Fake news venute dallo spazio

21/11/2017 – Il miliardario Elon Musk, fondatore di Tesla, dichiara che entro il 2018 porterà turisti spaziali a circumnavigare la Luna, la colonizzazione di Marte è questione di pochi anni, pullulano esopianeti dove forse, anzi probabilmente, anzi certamente si è sviluppata la vita, sotto la crosta ghiacciata di Europa (satellite di Giove) e di Encelado (satellite di Saturno) prosperano creature acquatiche, pesci alieni o qualcosa di simile. Sono notizie che abbiamo letto e leggiamo spesso. Ma che cosa c’è di vero? Ben poco, quasi niente. Il turismo spaziale non è possibile, prima ancora che per mancanza di razzi adatti, per mancanza di un quadro giuridico che li autorizzi e regoli. Esopianeti abitati e “pesci” alieni sono ipotesi senza prove. Nell’era delle fake news, l’astronomia non fa eccezione. E il web è un fecondo terreno di coltura.
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NUVOLE DI DATI Ogni epoca ha la sua materia prima. Le pietre nell’età della pietra, il bronzo nell’età del bronzo, il carbone e il petrolio nell’era industriale. La materia prima del nostro tempo è l’informazione. L’informazione intesa nel senso più ampio. Cioè i dati. Che siano parole scritte o pronunciate, rumori o musica, immagini ferme o in movimento, formule matematiche o algoritmi, i dati parlano tutti la stessa lingua, una lingua scritta con il più semplice degli alfabeti: due sole lettere, zero e uno. Cioè interruttore aperto o interruttore chiuso. Silenzio o segnale. L’universalità del linguaggio in cui sono scritti dati di ogni tipo, inserita in un sistema di trasmissione a sua immagine e somiglianza – computer, fibre ottiche, smart phone, satelliti per telecomunicazioni – ha generato quella che il filosofo Luciano Floridi ha chiamato “infosfera”. Noi viviamo nell’infosfera, cioè in una nuvola di dati. Di zeri e di uno.
EMOZIONE E RAGIONE Le notizie sono una piccola parte dell’infosfera, ma la più importante, perché è attraverso le notizie che si formano le opinioni, ed è attraverso le opinioni che si prendono le decisioni, sia quelle politiche, sia quelle personali. Il meccanismo più efficace nella comunicazione delle notizie ha una regola fondamentale: partire da una emozione (l’aspetto più insolito, curioso, coinvolgente della notizia) e poi passare ai dati, cioè al contenuto razionale. Innumerevoli studi psicologici e la nostra esperienza personale dicono che l’emozione fissa il ricordo del dato razionale o semplicemente di un certo dato oggettivo, storico, individuale. Per esempio tutti ci ricordiamo dove eravamo e cosa facevamo quando furono colpite le torri gemelle a New York. Oggi però c’è un fenomeno nuovo e preoccupante: l’esplosione delle notizie false, inventate o distorte deliberatamente per manipolare opinioni e decisioni. Il sistema di diffusione dei dati che è alla base di Internet (insieme globale e capillare) fa delle fake news uno strumento potente e pericoloso, difficilmente contrastabile. Mentre fino a pochi anni fa le fonti dell’informazione, buona o cattiva che fosse, erano numericamente controllabili (un centinaio tra giornali, radio, tv, agenzie di stampa), oggi ogni giorno siamo in contatto con miliardi di siti, twitt, hashtag, immagini e informazioni su FaceBook, su Instagram e così via. A CACCIA DI CONFERME A ciò si aggiunge il meccanismo psicologico per il quale, in questa comunicazione capillare ognuno cerca solo conferme alle proprie opinioni. Viviamo in una “echo chamber” planetaria nella quale ascoltiamo soltanto gli echi delle informazioni di cui siamo già impregnati. Ed è la fine della dialettica costruttiva, fondata su numeri, evidenze, dati verificati da fonti indipendenti. Sono questi i temi in discussione martedì 21 nell’aula magna del Politecnico per il ciclo di incontri “Costruire il futuro”. Piero Angela porterà la sua lunga esperienza di giornalista prima inviato su grandi eventi internazionali e poi, per sua scelta, grande diffusore della cultura scientifica e quindi anche del suo valore formativo, culturale e politico. Luca De Biase – esperto di innovazione tecnologica, economia e nuovi media, docente alla Iulm, editorialista del “Sole24ore” – sarà la guida di “Costruire il futuro” nella foresta della fake news, ma anche del deep web e del dark web. Un aspetto interessante e inquietante è infine quello del “robot journalism”: algoritmi che scrivono articoli per organi di informazione. Molti articoli di sport e di economia sono già oggi generati da algoritmi. Un solo personal computer può generarne alcuni milioni l’anno. E’ il nuovo dopo-Gutenberg. LA “MACCHINA” DEI SOCIAL 2,5 miliardi di account attivi sui canali social 1 miliardo di siti internet 2 miliardi di utenti FaceBoook (Mark Zukerberg è il più grande “editore” del mondo) 300 milioni di foto caricate ogni giorno su FaceBook, 8 miliardi al mese, 100 miliardi l’anno Un nuovo blog pubblicato ogni 5 secondi solo sulla piattaforma WordPress MECCANISMI DELLE POST-VERITÀ / FAKE NEWS Creare sospetti e paure (scie chimiche, vaccini pericolosi, contagio da emigranti) Ripetere, ripetere, ripetere Manomettere parole (“senza ogm, olio di palma, grassi…”, “naturale”, “moderato”) Interazione dei social Tempo di attenzione online: in media 10 secondi FONTE Diventa sostenitore di L’Onesto clicca mi piace sulla pagina facebook

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