Sms: dal Buon Natale alle informazioni promozionali

A distanza di un quarto di secolo dal primo messaggio di testo della storia, gli sms hanno completato un ciclo di vita davvero incredibile, arrivando a diventare il mezzo di comunicazione più diffuso al mondo prima del declino veicolato dalle nuove tecnologie. E oggi, comunque, trovano nuove forme di “sopravvivenza”, soprattutto in ambito business.

“Nessuno aveva idea delle proporzioni che il fenomeno avrebbe avuto”. È il commento che Neil Papworth dedica dalle pagine del suo sito all’evento che lo ha visto protagonista, e che ha cambiato anche il nostro modo di comunicare e rapportarci agli altri. Era il 3 dicembre 1992 quando l’uomo, all’epoca ingegnere della Vodafone, ebbe l’incarico di inviare il primo sms verso un telefono cellulare.

Tutto iniziò con un Buon Natale. In realtà, rispetto all’idea comune degli “short messaging services” c’erano ancora parecchie differenze: la prima, e più evidente, è che Papworth utilizzò un computer fisso per scrivere il testo, visto che i cellulari dell’epoca non avevano lettere sul tastierino. Il messaggio inviato – un semplicissimo “Merry Christmas” – raggiungere il telefonino del collega Richard Jarvis, dimostrando che il sistema può funzionare. Ma, come dice ancora l’ingegnere, l’obiettivo iniziale era completamente diverso da quel fenomeno che poi si è innescato.

Un successo imprevisto. Nelle intenzioni originarie, infatti, il messaggino doveva integrare il servizio di cercapersone, e invece diventa il fulcro di una rivoluzione comunicativa che si è estesa dalle telecomunicazioni (e dall’industria dei cellulari) fino alle trasformazioni della nostra lingua, come testimoniano anche le parole entrate a far parte dei prestigiosi dizionari in tutto il mondo (un esempio su tutti, nel 2011 l’Oxford Dictionary ha aggiunto il lemma LOL, rappresentativo delle risate dopo una battuta).

La lingua dei cellulari. Il merito di questo boom dipende però dall’intuizione di uno stagista della Nokia, il finlandese Riku Pihkonen, che per primo sperimenta lo scambio di messaggi attraverso due telefoni cellulari. In verità, poi, la nuova tecnologia non fa subito breccia tra i consumatori, ma basta attendere pochi anni perché gli sms diventino la “lingua” delle telecomunicazioni, a braccetto con la diffusione dei telefonini in tutto il mondo.

L’apice del successo. Un successo che appare inarrestabile, tanto che nel 2007 negli Stati Uniti, per la prima volta, il numero di messaggini scambiati ogni mese supera il totale delle telefonate effettuate. Eppure, quello è anche l’anno in cui compare il primo “nemico” di questo strumento, con la prima generazione di iPhone che, insieme agli smartphone, porterà poi alla nascita nei nuovi servizi di messaggistica istantanea e a una nuova alba per la comunicazione digitale.

E poi il declino. E così, se nel 2011 la bilancia pende ancora dal lato degli sms – che toccano quota 7,4 trilioni di invii a livello mondiale – già nell’anno successivo si assiste al sorpasso delle app di messaggistica, come Whatsapp e Messenger, che stravincono la battaglia delle comunicazioni. I numeri sono inesorabili anche in Italia: nell’ultimo anno, gli sms inviati sono crollati di 18 punti percentuali rispetto al 2016 e addirittura del 75 per cento rispetto ai dati del 2013.

La seconda vita. Eppure i messaggini resistono ed esistono: ad esempio, sul fronte privato in alcuni Paesi avanzati come Francia e Regno Unito sono ancora preferiti come strumento di comunicazione interpersonale, mentre in Italia se ne apprezzano soprattutto le finalità promozionali. In particolare, grazie ai servizi offerti da società come smshosting.it, oggi gli sms sono diventati un mezzo di comunicazione diretto per fare marketing, e pertanto ben sfruttato dalle aziende per farsi conoscere in maniera diretta dai potenziali clienti. Un modo per allontanare il rischio di “pensionamento” e per continuare a resistere nonostante la concorrenza spietata dei nuovi media.

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