Calabria, bonificava a se stesso i soldi del Comune. Dirigente accusato di avere sottratto 121mila euro

30/12/2017 – “Rimborso spese viaggi”. “Rimborso spese legali”. “Indennità di risultato”. “Fondo anticipazione di liquidità”. “Incentivo progetto adeguamento sismico scuola primaria”. Ma anche “recupero Irpef” e “restituzione somme cure termali”. Con queste causali, il responsabile del settore finanziario del Comune di Aprigliano, in provincia di Cosenza, effettuava i bonifici dal conto corrente dell’Ente al suo personale. Complessivamente il dipendente Mario Chiodo, di 40 anni, è riuscito a intascare soldi pubblici per 121mila euro.

Adesso è accusato di peculato e il gip di Cosenza, su richiesta del procuratore Mario Spagnolo, dell’aggiunto Marisa Manzini e del sostituto Giuseppe Cozzolino, ha disposto il sequestro per equivalente dei beni dell’indagato.

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Prima dipendente comunale del Comune di Rota Greca e, dal 2011 anche del Comune di Aprigliano, in sostanza Chiodo avrebbe distratto i fondi pubblici approfittando del proprio ruolo. Era l’unico, infatti, ad avere le credenziali di accesso ai sistemi di pagamento dell’Ente. I bonifici venivano effettuati con cadenza mensile e avevano un importo variabile che oscillava dai 500 ai 2500 euro. Soldi che Chiodo “prelevava” da diversi capitoli di bilancio del Comune di Aprigliano. I pagamenti reali venivano giustificati con causali fittizie a sua volta collegate a delibere comunali vere. Uno stratagemma che doveva servire all’indagato per non suscitare i sospetti di chi era deputato a controllare.

Precauzioni che, però, non hanno funzionato. Il sindaco Pietro Giorgio Le Pera, infatti, l’11 ottobre scorso ha presentato una denuncia ai carabinieri “dichiarando – è scritto nella richiesta di sequestro – di aver riscontrato l’esistenza di numerosi pagamenti disposti in favore dello stesso Chiodo in assenza di qualsivoglia causale e sulla base di mandati di pagamento sottoscritti dallo stesso beneficiario”.



Stando alla denuncia del sindaco, c’è stato un incontro tra quest’ultimo e l’indagato che è stato sospeso dal servizio. In quell’occasione, Chiodo “ammetteva le proprie responsabilità in ordine agli ammanchi a lui contestati”. All’incontro ha partecipato anche il consigliere comunale Emiliano Spina che, sentito dai carabinieri, ha riferito che Chiodo si è scusato con il primo cittadino: “Sindaco mi dovete scusare – sarebbero state le parole del responsabile del settore finanziario del Comune di Aprigliano – ho sbagliato, salvatemi. Sono nelle condizioni di mettere tutto a posto e vi restituirò quanto dovuto. Dopo di ciò rassegnerò le mie dimissioni”.



La denuncia è andata comunque avanti e al termine delle indagini, non essendoci disponibilità sul conto corrente di Chiodo per coprire i 121mila euro sottratti al Comune, i carabinieri hanno sequestrato sia l’automobile che la sua abitazione a Cosenza. FONTE
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