Roma. Case popolari, Virginia Raggi caccia “chi ha la Porsche”

23/11/2017 – C’era anche una famiglia con un’auto sportiva, una Porsche, tra le duemila scovate dal Campidoglio non più in possesso dei requisiti per abitare nelle case popolari comunali di cui sono assegnatarie. E poi un’altra proprietaria di ben 18 immobili. Mentre diverse risultano avere redditi notevolmente al di sopra del limite di 28.500 euro per nucleo familiare, fissato come requisito per laccesso all’edilizia popolare.

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Un giro di vite di cui Virginia Raggi parla da settimane e che in questi ultimi giorni ha vissuto un’accelerazione con la conclusione del censimento sullo stato patrimoniale dei residenti nelle circa 25mila abitazioni di proprietà in Campidoglio.

«Le case popolari devono andare ai cittadini che hanno reale diritto e bisogno. Dal censimento che abbiamo appena terminato sugli appartamenti dell’Edilizia Residenziale Pubblica di Roma Capitale sono invece emersi ben 2 mila casi di abusivi. Cioè persone che hanno redditi alti, possiedono già immobili o sono residenti altrove». Lo scrive su Fb la sindaca di Roma Virginia Raggi. «Una persona è risultata addirittura proprietaria di ben 18 immobili. Altri hanno redditi di 70mila, 80mila, fino anche a 90mila euro all’anno», spiega.



«Una famiglia, che abbiamo sgomberato da una casa popolare, aveva addirittura una Porsche parcheggiata sotto casa. Per non parlare poi di più di 1.600 alloggi i cui legittimi assegnatari risultano deceduti», ha aggiunto Virginia Raggi su Facebook. «Abbiamo scoperto il caso di una giovane donna che, seppur non indigente, aveva pensato di conservare indebitamente, dopo il decesso della nonna assegnataria, un appartamento di proprietà di Roma Capitale di 100 mq in pieno centro storico a due passi da Piazza Navona -spiega- Tutto ciò è inaccettabile e stiamo lavorando per far cessare immediatamente questi abusi che esistono purtroppo da troppi anni.


L’Assessora al Patrimonio e alle Politiche abitative Rosalba Castiglione rivolge oggi una lettera aperta ai cittadini benestanti occupanti abusivi delle case popolari, con l’invito a fare un gesto di onestà: liberare spontaneamente l’alloggio, così che l’Amministrazione possa assegnarlo subito a chi ha diritto». Il costo a carico della collettività «per questi abusi è altissimo. Il più alto è proprio quello che pagano le famiglie in attesa della casa popolare sin dal 2000, senza contare i costi legati al personale, alle azioni di sgombero e al tempo impiegato per rintracciare queste situazioni intollerabili». Tratto dal FattoQuotidiano.it e Messaggero.it
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