Fabio Fazio, Dagospia: la Corte dei Conti ha bloccato il pagamento del suo stipendio

13/01/2018 – Un flash, su Dagospia. Si parla di Fabio Fazio e del suo faraonico stipendio in Rai, pari a 2,8 milioni di euro l’anno. Uno stipendio che però, secondo quanto scrive Dago, non arriva. O quantomeno non sarebbe ancora arrivato. Il condizionale è d’obbligo, ma pare che i pagamenti siano stati bloccati dalla Corte dei Conti, che sta indagando sui contratti relativi alla nuova edizione di Che tempo che fa, quella spostata su Rai 1 con pesanti contraccolpi sullo share di Viale Mazzini. (CONTINUA DOPO LA PUBBLICITA’…)

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Il fatto che i giudici contabili si fossero interessati del contratto di Fazio e della sua trasmissione risale allo scorso luglio: l’esame – di cui si occupa la Procura regionale del Lazio – era stato avviato in seguito all’esposto del parlamentare Pd, Michele Anzaldi, in cui si avanzava l’ipotesi di un possibile danno erariale alla tv di Stato.
Nel contratto di Fabio Fazio si “ravvisano elementi di criticità” e “perplessità sulla giustezza dei costi/ricavi preventivati”. Con questo atto d’accusa l’Anac ha deciso di ‘denunciare’ il caso dello stipendio del conduttore Rai alla Corte dei Conti. La decisione è arrivata al termine di un’istruttoria lunga e complessa riguardo al compenso, alla durata dell’accordo tra il volto di Che tempo che fa e i rapporti con la società di produzione dello stesso Fazio che è anche autore del programma.



L’Autorità anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, come anticipato da La Repubblica, si è concentrata sull’aumento dello stipendio di Fazio e i quattro anni di durata del contratto nonché sull’affidamento a una società costituita appositamente dal conduttore. Tre elementi che contestati subito da diversi fronti e giustificati dalla Rai con un sicuro ritorno economico per la tv di Stato grazie allo spostamento del programma da Rai Tre a Rai Uno.
Ma proprio su questo, si legge nella delibera dell’Anticorruzione, “evidenziamo perplessità sulla giustezza dei costi/ricavi preventivati”. La prossima settimana la delibera firmata dal capo dell’Anac sarà con ogni probabilità pubblicata sul sito dell’Autorità e potrebbe contenere tutti i dettagli dell’accordo. A giugno, quando scoppiò il caso, si parlò di un compenso attorno ai 3 milioni di euro annui per Fazio, in netta controtendenza rispetto a una contrazione dei cachet elargiti dalla Rai. E in deciso aumento rispetto al precedente compenso di 1,8 milioni.


L’esposto da cui è nato il dossier dell’Anac che ora finirà all’attenzione dei giudici contabili venne firmato dal deputato del Pd Michele Anzaldi e “condiviso” dai parlamentari del M5s che evidenziarono come Fazio fosse, a loro avviso, “il classico comunista con il cuore a sinistra e il portafoglio a destra”. Ora Anzaldi, chiede alla Corte dei Conti “di pronunciarsi prima possibile, in modo da evitare il perdurare di eventuali danni erariali” e al presidente della Vigilanza Rai, Roberto Fico, “che il dossier venga messo a disposizione del Parlamento, che della vicenda si è occupato più volte nei mesi scorsi con audizioni e interrogazioni“. (IlFattoQuotidiano del 22/03/2018)
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