 anni. A loro la magistratura è chiamata a dare una risposta: Giuseppe Poetini, chef su una nave da crociera, è morto dopo un’odissea fra tre ospedali. Sulla vicenda indaga la sesta sezione della Procura di Napoli, che sul caso ha aperto un fascicolo dopo la denuncia dei familiari. Sequestrate le cartelle cliniche, è stata disposta l’autopsia per fare chiarezza sulle cause del decesso. L’ipotesi di reato è omicidio colposo, per ora si procede contro ignoti.

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Il calvario di Poetini, 49 anni compiuti lo scorso giugno, comincia con forti dolori allo stomaco e progressiva mancanza di forze. Le tappe vengono ricostruite dall’avvocato Antonella Sindona, alla quale la famiglia dello chef ha dato mandato per seguire la vicenda: «Poetini, dopo il malore, si sottopone a esami clinici dai quali emerge che ha valori di emoglobina troppo bassi. Nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre i familiari, preoccupati, lo portano all’ospedale Maresca di Torre del Greco. Qui i medici sottopongono il paziente a gastroscopia, diagnosticando un’ulcera duodenale. La situazione è giudicata grave, perché Poetini ha anche perdite di sangue: così si stabilisce di trasferirlo in una struttura che disponga di un reparto rianimazione, che nel Maresca non c’è».

Parte la corsa contro il tempo alla ricerca di un posto. «Dopo una serie di telefonate – prosegue l’avvocato della famiglia – arriva la notizia che c’è possibilità di ricoverarlo nella rianimazione dell’Ascalesi». Qui Poetini arriva in condizioni critiche. Dopo tre giorni – siamo arrivati al 4 novembre – le condizioni di salute dell’uomo fortunatamente sono migliorate, tanto che di fatto si è stabilizzato.



Condizione questa che permette il trasferimento del paziente nel reparto medicina. A questo punto sembra davvero che tutto finito e che soprattutto il peggio sia ormai dietro le spalle. Ma non è così: «Il giorno dopo, domenica 5 novembre, lo stato di Poetini è di nuovo critico. I valori dell’emoglobina tornano a un livello basso. I medici decidono di fare una nuova gastroscopia, ma c’è un problema: il sabato e la domenica il reparto di gastroenterologia dell’Ascalesi non è in funzione».


Altro giro di telefonate fino all’accertata disponibilità che arriva dal Cardarelli. In questo ospedale Poetini arriva lucido, come sottolinea il legale della famiglia, «tanto che è lui a rispondere alle domande che di prassi vengono poste in fase di accettazione, prima ancora che possano raggiungerlo i parenti. I familiari al loro arrivo trovano Giuseppe in barella al pronto soccorso, in attesa di sottoporsi all’esame. Ma durante la gastroscopia la situazione precipita. FONTE
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