I retroscena sullʼEma, Italia tradita da Spagna e Germania

21/11/2017 – Traditi” da Germania e Spagna: è quello che emerge nel day-after della tremenda delusione per la mancata assegnazione a Milano dell’Ema, Agenzia europea del farmaco che da Londra si trasferirà ad Amsterdam. Decisione giunta tramite sorteggio dopo che al terzo turno le due città finaliste avevano ottenuto 13 voti a testa.

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La Slovacchia si era astenuta già a partire dal secondo turno, dopo che a sorpresa la grande favorita Bratislava era stata eliminata già al primo turno. Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega agli affari europei “regista” dell’operazione Ema a Milano ha spiegato pubblicamente che Grecia, Malta, Romania e Cipro hanno sempre sostenuto l’Italia nelle tre votazioni.

Altri Paesi lo hanno fatto. Ma Milano, secondo indiscrezioni che filtrano da Bruxelles, non avrebbe potuto contare sul sostegno di Germania e Spagna. E forse solo al terzo turno la Francia è stata “recuperata” alla causa italiana, secondo quanto ricostruisce oggi il Corriere con Paolo Valentino. Uscita di scena Copenaghen, l’Italia potrebbe essere riuscita anche ad ottenere il voto di uno dei cinque Paesi del nord Europa che avevano sostenuto la capitale danese. forse la Svezia. Ma non è bastato. E nella frenetica mezz’ora tra il secondo ed il terzo turno si sono scritte le alleanze che hanno portato al pareggio che ha condotto allo sfortunato sorteggio.

Riporta Tgcom24: “Le schede di votazione, dopo lo scrutinio, venivano bruciate proprio per mantenere il segreto. Come l’elezione di un Papa. Sicuramente per evitare tensioni diplomatiche. Ma in realtà i conti si fanno abbastanza in fretta e a fare male sono stati sicuramente i “no” arrivati dalla Germania e dalla Spagna.



Quello degli iberici è stato inaspettato, si pensava che il sud Europa fosse più coeso e che Madrid avrebbe, caduta la candidatura di Barcellona, dirottato il proprio voto su Milano. Ma così non è stato. Mariano Rajoy ha seguito Angela Merkel.

Anche la Germania aveva una propria favorita, Bratislava, che però era stata fatta fuori al primo turno. E anche nel secondo turno Berlino non aveva scelto l’Italia.

Sbaglia chi pensa che il governo sia rimasto immobile. Le trattative diplomatiche sono state serrate. Lo stesso Paolo Gentiloni è sceso in campo mandando, durante le tre votazioni, messaggi ai capi di governo dei 27. Non a tutti, i più importanti. Aveva portato dalla sua parte il portoghese Antonio Costa, quello estone Juri Ratas, il grexo Alexis Tsipras.


Anche il francese Emmanuel Macron era riuscito a convincere. Ma poi è arrivato il turno di Angela: la Merkel è stata però inamovibile, l’Ema doveva andare a un Paese dell’Est o del Nord. E dietro di lei anche Mariano Rajoy, che probabilmente non ha voluto incrinare i rapporti con Berlino in questo momento delicato per la Spagna alle prese con l’indipendenza catalana. E così è stato: l’Ema è arrivata ad Amsterdam. La magra consolazione è che anche la Germania oggi piange, l’agenzia Bancaria infatti è stata dirottata a Parigi. Il karma ha colpito ancora.” Fonte AffariItaliani.it
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