Pizza napoletana patrimonio Unesco, le reazioni: «Grande vittoria di Napoli e dell’Italia». Coldiretti in festa

07/12/2017 – «La pizza di Napoli, l’arte del pizzaiuolo napoletano finalmente bene immateriale del patrimonio dell’umanità Unesco. Un riconoscimento storico: grazie ai pizzaioli napoletani, che vivono ed operano a Napoli e in tutto il mondo, grazie a tutti quelli che hanno firmato per questa petizione. È il segno della potenza di Napoli attraverso la sua arte, la sua cultura, le sue tradizioni, le sue radici,la sua creatività, la sua fantasia. Una grande vittoria per Napoli e per la pizza napoletana». È il commento del Sindaco di Napoli Luigi de Magistris alla notizia dell’iscrizione dell’arte del pizzaiuolo napoletano da parte dell’Unesco tra i beni immateriali dell’umanità.

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«L’arte dei pizzaiuoli napoletani è Patrimonio Immateriale dell’Umanità! Dall’UNESCO riunita in Corea del Sud arriva ora la notizia. Un riconoscimento per # Napoli e l’Italia intera mentre sta per iniziare il 2018 #annodelciboitaliano #PizzaUnesco». Così su twitter il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini.

«È il giusto e meritato riconoscimento a un’arte antica, che è simbolo di Napoli e dell’Italia nel mondo. Da oggi comincia una nuova storia, tutta da scrivere, di cui noi facciamo e faremo parte sempre più orgogliosamente». Così il presidente del Consorzio di Tutela della mozzarella di bufala campana Dop, Domenico Raimondo, commenta l’inserimento dell’arte del pizzaiolo napoletano nel patrimonio culturale dell’umanità da parte dell’Unesco.

«La mozzarella di bufala campana Dop – prosegue Raimondo – è indissolubilmente legata alla pizza per tradizione e cultura. Inoltre l’utilizzo del nostro prodotto è previsto nel disciplinare di produzione della pizza verace napoletana. Questo successo testimonia che quando l’Italia riesce a fare davvero sistema sa cogliere importanti traguardi. Da Seul arriva anche la conferma che la pizza deve restare un piatto popolare. Un plauso incondizionato va alle istituzioni, alle associazioni e soprattutto ai tantissimi pizzaioli, sempre più preparati, che ci hanno creduto sin dall’inizio. Tutti insieme hanno firmato una straordinaria pagina che sa di futuro».



Tavoli in strada dalle prime ore del giorno, i primi pizzaiuoli targati Unesco al lavoro, esibizioni acrobatiche e tanta gente per il ritorno della tradizione della pizza sospesa offerta a coloro che non possono permettersi di pagarla nella storica via Chiaia che è il centro dei festeggiamenti nel cuore di Napoli vicino all’Antica Pizzeria Brandi, dove secondo tradizione è nata la margherita. Così la Coldiretti commenta il riconoscimento. «Un risultato straordinario alla vigilia di un 2018 che è stato proclamato l’anno internazionale del cibo italiano nel mondo» ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che l’Italia è il Paese dove più radicata è la cultura alimentare e l’arte della pizza rappresenta un simbolo dell’identità nazionale con circa 5 milioni di pizze sfornate al giorno«.


La tutela dell’Unesco è dovuta al »know-how culinario legato alla produzione della pizza, che comprende gesti, canzoni, espressioni visuali, gergo locale, capacità di maneggiare l’impasto della pizza, esibirsi e condividere è un indiscutibile patrimonio culturale – spiega Colidetti – i pizzaiuoli e i loro ospiti si impegnano in un rito sociale, il cui bancone e il forno fungono da palcoscenico durante il processo di produzione della pizza. Ciò si verifica in un’atmosfera conviviale che comporta scambi costanti con gli ospiti. Partendo dai quartieri poveri di Napoli, la tradizione culinaria si è profondamente radicata nella vita quotidiana della comunità». FONTE
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