VILLAGGIO ROUSSEAU, M5S/ Oggi Luigi Di Maio: c’è Casaleggio, ma Beppe Grillo e Fico…

21/01/2018 – Terza e ultima giornata di lavori a Pescara per il Villaggio Rousseau, la kermesse organizzata dal M5s per cercare di formare i nuovi iscritti, in gran parte nuovi candidati, usciti vittoriosi – a dispetto delle polemiche dei veterani – dalle contestatissime Parlamentarie. Eppure la dirigenza del MoVimento, al netto del motto “uno vale uno”, spande ottimismo e diffonde concordia.

Basta sentire il parere di Davide Casaleggio, accompagnato da quella che è stata già ribattezzata la “Boschi pentastellata”, Enrica Sabatini, pronto a ribadire l’importanza di questo momento d’incontro:”Questi tre giorni a Pescara sono la fine di un processo che è durato più di un anno, in cui i cittadini hanno partecipato direttamente alla formazione del programma con più di un milione di voti espressi sulla piattaforma Rousseau su oltre 95 votazioni e 22 ambiti tematici. Li discutiamo con i parlamentari europei, i consiglieri regionali e molti altri esperti per capire come i cittadini possono partecipare in modo attivo alla creazione di un programma e di un nuovo tipo di partecipazione dei cittadini alla vita politica”.

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L’ATTESA PER DI MAIO
La chiusura del Villaggio Rousseau del M5s è prevista per le ore 16:30 con l’intervento di Luigi Di Maio. Il candidato premier dei pentastellati nelle ultime ore era stato al centro di alcuni retroscena legati al tema delle alleanze dopo il voto. Si gioca sul piano semantico la credibilità dei grillini. Alleanze sì o no dopo il 4 marzo? La sintesi arriva con un comunicato a doppia firma – Di Maio e Grillo – sul blog di Beppe:”Più innaturale di un panda che mangia carne ci sono i giornali che dicono la verità.

Oggi si sono inventati frattura tra noi due che non c’è e non c’è mai stata. Comprendiamo che per i giornalisti italiani sia difficile pensare che tra noi due, in tanti anni, non ci siano mai stati attriti o discussioni, quindi – se vogliono – ogni tanto fingeremo di non sopportarci a vicenda. Insceneremo un litigio e gli manderemo il video. Il loro sogno sarebbe un MoVimento diviso su tutto come il centrodestra che ha 5 idee diverse su ogni temi e 5 candidati premier, e che si autodistruggerà per le guerre di potere. Nel MoVimento prima di tutto ci vogliamo bene e siamo motivati da un sogno comune al quale stiamo dedicando la nostra vita da anni, insieme a migliaia di attivisti e milioni di cittadini in tutta Italia.



Questo affetto, questa motivazione, questa profonda convinzione sono totalmente estranei ai partiti. Sarebbe proprio come se un panda mangiasse carne cruda. Abbiamo un unico programma, presentato ieri assieme al simbolo, e un unico candidato premier. Come sempre abbiamo detto, la sera delle elezioni, se non dovessimo aver raggiunto la maggioranza assoluta, faremo un appello pubblico a tutti i gruppi e chiederemo di dare un Governo a questo Paese sui temi. No spartizioni di poltrone o di potere, ma soluzioni concrete ai problemi del Paese. Astenersi voltagabbana. Le nostre priorità sono i 20 punti per l’Italia. Le loro?”.

I GRANDI ASSENTI
L’idea di unità che viene fuori dal messaggio di Grillo e Di Maio, però, stona leggermente con l’assenza a Pescara, per la chiusura della kermesse Rousseau, sia del comico genovese, sia di Roberto Fico, il napoletano che già al momento dell’incoronazione del candidato premier aveva espresso il suo malcoltento. In questo caso l’assenza non è motivata da ragioni di natura politica, ma personale. Presenti invece – come riporta Il Messaggero – pretoriani della prima ora come Danilo Toninelli, Manlio Di Stefano, Angelo Tofalo, Maurizio Buccarella, Alberto Zolezzi, Giulia Sarti e Giulia Grillo.


La ribalta, però, è tutta per la madrina dell’evento, Enrica Sabatini, che sul parallelismo tracciato con la Boschi risponde così:”Il fatto di appartenere al genere femmininile non può essere l’unica categoria da utilizzare. Noi stiamo costruendo il sogno della Camelot di Gianroberto Casaleggio. Il nostro obiettivo è valorizzare le competenze delle persone e creare una rete per chi intende cambiare il proprio Paese. Quindi nessun parallelo con la Boschi, anche se paradossalmente mio padre è un bancario, ma non un banchiere. Per me quello che conta è la mia storia personale e nel Movimento ho trovato il mio spazio”. – FONTE
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