Modena, minori nude su social: caccia dei pedofili alle foto hot

09/11/2017 – Foto in intimo, scatti di nudo e video di autoerotismo sono finite da una chat di gruppo privata (a cui avevano accesso 60 amiche) al vastissimo mondo del web. E questo già basta per far aprire un caso. Ma la drammatica storia delle liceali di una scuola superiore di Modena ha risvolti ancor più tetri: in poche ore, infatti, quelle immagini di nudo sono diventate ricercatissime tra pedofili e maniaci sessuali. In una terribile corsa al porno minorile.

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La caccia al materiale hard
Cosa abbia spinto un gruppo di 60 ragazzine liceali a creare una chat a luci rosse non è dato saperlo. E non è nemmeno chiaro il motivo per cui una di loro abbia tradito le altre mostrando il contenuto di quei messaggi a un amico o fidanzato. Il risultato però è devastante: tutto il materiale della chat – in particolar modo le foto e i video – è finito in rete. Le giovanissime (e minorenni) protagoniste degli scatti sono state schedate con nome e cognome, raccolte in cartelle e consegnate nella mani di pervertiti, maniaci o semplici curiosi dispoti a tutto per vederle in atteggiamenti intimi e sessuali.

È un caso che ricorda terribilmente quello della “Bibbia 3.0” . Nel vasto archivio denunciato nel maggio 2016 da ilGiornale.it, le vittime di vendette o hackeraggi finivano alla gogna pubblica con tanto di dati sensibili (numeri di telefono e dati anagrafici). Analogie che sembrano riproporsi con lo scandalo a luci rosse di Modena. Seguendo le chat, i siti e i forum che ci avevano condotto a quel inventario porno abbiamo scovato moltissimi utenti che – a poche ore dalla pubblicazione della notizia sulle liceali – hanno iniziato a cercare e richiedere questo nuovo archivio delle 60 modenesi.


Così i pedofili si mobilitano
In una delle chat usate da molti internauti per scambiarsi materiale hard, un utente digita: “Avete trovato il link (facendo riferimento ai vari archivi cloud che vengono scambiati solo tramite url, ndr) delle 60 modenesi?”. Immediato il richiamo di un altro membro del gruppo: “Se continuate vi banno”. Ma questa è solo una della diverse conversazioni di questo tipo. Su un sito di hosting di immagini un anonimo posta lo screenshot dell’articolo de Il Resto del Carlino e scrive: “Sapeve dove trovarle ste foto?”. Molti altri seguono il topic e rispondono: “Vogliamo il link”. E ancora: “Uscitelo”.



Qualcuno più informato fa sapere che “dovrebbe essere su dropbox”. Ma c’è anche altro. Su un forum troviamo anche un thread (una discussione all’interno di un sito web, ndr) chiamato “Maxi-scandalo a Modena: le immagini finisco in rete”, dove si scambiano pareri e informazioni. Non soddisfatto, un iscritto al forum ne crea un altro intitolato “Modena chat whatsapp” e chiede: “Qualcuno sa nulla riguardo a questa storia? Indizi su dove trovare il link? Contattatemi in privato”.

Qualcuno tra i presenti in questi forum o gruppi privati prova a fermare la caccia. Ma è uno su un milione. La ricerca è partita e purtroppo a subirne le conseguenze saranno le ragazze, vittime di un mondo, quello di internet, ormai inarrestabile. Un universo affamato e senza paura. Nemmeno quella di infrangere la legge. FONTE

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