Golpe in Zimbabwe: militari in strada, presidente Mugabe nelle mani dell’esercito

17/11/2017 – Alta tensione in Zimbabwe: almeno tre esplosioni sono state udite nella capitale Harare. Nel paese è in corso un golpe, anche se i militari e il Zanu-pf, il partito al potere, smentiscono e preferiscono parlare di “un cambio di potere”. Il presidente Robert Mugabee tre ministri “sono stati arrestati, ma sono al sicuro”, ha specificato il partito con un tweet dall’account ufficiale, prima di avvisare che “oggi ha inizio una nuova era” e “Emerson Mnangagwa ci aiuterà ad avere un Paese migliore, sarà il nuovo presidente del partito perché nè lo Zimbabwe nè lo Zanu sono di Mugabe e di sua moglie”. Secondo un parlamentare del partito di opposizione Mdc, Grace, la moglie del Presidente, sarebbe fuggita in Namibia.

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La conferma dell’arresto arriva anche dal presidente sudafricano Jacob Zuma. Media locali hanno segnalato tank e soldati attorno a punti strategici del centro di Harare, la capitale dello Stato dell’Africa australe, come la tv di Stato e la residenza del presidente, la “casa blu”, dove Mugabe si trova agli arresti domiciliari.

Diversi osservatori parlano di una prova di forza del capo dell’esercito nei confronti dell’eterno presidente e della sua consorte e potenziale erede, Grace. Secondo i militari, Mugabe sarebbe “sano e salvo”. L’ambasciata degli Stati Uniti ha invitato i cittadini americani a restare in zone sicure e la sede diplomatica resterà chiusa.

· TUTTO PER MNANGAGWA
In una passata conferenza stampa il capo delle Forze armate, Constantino Chiwenga, aveva intimato al presidente di fermare l’epurazione che ha portato alla fuga all’estero di un potenziale successore all’ultranovantenne capo di Stato, Emmerson Mnangagwa.

“Quando di tratta di proteggere la nostra rivoluzione, l’esercito non esiterà a intervenire”, aveva messo in guardia il generale riferendosi alla sorte di Mnangagwa che dopo 50 anni passati al fianco di Mugabe era stato silurato la settimana scorsa con l’accusa di tramare contro il capo di Stato anche con l’ausilio di stregoni.



In quell’occasione il partito di Mugabe aveva definito le dichiarazioni del generale Chiwenga un atto di “tradimento” e La Lega giovanile del partito di governo, vicina alla first lady di 41 anni più giovane del consorte, aveva sostenuto che il capo dei militari non aveva il sostegno di tutte le Forze armate.

L’esercito, di cui Mangagwa godeva l’appoggio, del resto è stata una colonna del potere di Mugabe sin dai tempi dell’indipendenza dalla minoranza bianca conquistata negli anni Ottanta. Sarebbero oltre cento esponenti di spicco che sosterrebbero il defenestrato “coccodrillo” (questo un soprannome di Mnangagwa) e che sono stati iscritti in una lista di proscrizione stilata dalla fazione della “Generation 40” (G40) guidata da Grace.


· IL PRIMO SEGNO DI INSTABILITÀ
Il fatto che il generale abbia potuto tenere la conferenza stampa era già un segnale della fragilità del potere di Mugabe. Sulle tv del confinante Sudafrica in serata le opinioni erano concordi sul fatto che in Zimbabwe era in corso una prova di forza non ancora risolta. FONTE
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