Ostia, il Pd pagava il “pizzo” al Clan degli Spada

27/01/2018 – La mafia a Ostia non risparmia nessuno. Nemmeno la sede del Partito Democratico. Che, secondo il racconto di un pentito, pagava il pizzo al clan Spada. La rivelazione, contenuta nell’ordinanza di 750 pagine che ha portato in cella 32 affiliati al clan mafioso di Ostia, è stata resa agli inquirenti nel gennaio 2016 dal collaboratore di giustizia Michael Cardoni. “Anche la sede del Pd in via Antonio Forni pagava il pizzo a mio zio”, ha dichiarato spiegando il sistema criminale legato a estorsioni, usura, business del racket e traffico di droga.

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Sulla vicenda il commissario dem Stefano Esposito ha affermato: “Devo dire che non mi stupirei se il clima di intimidazione che ho respirato fin dal primo minuto fosse stato subito anche dai miei compagni di partito. Questo non giustifica nulla, bisogna sempre denunciare, è l’ unico modo per liberare Ostia. Aggiungo che bisognerebbe anche approfondire la vicenda delle sedicenti associazioni antimafia, da me denunciate nel 2015”. La sede del circolo del Pd è stata sfrattata nel 2015 per morosità.

“In via Forni e via del Sommergibile le attività commerciali pagavano il pizzo a mio zio. Posso citarvi le seguenti attività. Il bar in via del Sommergibile, il meccanico in via Sommergibile, il veterinario in via A. Forni, il fruttivendolo in via A. Forni. Anzi il predetto fruttivendolo era di fatto di proprietà di mio zio ed intestato fittiziamente ad altro individuo. Ricordo anche altri piccoli negozi presenti in zona che pagavano il pizzo. Ricordo un negozietto di animali. Ricordo anche che la sede del Pd di Sabrina Giacobbi in via Antonio Forni pagava il pizzo a mio zio. Anche l’edicola della predetta Giacobbi pagava il pizzo”.




A parlare è Michael Cardoni, nipote di Giovanni Galleoni, detto ‘Baficchio’, ammazzato nel 2011 secondo gli inquirenti proprio su ordine del clan Spada. Le confessioni di Cardoni, arrivato a temere per la propria vita e della sua famiglia, raccontano come gli Spada erano decisi a fare piazza pulita del vecchio gruppo criminale con a capo lo zio per imporre la propria egemonia. Gli Spada, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sarebbero subentrati al gruppo guidato da Galleoni in quasi tutte le attività: racket, spaccio, slot machine. Cardoni, che ha cominciato a parlare nel 2016, è considerato un pentito affidabile dagli inquirenti. Le sue parole sulle attività dello zio, e il pizzo che avrebbe versato l’allora segretaria del del Pd a Nuova Ostia, sono contenute nelle oltre 700 pagine d’ordinanza dell’indagine che ieri ha portato in carcere 32 persone, tutte ritenute facenti parte del clan Spada, tutte arrestate con l’accusa di costituire un’associazione criminale di tipo mafioso.


Ora quella sede non esiste più. Il Pd l’ha lasciata nel 2015. Per stessa ammissione dell’allora commissario nominato a seguito di Mafia Capitale Stefano Esposito: “Dopo aver ricevuto alcune segnalazioni, ho approfondito la situazione del circolo Pd di Ostia nuova in via Forni 16. Dalle verifiche fatte ho potuto verificare che la sede del circolo è ospitata in uno stabile, privato, di proprietà della signora Angiola Armellini. Fino allo scorso anno il Comune di Roma ha pagato l’affitto dello stabile nel quale oltre alla sede del Pd sono ospitate famiglie in situazione di difficoltà economiche. Nei circa 10 anni in cui l’affitto è stato pagato dal Campidoglio il nostro circolo non ha mai, né pagato, né ricevuto alcuna richiesta di pagamento dal Comune. Ovviamente non è una cosa seria. Nell’ultimo anno, quindi, il nostro circolo occupa irregolarmente uno stabile privato e per quanto mi riguarda questa situazione non è accettabile”.

La notizia riportata da Cardoni, che è solo un altro elemento al quadro della pervasività delle organizzazioni criminali ad Ostia e di come inquinano la vita sociale, economica e anche politica, è ancora più inquietante alla luce della chiusura dell’edicola di Sabrina Giacobbi (candidata anche al consiglio municipale in passato per il Pd), anticipata da un attentato incendiario subito proprio all’edicola nell’estate del 2015. – FONTE

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