“Buffone buffone”, Renzi a Pistoia accolto dai cori dei contestatori (VIDEO)

25/11/2017- Un centinaio di supporter ma anche altrettanti contestatori. Questo è il bilancio dell’arrivo di Matteo Renzi alla stazione ferroviaria di Pistoia, avvenuto nel pomeriggio di oggi. Renzi è arrivato con il treno del partito intorno alle 17.30. Ad attenderlo lo stato maggiore del partito democratico locale. L’arrivo del segretario del partito democratico ha creato disagi sulle linee ferroviarie da e per Pistoia. Sono stati in molti a lamentarsene.

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Quando il segretario del partito democratico è sceso dal proprio treno qualcuno ha applaudito. Qualcuno ha provato a far partire un coro “Matteo, Matteo” ma senza grandi risultati. Renzi si è incuneato tra la folla, salutando quelle poche decine di persone che gli tendevano le mani. Lo spazio stretto ha fatto si che si creasse un po’ di calca. Qualche spintone è volato. Una volta uscito dalla stazione ferroviaria Renzi si è diretto verso Hitachi.

Ma proprio fuori dalla stazione lo aspettavano i contestatori. Contestatori che, grazie alle imponenti misure di sicurezza, non hanno potuto raggiungere il segretario del partito democratico. Tra cori, urla e spintoni, il più gettonato “buffone, buffone”, è stato srotolato uno striscione con su scritto “vittime del salvabanche”, dietro cui si sono radunate almeno una 60ina di persone. Alcuni sostenitori del Pd sono passati di là. Sono volate urla e parole grosse, un finanziere è dovuto intervenire per evitare che due signori arrivassero alle mani tra di loro.



Dopo poco il clima si è rasserenato. Le forze di polizia, il cui lavoro è stato egregio, sono riuscite, dopo qualche momento di tensione, a sgombrare la strada davanti la stazione che, alcuni manifestanti contrari a Renzi, avevano occupato in quanto il marciapiede non riusciva a contenerli tutti. Una volta che l’ex capo del Governo se ne è andato, tuttavia, la tensione accumulatasi in quei momenti si è subito allentata.


Il bilancio dell’accoglienza ricevuta da Renzi, impegnato in una visita lampo ad Hitachi in cui si troverà davanti, tra gli altri, studenti che contesteranno la sua riforma scolastica, non può dirsi positivo: lo slogan ‘la mia scorta è la gente’, a fronte dei 34 poliziotti, 12 carabinieri, 10 finanzieri, sei vigili urbani, cinque uomini della polizia ferroviaria, due operai dei cantieri e 40 transenne, certo non si addice al segretario del partito democratico.

Come ulteriore riflessione va posto in evidenza che tutto questo, cinque anni fa, non era minimamente pronosticabile. Che il leader del principale partito di centrosinistra venisse contestato in questo modo a Pistoia, in stazione, era semplicemente inimmaginabile. Il programma del segretario Pd, dopo l’incontro con Hitachi, è quello di riprendere il treno e fare rotta verso Firenze dove, in serata, avranno inizio i lavori della Leopolda. di Lorenzo VANNUCCI
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