Germania, profugo afgano 15enne uccide coetanea tedesca: lo aveva lasciato

29/12/2017 – L’ha uccisa dopo averla minacciata per giorni e giorni. Non poteva sopportare di essere stato lasciato. Un episodio di violenza contro le donne reso – se possibile – ancor più agghiacciante dall’età dell’omicida e della sua vittima: 15 anni. Lui, accusato formalmente di omicidio, è un profugo afgano entrato in Germania come minore non accompagnato lo scorso anno. Una vicenda destinata ad alimentare le pulsioni xenofobe in un Paese già in tensione per la crescente porzione di tedeschi che alle elezioni del 24 settembre ha votato per l’estrema destra di Alternative fuer Deutscland, mentre ancora non riesce a darsi un governo.

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E’ il drammatico epilogo di un amore tra adolescenti che per lui si è evidentemente trasformato in qualcosa di più. Ieri al termine di una lite, ha accoltellato a morte la sua ex fidanzata, in un centro commerciale a Kandel, con una lama di 20 cm. Intorno a loro c’erano una ventina di persone, tra cui due amici della ragazza che non sono riusciti a fermare l’assassino, ma lo hanno bloccato fino all’arrivo della polizia.

Il profugo afgano 15enne – riferisce il Frankfurter Allgemeine Zeitung – è stato incriminato per omicidio preterintenzionale. Secondo il procuratore di Ludwigshafen, Angelika Moehlig, l’assassino e la vittima si sarebbero incontrati casualmente mercoledì nel centro commerciale. In quanto minore, il ragazzo rischia al massimo una condanna a 10 anni di detenzione.

Un delitto sul quale pesano drammaticamente anche elementi di premeditazione: il padre della vittima alcune settimana fa aveva denunciato alla polizia il 15enne per minacce e insulti, sia al telefono che sui social network, dopo che da un paio di mesi la relazione con sua figlia era finita.



Il ragazzo, di cui non è stata rivelata l’identità, è registrato come richiedente asilo dall’aprile 2016 a Francoforte. Ha ricevuto la scolarizzazione in Germania ed è stato assegnato a un centro di accoglienza nella regione. Era entrato in Germania nell’aprile del 2016 ed era stato inserito in un centro di accoglienza a Germersheime, nel Land della Renania-Palatinato, dove si trova la città di Kandel teatro dell’omicidio. Qui l’adolescente afgano ha vissuto fino a settembre, per poi essere spostato in una casa sociale a Neustadt, 25 km a nord di Kandel. Non solo. Il ragazzo era noto alla polizia perché sospettato di un’aggressione nella scuola che frequentava: dopo essere stato insultato, durante la ricreazione aveva dato un pugno a un compagno.


I ministro dell’Interno del Land, il social democratico Roger Lewentz, e la titolare della Famiglia, la verde Anne Spiegel, hanno insieme dichiarato che il governo della Renania-Palatinato “è colpito da questo atto terribile”. Più duro il portavoce del gruppo social democratico al Bundestag, Burkhard Lischka, che ha chiesto l’espulsione del giovane dal Paese: “Questo è possibile sia in base al diritto internazionale che alle leggi tedesche”. Il presidente degli xenofobi di AfD, Joerg Meuthen, ha stigmatizzato che cose come queste “non possono continuare a succedere nel nostro Paese”, puntando il dito contro la cancelliera Merkel. – FONTE
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